oliver onions

IL RITORNO DEGLI “OLIVER ONIONS” - GLI ULTRASETTANTENNI GUIDO E MAURIZIO DE ANGELIS STASERA AL TEATRO BRANCACCIO DI ROMA CON I LORO SUCCESSI, DALLE COLONNE SONORE DEI FILM CON BUD SPENCER E TERENCE HILL CON LA STREPITOSA “DUNE BUGGY” FINO A “FURIA CAVALLO DEL WEST” – L'AMMIRAZIONE PER MORRICONE E BACHARACH - GLI ARRANGIAMENTI PER LUCIO DALLA: “UNA VOLTA LO TROVAMMO ADDORMENTATO IN UN ASCENSORE…” – VIDEO

 

 

Massimo Iondini per “Avvenire”

 

OLIVER ONIONS

Una cavalcata tra i decenni e le più iconiche musiche di film e sceneggiati tv. Sul palco i loro autori, qui anche in veste di esecutori. Sono Guido e Maurizio De Angelis, ultrasettantenni e immortali Oliver Onions, il più celebre dei loro nomi d'arte. Il tour Future Memorabilia (disco uscito lo scorso ottobre) approda finalmente a Roma e a Milano: stasera al Teatro Brancaccio e il 6 giugno agli Arcimboldi.

 

Con loro una super band che vede sul palco Francesco Signorini (tastiere), Federico Paulovich (batteria), Riccardo di Vinci (basso), Giovanni Forestan (sax e percussioni), Filippo Piva e Andrea Garbo alle chiatarre e le coriste Rossana Carraro ed Elena Sbalchiero. A echeggiare le celeberrime note di colonne sonore dei film con Bud Spencer e Terence Hill, Zorro, Sandokan, Orzowei, raccogliendo l'entusiasmo e la nostalgia di almeno tre generazioni.

 

OLIVER ONIONS

«Vorremmo fare un concerto di sei-sette ore per riassumere al meglio tutta la nostra carriera, ma siccome dobbiamo limitarci a due ore ecco che l'impresa è stata scremare il più possibile - dicono all'unisono i fratelli De Angelis, laziali di Rocca di Papa -. Suonare davanti a un pubblico che ci segue da decenni è adrenalina pura. Chi ha amato le nostre musiche dei film e degli sceneggiati degli anni Settanta adesso ha i capelli bianchi e per noi abbracciare tutte queste persone ha un valore che va oltre la semplice emozione».

 

Perché siete tornati a suonare dal vivo le vostre musiche?

La modalità del concerto è qualcosa che non avevamo mai coltivato prima, per una scelta di vita, per non dover andare in giro. Siamo sempre stati più per la sala di registrazione, mandavamo avanti anzitutto la nostra musica, non sentivamo l'esigenza di essere noi a proporla.

 

OLIVER ONIONS

Poi nel novembre 2016 a Budapest, per ricordare Bud Spencer scomparso pochi mesi prima, siamo tornati a suonare live dopo oltre vent' anni, davanti a tredicimila persone con una band di 47 musicisti tra cui l'orchestra sinfonica di Budapest. Fu un fenomenale impatto e ora siamo qui per provare a riviverlo in teatro. A noi e al pubblico piace sentire dal vivo brani composti in una sorta di anonimato. Così ci mostriamo in musica e corpo.

 

Non tutte le vostre colonne sonore sono però uscite su disco...

Sì, perchè la caratteristica del comporre colonne sonore comporta che talvolta alcune non siano ritenute dai discografici adatte a uscire su cd. Non sarebbe vantaggioso economicamente.

 

Tranne nel caso di produzione di edizioni speciali soprattutto per amatori e collezionisti di colonne sonore, ma si tratta di modalità al di fuori dei normali circuiti commerciali.

 

OLIVER ONIONS

Com' è iniziata la vostra carriera, con più di 120 colonne sonore realizzate?

Abbiamo iniziato alla Rca come arrangiatori, tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 quando Morricone era già affermato con i film di Sergio Leone. Quello era davvero un periodo d'oro, ricco di fermento e prospettive. C'era una voglia matta da parte della discografia di scoprire e lanciare talenti, cantanti e cantautori. La Rca era un'autentica fucina di idee.

 

In quel periodo ci avevano assegnato alcuni artisti di cui curare gli arrangiamenti per più di un disco anche per dare una certa riconoscibilità sonora. Tra gli altri, avevamo avuto Gabriella Ferri. Poi c'erano cantanti che vendevano milioni di dischi come Gianni Morandi, Nicola Di Bari o Gino Paoli e ci s' imbatteva in personaggi che solo più tardi sarebbero diventati mostri sacri come Lucio Dalla, che viveva letteralmente alla Rca. Una volta lo trovammo persino addormentato in un ascensore.

 

Avevate lavorato anche con lui?

Con Lucio abbiamo avuto una bellissima collaborazione facendo gli arrangiamenti del suo secondo album, Terra di Gaiboladel 1970. C'è un brano, Africa, con suoni nostri e del suo gruppo, gli Idoli che fanno già pensare al nostro Sandokan, andato in onda su Rai 1 all'inizio del 1976.

OLIVER ONIONS BUD SPENCER TERENCE HILL

 

Invece quando è arrivata la vostra prima colona sonora?

Abbiamo esordito nel 1971 con un grande attore ma al debutto da regista, Nino Manfredi. Componemmo le musiche del film Per grazia ricevuta, premiato a Cannes come migliore opera prima.

 

Musiche a tratti struggenti ben diverse dalle successive, scanzonate, per Bud Spencer e Terenche Hill...

Sì, contenevano tanta malinconia perché rispecchiavano il dramma della storia di Benedetto, Manfredi stesso: un uomo combattuto, incapace di avere fede e di amare. Così come c'era tanta malinconia in Quaranta giorni di libertà, uno sceneggiato del 1974.

Ma spesso nelle nostre composizione c'è questa vena di atavica nostalgia, pur non essendo intenzionale.

 

Qual è la vostra "filosofia" compositiva?

GUIDO E MAURIZIO DE ANGELIS 5

 Cerchiamo di trovare sempre un tema da portare avanti sino alla fine per sottolineare lo spirito della narrazione. Oggigiorno però quasi tutti i registi chiedono delle situazioni musicali più epidermiche. La tendenza attuale di cinema e fiction è di escludere un certo tipo di commento sonoro che sviluppi veri e propri temi musicali portanti. C'è la richiesta di brevi interventi sonori che non svolgano un ruolo di vero e proprio commento all'immagine, ma solo di leggero supporto. Si tende ad allontanare la musica dalla centralità della scena. Ma così facendo la si minimizza. Ma il film alla fine ne perde

 

A quale collega avreste voluto carpire qualcosa?

Burt Bacharach, che ha appena compiuto 94 anni. Grande fonte di originalità. Ma all'ammirazione per Bacharach si affianca ovviamente quella per Ennio Morricone. Certo, sembra incredibile che gli abbiano dato l'Oscar per il film di Tarantino e non per i suoi veri capolavori, come Mission o C'era una volta in America. Morricone avrebbe dovuto vincere cinque Oscar. Ma anche questa è Hollywood.

LUCIO DALLA 11MORANDI MORRICONEBACHARACHGUIDO E MAURIZIO DE ANGELIS

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...