rita pavone woodstock jimi hendrix

RITA IN DIRETTA – STASERA LA PAVONE TORNA IN RAI PER RACCONTARE WOODSTOCK: “È STATO L'EVENTO CHE HA CARATTERIZZATO UN'EPOCA DECISIVA, MA RAPPRESENTÒ ANCHE LA FINE DI UN SOGNO” - “LE MIE IDEE SULL' IMMIGRAZIONE? SE SEI OSPITE A CASA DI ALTRI, CI SONO COSE CHE SAREBBE BENE NON FARE” – “GRETA THUNBERG? QUANDO L' HO DEFINITA ‘MOSTRO’, INTENDEVO UN PERSONAGGIO CHE È STATO CREATO AD ARTE E HA UNA POTENTE ORGANIZZAZIONE. RINGRAZIO SALVINI PER...”

Gianluca Veneziani per “Libero Quotidiano”

 

rita pavone

Nel 1969 lei aveva già ottenuto una fama rarissima per una 24enne. E sempre nel 1969 alcuni tra i più grandi artisti mondiali si ritrovarono a Bethel, nello Stato di New York, per partecipare al più grande (e più lungo: durò tre giorni, dal 15 al 18 agosto) concerto della storia della musica, passato alla leggenda come Woodstock.

 

Ma per entrambi, sia per Rita Pavone che per il movimento dei figli dei fiori radunatosi in quell' evento, il 1969 fu la fine di un mondo. Per lei, la chiusura di un decennio di riconoscimenti in patria cui sarebbe seguito un ingiusto allontanamento dalle scene. Per i sessantottini, la pietra tombale su un ideale di pace demolito dai cruenti anni '70.

 

Per tutte queste ragioni diventa interessante seguire oggi su RaiDue in prima serata lo speciale Woodstock, Rita racconta, condotto da una Pavone in forma smagliante, insieme a ospiti eccellenti come Mario Biondi a Raphael Gualazzi. Una Rita che non le manda a dire perché, che usi la voce per cantare o per parlare, è sempre sferzante. Datele un martello, lei saprà che farne...

rita pavone

 

Rita Pavone, perché raccontare Woodstock 50 anni dopo?

«È stato l' evento che ha caratterizzato un' epoca decisiva della nostra vita: un momento di grande unione e solidarietà, segnato dalla voglia di cambiare il mondo. Non ci si è riusciti ma, di Woodstock, restano due cose: il desiderio di libertà e la qualità musicale di un raduno in grado di convogliare gente come Janis Joplin, Joan Baez, Joe Cocker, Jimi Hendrix. Un appuntamento del genere oggi sarebbe irripetibile: impossibile pensare a un concerto come quello, con 500mila persone».

woodstock 2

 

A Woodstock si teorizzava una società libera senza polizia, regole, denaro e confini. Era un' utopia destinata a fallire?

«Era un' isola felice in cui tutti rivendicavano il diritto a cambiare e sognare. Ma quei 3 giorni rappresentarono anche la chiusura di un cerchio, la fine di un sogno. Dopo quell' estate si tornò alla realtà, col rimpianto di non aver realizzato la società ideale che avevamo immaginato».

 

Lei torna in Rai dopo aver partecipato a Sanremo Young. Ci voleva la Rai sovranista per restituire al servizio pubblico una grande artista come lei?

rita pavone tweet 3

«Purtroppo in tv vale la regola che, se non appartieni alla "parrocchia", non puoi fare niente. E invece credo che un artista debba essere giudicato solo per il suo talento. Per questo ringrazio il direttore di RaiDue Freccero e gli autori del programma che hanno puntato su di me. Io ho un passato che tutti vorrebbero aver avuto, ma in Italia la gente ha la memoria troppo corta. Vedi così personaggi in tv che sono lì solo perché hanno alle spalle qualcuno. Ma la giostra gira anche per loro...».

 

Quest' anno lei festeggia i 60 anni di carriera. A partire dagli anni '70 tuttavia il suo successo è stato più all' estero che in Italia. Il nostro Paese non le ha mai perdonato le sue scelte di vita privata?

«Il mio matrimonio (la Pavone si sposò con Teddy Reno, un uomo molto più grande di lei e già con un figlio, ndr) mi è costato tantissimo. Tutti mi volevano come ribelle e ribelle io sono stata. Mi dissero che, se avessi fatto quella scelta, mi sarei rovinata la carriera. Ma io feci spallucce: dovevo pensare alla mia felicità, altrimenti sarei stata un' ipocrita. E, in ogni caso, penso che ad averci perso sia stato il mondo dello spettacolo italiano».

rita pavone (2)

 

L' anno scorso lei ha invitato i Pearl Jam che aderivano alla campagna #Apriteiporti a farsi gli affari propri. Era un modo per sostenere la linea dei porti chiusi di Salvini?

«Io non volevo entrare nel merito della questione, ma intendevo dire questo: se un americano viene a fare un concerto a casa nostra, non è tenuto a dire ciò che gli italiani dovrebbero fare. È bastata quella battuta per attirarmi addosso critiche feroci. Ma io sono una Gian Burrasca, dico quello che penso prendendomi tutte le responsabilità. E come lui sono autentica, in un mondo di ipocriti».

 

Di recente ha postato un video di immigrati che compiono atti di vandalismo a Firenze. Con meno clandestini le città sarebbero più sicure?

RITA PAVONE 7

«Io ho girato il mondo e mi sono sempre adeguata al modo di vivere del Paese dove andavo. Se sei ospite a casa di altri, ci sono cose che sarebbe bene non fare».

 

Le ha fatto piacere leggere Salvini che ha scritto «Onore a Rita Pavone»?

«Ringrazio Salvini per questa frase molto gentile e spero per il bene dell' Italia che questo governo regga. Ma, detto ciò, sono una liberale che non intende scendere in campo.

woostock 5

 

Dopo la mia candidatura nel 2006, ho capito che non sono fatta per la politica e la politica non è fatta per me».

 

Lei ha definito Greta Thunberg «un personaggio da film horror» prima di chiederle scusa quando ha saputo che soffre della sindrome di Asperger. Al di là della gaffe, crede che Greta sia un personaggio creato ad hoc dalle lobby ambientaliste?

RITA PAVONE TEDDY RENO PAPA BERGOGLIO

«Io non avevo intenzione di offenderla. Quando l' ho definita "mostro", intendevo un personaggio che è stato creato ad arte e ha una potente organizzazione alle spalle. Greta poi, da ambientalista, si contraddice perché, per stampare il suo libro, si abbattono gli alberi. Aggiungo che in quell' occasione la vera massacrata sui social sono stata io: hanno pubblicato una mia foto orribile, scattata quando ero appena uscita dall' ospedale dopo un' operazione all' aorta».

 

Ha mai pensato di cancellarsi dai social?

rita pavone 2

«No, ci resto, ma non entro più in polemica. Quel mondo è incattivito da persone che si nascondono dietro un nickname. E io non voglio passare il tempo a rispondere, facendo come quegli artisti che parlano molto e cantano poco».

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