roma citta' morta

ROMA CITTÀ MORTA – FULVIO ABBATE: "DA RAGGI A GUALTIERI NULLA È CAMBIATO. SENZA LA MONDANITA’ 'CAFONAL' LA CAPITALE NON ESISTE, CHIUSO PERFINO IL LEGGENDARIO BAR DI NINO MEDRAS, 'JONATHAN'S ANGELS', SUBITO DIETRO PIAZZA NAVONA: NESSUNO POTRÀ PIÙ PISCIARE O SCOPARE NELLA SUA STRAORDINARIA TOILETTE. IN CITTA’ DOMINANO LO SQUITTIRE DEI TOPI, I FAMELICI GABBIANI E LE 'PRIME' (DI LIBRI O FILM) DI WALTER VELTRONI…"

Fulvio Abbate per mowmag.com

 

 

valeria marini foto di bacco (2)

Roma città morta, che si riassume nel deserto di mucchi di immondizia che ne infestano ogni aiuola. Nelle spoglie vetrine delle cronache, una volta sempre pronte a riportare “chi c’era”: da Laura Antonelli a Kirk Douglas, da Alberto Sordi a Sylvester Stallone, da Frank Sinatra alle Kessler.

 

beppe convertini foto di bacco

Chi domina oggi la mondanità romana? Guglielmo Giovanelli, Giuseppe Ferrajoli, Mariapia Ruspoli, Imma Battaglia e Eva Grimaldi, i coniugi Bertinotti, Stefania Orlando, Beppe Convertini, Roberta Beta e Serena Bortone… chi ca**o sono? Nessuno, il nulla. Resiste solo, immensa e instancabile, Marisela Federici con i suoi party esclusivi a villa “La Furibonda”. Ma senza mondanità Roma non esiste, che siano sindaci Virginia Raggi o Roberto Gualtieri. E nel clima spettrale aleggia Veltroni…

serena bortone foto di bacco (2)

 

A Roma c’era una volta la mondanità. Era garantita, sicura, “sfavillante”, un satyricon in spider. Il telefono (fisso) d’ogni ristorante rinomato, per non dire del “Jackie ‘O”, squillava ininterrottamente. Prenotazioni, tavoli da subito riservare a una clientela invidiabile, grandi lavori per la security. E soddisfazioni anche per gli “acchiappini” molesti, sempre lì davanti alla porta a invogliare i possibili polli, i turisti, pure loro portavano a casa uno stipendio, sebbene piccino.

 

Era la vita mondana, pomeridiana, serale, notturna, tra aperitivo e “botta” di coca. Non ho detto invece, retoricamente, come fossi un addetto all’Ente provinciale del turismo, “Dolce vita”, che è stata ben altra cosa, circoscritta a un tempo storico ben perimetrato, affluente; fiducia nel sole del twist. Poi tramontato, insieme al precipizio del boom economico, dunque anche spettacolare, il miracolo chimico di Giulio Natta e degli elettrodomestici nata dalla sua formula, frigo e lavatrici, finite a loro volta allo sfascio lungo Casilina e Tuscolana.

 

 

I topi a Roma, ormai la "comunità" più popolosa della Capitale

achille bonito oliva

Prova adesso a fare un salto in via Veneto, provaci, dai. Deserto, mucchi e ciuffi di immondizia ne infestano ogni aiuola, gli angoli, gli androni. I “dehors”, appaiono simili a loculi fallimentari, scatole trasparenti serrate, i vetri sporchi degli sputi dell’incuria, “fornetti” del declino, più di quando, anni addietro, furono apposti i sigilli al “Cafè de Paris”: tracce di feci di ratti nel suo retrobottega.

 

19 marina ripa di meana e un'amica roma 1968 ph barillari

“Oggi sotto le fioriere stracolme di cicche spente squittiscono i topi”, sempre e ancora loro, i topi, così narrava in un passato recente ai cronisti la responsabile della camiceria di fronte proprio a quell'affaccio esterno. Tempo altrettanto trapassato il 1974, quando, in piena Austerity, giorni di crisi petrolifera, Christo, l’artista non il Messia, prese a impacchettare le Mura Aureliane che si affacciano sull’imbuto del Muro Torto e la perdita d’occhio di Villa Borghese.

