don delillo l'amica geniale anna

"SONO MESI CHE LA REALTÀ INTORNO A NOI È UN INCUBO: DATECI FATE, GNOMI, MOSTRI, MAGIE, QUALUNQUE COSA CI PORTI VIA DA QUESTA CLAUSTROFOBIA SENZA ORIZZONTE" – ELENA STANCANELLI: "ANCHE NEL 2021 CI SALVERANNO I LIBRI CHE STANNO SUGGERENDO LE SERIE PIÙ BELLE, A PARTIRE DA AMMANITI ED ELENA FERRANTE DI CUI È IN ARRIVO IL TERZO CAPITOLO" – L’APOCALISSE SBAGLIATA DI DELILLO - ECCO COSA NON TORNERÀ - VIDEO

 

 

Elena Stancanelli per “la Repubblica – speciale L’anno che verrà”

 

don delillo

Soltanto Don DeLillo poteva permettersi nel 2020 di scrivere e pubblicare un libro sull’apocalisse sbagliata. Si intitola Il silenzio e in Italia uscirà a febbraio, per Einaudi. Racconta un mondo sopraffatto, ma da un collasso tecnologico. La catastrofe è diventata per noi quello che il viaggio era per gli antichi, la sfida ai propri limiti, il luogo della conoscenza, il rito di passaggio. Esercizio letterario, che meglio di tutti aveva eseguito Niccolò Ammaniti, quasi cinque anni fa. Quando usciva Anna, per Einaudi Stile Libero. Ambientato in un tempo nel quale i bambini devono cavarsela da soli, perché un virus misterioso ha ucciso tutti gli uomini e le donne sopra una certà età. Lo stesso Ammaniti ha scritto e girato, tra gli ostacoli della pandemia, la serie tv tratta dal suo libro, che vedremo l’anno prossimo. Sembra un magnifico carnevale psichedelico a giudicare dal trailer, l’inconcepibile universo postumo dove regna però un’energia fanciulla.

ammaniti

 

Sono mesi che la realtà intorno a noi è un incubo. Dateci fate, gnomi, mostri, magie, qualunque cosa ci porti via da questa claustrofobia senza orizzonte. Devono averci ascoltato, e infatti l’anno prossimo arrivano le Winx, Il signore degli anelli e Lupin, le avventure del ladro gentiluomo, interpretato dal fascinosissimo Omar Sy, il badante di Quasi amici. E anche il circo di fenomeni di Gabriele Mainetti, regista di Lo chiamavano Jeeg Robot. Si intitola Freaks out e l’uscita è stata annunciata e posticipata varie volte. È stato così per quasi tutto, comprese le nostre vite.

 

anna

Alcune produzioni cedono e i film debuttano sulle piattaforme a pagamento, altri, come No Time to Die, l’ultimo 007 o Tre piani, che Nanni Moretti ha scritto partendo dal libro di Eshkol Nevo, tengono duro in attesa delle sale. Riapriranno prima o poi, e correremo tutti a vedere l’ultimo Wes Anderson, The French Dispatch, e il Diabolik dei fratelli Manetti, anche solo per i magnifici occhi di Luca Marinelli che luccicano sulla locandina. E scopriremo finalmente che film sono diventate Le assaggiatrici di Rosella Postorino e L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio.

 

Nel 2021 arriverà il vaccino e arriveranno le allergie al vaccino, arriverà la terza ondata e poi il picco e poi la curva inizierà a scendere, arriverà l’estate ma poi arriverà un altro inverno di scontento… l’anno che verrà sarà un anno di forti emozioni, un bell’ottovolante psichico da gestire dalla solita cabina di regia, il maledetto divano. Ci salveranno i libri, anche stavolta. Che stanno suggerendo le serie più belle, a partire da Elena Ferrante di cui è in arrivo il terzo capitolo, e chissà come sarà Fedeltà, da Marco Missiroli o La città dei vivi da Nicola Lagioia, entrambe in preparazione. Che possono essere ascoltati e diventano una compagnia formidabile. Una mia amica che aveva sempre dormito come un orso adesso soffre di insonnia.

anna

 

È naturale, ormai le giornate sono slalom per evitare i contatti, respiro che ti mangia dentro la mascherina, amici che saluti dall’altra parte del marciapiede manco fossero l’amministratore di condominio. La sera il maledetto divano e la notte il sonno fa a pugni con l’angoscia e le paure del futuro. Quella mia amica, che non sono io, ha scoperto che l’unico modo per calmarsi, a letto, è ascoltare una storia. E ha consumato la sua biblioteca virtuale di audiolibri, che si può dire le abbiano salvato la vita, alla mia amica.

elena stancanelli foto di bacco

 

Torneremo ad abbracciarci e a fidarci, ma una cosa non tornerà: il feticcio dello storytelling. Si è rotto, nessun maestro di parole può mistificare la morte quando arriva così, in grande spolvero. La peste non può essere raccontata in nessun altro modo da quello che è: una peste. È la balena nel cui ventre si sta seduti, si aspetta, si legge. Speriamo di avere imparato almeno questo: di qua c’è la realtà, di là la finzione. Nel mezzo, niente.

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