DA REUCCIO DEI MATERASSI A ROCKSTAR DELLA POLENTA: LA RESISTIBILE METAMORFOSI DI GIORGIO MASTROTA CHE SPOPOLA SU YOUTUBE CON UNA BAND VALTELLINESE. “MA CONTINUO COI MATERASSI. SANREMO? AL FESTIVAL POTREI FARE AL MASSIMO UN BELLO SPOT! I REALITY? HO PREFERITO RESTARNE FUORI. LA POLITICA? NON MI CI VEDO, MA MAI DIRE MAI. A GRILLO VENDEREI UN SALVAGENTE, A SALVINI E A DRAGHI…" - VIDEO

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Francesca D' Angelo per "Libero quotidiano"

 

Giorgio Mastrota, come c' è finito tra i vichinghi?

«Eh, guarda, sono un gruppo di pazzi!».

 

giorgio mastrota e i nanower giorgio mastrota e i nanower

I «pazzi» in questione sarebbero i Nanowar of steel: un gruppo di rock duro/demenziale che dopo aver promosso Mastrota a «Cavalier Custode dell' acciaio Inox» (così recita una loro canzone), gli hanno proposto di prendere parte al videoclip del singolo La Polenta taragnarock. E lui, ridendosela sotto i baffi, ha accettato trasformandosi su Youtube in un vichingo canterino della Valtellina.

 

A questo punto il prossimo passo sono i Maneskin: mi sembra il minimo.

«Credo che mi fermerò con i Nanowar! Se dovessi cantare dal vivo, su un palco, non credo proprio che la mia performance sarebbe così riuscita come nella traccia registrata».

 

Dunque per ora niente Sanremo?

«Al festival potrei fare al massimo un bello spot! (ride, ndr) Peraltro è uno dei pochi programmi dove non sono mai apparso nello spazio delle telepromozioni».

 

Prima del lockdown si era cimentato con la recitazione, nella serie Romolo + Giuly. Poi cos' è successo?

giorgio mastrota e i nanower giorgio mastrota e i nanower

«Dovevamo girare la terza stagione ma poi si è fermato tutto a causa del Covid. La serie era molto carina, aveva anche registrato buoni ascolti su Fox, ma non era certo il Dottor House. Temo quindi che non si faccia più».

 

Dispiaciuto?

«Ogni tanto mi piace fare qualcosa di diverso, che mi porta fuori dalla mia comfort zone delle televendite, ma non certo per rivalsa o per senso di rivincita. Sono solo delle piacevoli variazioni sul tema, che capitano, ma io sono felice così, tra i materassi e le mie pentole Inox».

 

Tornerà a Propaganda Live?

«Credo proprio di sì: rifarò dei piccoli sketch in autunno. È divertente perché mi permette di parlare a un target diverso dalle responsabili d' acquisto».

 

Perché finora non l' hanno mai sfruttata per i programmi di brand entertainment?

«Forse perché sono un volto fin troppo identificato con il mondo della pubblicità: la gente guarda me e vede un materasso. Non a caso finora, in Romolo + Giuly o con i Nanowar, ho sempre interpretato me stesso, anche se in chiave diversa. Non funziono per i progetti indiretti di comunicazione».

giorgio mastrota e i nanower giorgio mastrota e i nanower

 

Non ha nemmeno mai messo piede nei reality: una scelta di campo?

«Sì. Non ha idea di quante volte mi hanno chiesto di partecipare a un reality e lo stesso vale per i salotti tv. Ho preferito restarne fuori, per scelta, finché ho un buon lavoro, me lo tengo stretto. Credo che nel tempo questa linea abbia pagato valorizzando i progetti extra-televendite che decido di sposare».

 

Un giorno finirà che la ritroveremo anche in politica?

«Non mi ci vedo, ma mai dire mai. È pur vero che ho una laurea in Scienze Politiche e mi appassiona la politica internazionale».

 

E allora! Ha più titoli di Di Maio. Avanti, scelga un ministero che le piacerebbe dirigere.

giorgio mastrota e i nanower giorgio mastrota e i nanower

«Preferirei fare il sindaco perché è un ruolo che ti permette di fare molte cose. Hai un contatto diretto con il territorio mentre se fai una carriera politica sei un numero, a meno di non essere un ministro con portafoglio. Ma questi, lo sappiamo bene, cambiano ogni sei mesi. Non fa per me: io vendo materassi da 30 anni, sono abituato a stare sul pezzo».

 

Gliela butto lì: a Milano serve un nuovo sindaco.

«No, grazie. Troppo complicato. Non sarei in grado di gestire Milano».

 

Giochiamo un po': cosa venderebbe a Grillo?

«Mi sa che Grillo non è messo molto bene quindi forse... un salvagente. Lui era abituato a bacchettare e ora, per la prima volta, gli sta mancando la terra sotto i piedi».

mastrota mastrota

 

E a Salvini?

«Devo dire che mi è naturalmente simpatico e, di certo, non è in difficoltà come Grillo. Vendere qualcosa a lui però è dura, perché ha già parecchia roba tra t-shirt, cappellini, rosari. Forse punterei su un prodotto dimagrante: ha messo su qualche chilo».

 

Infine, Draghi.

«Questa è facile: un anti-stress. Anzi, addirittura una poltrona massaggiante. Ci vuole! Lui è un uomo pragmatico che ha sempre avuto a che fare con i grandi del pianeta ma la politica italiana può mettere a dura prova i nervi anche delle persone più posate, come lui».

 

Lei si prende spesso in giro, le piace persino il titolo di Re delle televendite. Possibile che non si sia mai arrabbiato?

«Sono un cuor contento, è difficile che perda le staffe. Ammetto che all' inizio le televendite sono state un ripiego, ma ora vedo che molti stanno cercando di rientrare in questo business perché i programmi tv sono sempre di meno. Quindi me le tengo ben strette».

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