 

I famelici gabbiani, che contendono ai topi il dominio del territorio

KEANU REEVES E LA SORELLA KIM

Uno spettacolo spettrale, lo si sappia, come l’intera città. Stecchita, non meno trapassata, in procinto d'essere traslata all'obitorio di via De Lollis, di fronte al Verano, il cimitero. Intatta tuttavia nel suo insignificante, burocratico quotidiano ministeriale, infeltrita come i fantoccini in pannolenci - carabiniere, guardia svizzera, bersagliere, contadinella di Fiuggi o di Otricoli o di Fondi - a loro volta lì a farsi rosicchiare dalla luce nelle vetrine di souvenir a un passo da Fontana di Trevi. La piazza, nottetempo, colma di polli congelati buttati in terra da chissà chi, così racconta un’amica residente, su cui si avventano i gabbiani reali, altrettanti residenti.

 

La "Dolce vita" romana negli scatti di Rino Barillari

rino barillari saluta marisela federici foto di bacco

Altrettanto spoglie le vetrine delle cronache mondane del “Messaggero”, una volta invece sempre pronte a riportare “chi c’era” a questo o quell’altro “evento”, prima teatrale o cinematografica; specchio fedele del menzionato precipizio. Caduta verticale. Basti sfogliare i nomi citati per comprendere, meglio, avere percezione esatta del “cupio dissolvi” della vita già festiva capitolina.

 

Proprio domenica, al mercato di Porta Portese, su di un banco, accatastate, in vendita per poche decine di euro le foto incorniciate che un tempo occupavano le pareti della “Taverna Flavia” di Mimmo Cavicchia: autografi e “smack” al titolare di Liz Taylor e perfino dalla sua sosia, Marina Castelnuovo. E Laura Antonelli abbracciata a Jean-Paul Belmondo, e Kirk Douglas, e Alberto Sordi, e Sylvester Stallone, Joan Collins, Frank Sinatra, Hitchcok, le Kessler. Così il passato.

 

6 la principessa soraya esfandiary bakhtiary e alberto sordi roma 1965 ph barillari

Al loro posto adesso, nel carnet del povero cronista rimasto ingordo, pressato dal caposervizio, brillano invece Guglielmo Giovanelli, Giuseppe Ferrajoli, Mariapia Ruspoli, Imma Battaglia e Eva Grimaldi, i coniugi Bertinotti, Stefania Orlando, Beppe Convertini, Roberta Beta, Gianni Letta e Serena Bortone, accompagnatrice fissa del suo “garante” su Raiuno, Stefano Coletta, e poi quelli che vanno alle cene gratis, anonimi, piccoli proci.

 

La Roma "Cafonal" immortalata da Dagospia

Impensabile ormai la scena in cui Cesarino Miceli Picardi, factotum di Marcello, porgendo la pelliccia proprio a Mastroianni, lo convince ad acquistare una villa a Porta San Sebastiano, imbocco dell’Appia Antica, con queste parole: “Si te viene a trovà Marlon Brando ‘ndò lo ricevi, ‘na n’appartamento?”.

dago ultracafonal

 

Dimenticavo Valeria Marini, con i suoi “baci stellari” nel bottino del cronista infaticabile. Restano però a presidiare la piazzetta cittadina Violante Badagliacchi, Lodovica Nirchi, Nello Lillo, Lucrezia Rossi Orzelli, Yvonne Pellutri, Saro Rummo Scarascia, Patrizia Tirabocchi, Anna e Mauro Pacirdi, Verde Panepizza, Ortensia Colacioppo, Farra Farri, Costanza Varicoceli, Marco e Filippo Cintura, Diamante Brucato, Jean de la Sucanière. Mi chiederete: ma chi cazzo sono? Nessuno, il nulla. E Rebecca Furciniti? ‘Sto cazzo pure lei.

