max pezzali mauro repetto

LA RIVINCITA DI MAX PEZZALI: "GLI 883? CONSIDERATI SEMPRE MERDACCE DI SERIE C. MI RITENEVANO UN COGLIONE FINO AL 2011-2012" - SENZA CECCHETTO, CON CUI HA ROTTO PER MOTIVI ECONOMICI, MAX PEZZALI FA 120MILA PERSONE A SAN SIRO E RIFORMA GLI 883 TRA IL PLAUSO DELLA CRITICA CHE NEGLI ANNI 90 LI SPERNACCHIAVA – LA RIVALUTAZIONE BY EDMONDO BERSELLI: "GLI 883 NON POSSONO ESSERE CATALOGATI COME UN FENOMENO IRRILEVANTE. E MAX È IL FIGLIO DI UNA PROVINCIA LOMBARDA CHE SI RIVOLGE A UNA PROVINCIA ITALIANA APPARENTEMENTE ETERNA” – VIDEO

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ldquo-883-sono-sempre-stati-considerati-merdacce-serie-quot-max-251220.htm

 

https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/sara-39-39-estate-senza-musica-max-pezzali-spera-cantare-san-233377.htm

 

 

 

 

 

Paolo Giordano per il Giornale

 

max pezzali mauro repetto

Il karaoke di Pezzali esalta una generazione a San Siro In effetti era difficile prevederlo. Chi avrebbe detto, trent'anni fa, che il nerd Max Pezzali avrebbe portato 120mila spettatori per due concerti a San Siro. Nessuno, manco lui, che allora faceva il fiorista a Pavia e aveva consegnato un mazzo anche a casa De Filippi su richiesta di Maurizio Costanzo. «Se mi avessero detto che avrei esaurito San Siro, avrei pensato di essere pronto per un Tso, allora non sapevo neppure quale posto avessi nel mondo», scherzava prima di salire sul palco poco dopo le 21 per due ore e mezza di brani cantati a memoria da sessantamila persone alla faccia di un caldo feroce (stasera il bis). E dalla scaletta si capisce che non è una esagerazione perché ogni brano è come fosse la story su Instagram della generazione X, «di chi ha vissuto gli anni Novanta da adolescente o poco più». I miti. Le sfighe. Gli obiettivi di quel tempo. E i luoghi comuni.

 

 

max pezzali

Non a caso, dopo l'iniziale (e purtroppo attuale vista la temperatura) La lunga estate caldissima, Max Pezzali entra dentro Sei un mito con una serie di ballerini «travestiti» da Arbre magique: «È uno dei tocchi più tamarri del concerto ma riesce a fare due salti e diventa poesia», scherzava lui prima di concentrarsi e iniziare «la più bella festa della mia vita». Lo è stata anche per una debordante quantità di pubblico perché raramente si è visto tanto entusiasmo adolescenziale in un pubblico che adolescente non è più. Gli anni. Lo strano percorso. Rotta per casa di dio.

 

Dopo Una canzone d'amore arriva Come mai e tutto lo stadio canta a squarciagola proprio come quella volta, sì proprio come alle gite scolastiche. «L'altro giorno abbiamo fatto un concerto a Bibione e con il mio staff ci siamo sentiti come alla gita di terza media: le stesse battute di allora, le stesse risate». Il Max Pezzali che il pubblico si ritrova sul palco è il filo conduttore pop di questi trenta anni: «Oh non mi ci far pensare che sono trent'anni di carriera», scherza. E sul palco è tale e quale. Quando, dopo L'universo tranne noi, proprio mentre si sente il «profumo» di Hanno ucciso l'uomo ragno, arriva Mauro Repetto, ossia l'altro 883, la metà del gruppo che spaccò gli anni 90. Da una parte milioni di fan.

fiorello cecchetto pezzali

 

Dall'altra la critica scatenata con il pollice verso. Ora Pezzali e le canzoni degli 883 riempiono San Siro e una certa idea di «critica» è stata sepolta dalla legittimazione del pop. «Quando iniziarono i Mondiali di calcio del 1990 Mauro ed io siamo venuti a San Siro per vedere la partita inaugurale Argentina Camerun. C'era Maradona, c'erano i campioni del mondo. Poi Omam Biyik fece il primo gol e io, che ero nel terzo anello e soffro di vertigini, ho iniziato a tifare Camerun, chiedendo ai tifosi di darci pezzi della loro bandiera. Ora essere qui a San Siro, 32 anni dopo, mi fa percepire San Siro come il luogo più bello del mondo».

 

cecchetto pezzali

Ma i ricordi non finiscono qui. «A settembre vorrei passare qualche giorno a Parigi con Mauro a Disneyland». Reunion in vista? «Sento ancora energia tra noi». E c'era energia anche quando sono arrivate sul palco Paola e Chiara, ritrovate per l'occasione come coriste di lusso in Nord Sud Ovest Est e Tieni il Tempo, in La regola dell'amico/Disco Inferno/Bella vera. San Siro è una festa di fine anno.

 

 

max pezzali cover

E poi arriva J-Ax, con il quale «abbiamo tante esperienze insieme ed entrambi abbiamo iniziato in una band con un nome collettivo e poi siamo diventati solisti». Insieme cantano La mia hit e (anche stasera nel secondo concerto) Sempre noi. Quando Ax esce dal palco c'è la sublimazione della maxpezzalità: Sei fantastica, Nessun rimpianto, Con un deca e, nei bis, Il grande incubo, La dura legge del gol, Come mai e Gli anni in versione acustica con tutti insieme a salutare il pubblico.

 

In autunno Pezzali (che si è separato dai manager di sempre Cecchetto e Peroni) tornerà con un tour nei palasport, che riprenderà in primavera e accumulerà la solita lista di tutti esauriti. Ma ieri sera ha confermato la forza generazionale del pop, che semina e poi germoglia nel tempo, a prescindere dalle mode, a prescindere dalle età, riunendo tutti dopo decenni come se non fosse trascorso neanche un attimo.

 

 

 

paola chiara max pezzalidebora pelamatti e max pezzali 9max pezzali mauro repettojovanotti e max pezzali jova beach party 2022pezzali repettomax pezzali PEZZALI MORATTI CECCHETTO

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?