 

Il critico Achille Bonito Oliva

5 richard burton e liz taylor roma 1964 ph barillari

Forse, l’ultimo scatto degno di nota mostra Keanu Reeves e la sorella Kim “che abita in Italia e da anni lotta contro la leucemia”, recita la dida. Intercettati da Rino Barillari all’uscita del ristorante “Pierluigi” a piazza de’ Ricci. Lontani anche i giorni in cui Lou Reed o David Gilmour si piazzavano da “Augusto” a piazza de’ Renzi a Trastevere, accolti dall'oste Sandro. O nel sole domenicale Ben Gazzara a pranzo da “Sandrone”, detto Pierreclementi, a Campo de’ Fiori.

 

achille bonito oliva

Sempre il cronista deve raschiare di volta in volta il fondo del barile della sera e della notte per avere contezza di coloro che chiamiamo “vip”, e non sempre il risultato colma tre semplici righe. Anche il “Wine Bar Camponeschi”, fino a qualche anno fa luogo vitale, sia pure fuori tempo massimo, nella quiete di piazza Farnese sembra boccheggiare: lì, spiaggiati, trovi appena il critico d’arte Achille Bonito Oliva, postumo di se stesso e della stessa Transavanguardia, o magari Achille Occhetto e Aureliana Alberici dirimpettai, o il pittore Felice Levini, in assenza ormai d’ogni vernissage degno di nota.

 

Walter Veltroni durante la presentazione di un suo libro

I versi di Pasolini dove si citano “le cravatte di Battistoni”, tempio d’abbigliamento di via Condotti, “per la Pasquetta, a milioni”, oggi non potrebbero essere più composti, e questo ben al di là della desertificazione giunta insieme alla pandemia e infine alla guerra del criminale nazi-comunista Putin all’Ucraina che minaccia l’Europa, l’intero globo terrestre.

 

nino medras

Anche le prime del “Costanzi”, il Teatro dell’Opera, raccontano le stesse secche; che fatica immane deve compiere Luciano Di Bacco, straordinario amabile onnipresente fotoreporter di “Dagospia”, succeduto a Umberto Pizzi, per portare a casa un bottino di volti, spendibili, presentabili, che non restituisca il vuoto, lo zero assoluto. Forse che il valore di una città si misuri nell’orgasmo mondano?

 

Certamente no, ma l’assenza di questa ne segna il declino, il termometro rotto, ed è un declino che data ormai moltissimi anni. Irrilevante perfino far risalire il precipizio ormai spettrale all’improbabile sindacatura della Raggi o alla continuità nella calma piatta del suo successore Roberto Gualtieri.

 

giovanni floris valter veltroni foto di bacco

Roma, città morta, che si riassume nella presenza degli autisti dei politici, scazzati, in attesa tra Montecitorio e Palazzo Chigi, e la colonna Antonina idealmente osservare dall’alto della sua cima l’abisso raggiunto. Lontani anche i tempi in cui gli ex fascisti di Alleanza Nazionale, cooptati, miracolati da Berlusconi al governo, Ignazio La Russa in testa, li trovavi, tutti in blazer blu, al Bar “della Pace”, intorno a loro, bottino di guerra, le stesse signore che fino a qualche settimana prima occupavano il boudoir dei socialisti di Gianni De Michelis.

 

pierluigi battista e walter veltroni foto di bacco (2)

Chiusa anche “la Pace”, chiuso perfino il leggendario bar di Nino Medras, "Jonathan's Angels", subito dietro piazza Navona: nessuno potrà più pisciare o scopare nella sua straordinaria toilette simile a una cattedrale andino-ciociaro-bizantina. Allontanati perfino gli stessi pittori dalla piazza, tra la fontana dei Fiumi di Bernini e la chiesa di Sant’Agnese in Agone, dove Celentano girò il suo film-tonfo terminale, “Joan Lui”. Che pena non vedere più le caricature sui cavalletti, il nostro faccione per venti euri, noi seduti sul cesso.

14 ursula andress e fabio testi roma, anni settanta ph barillari

walter veltroni foto di baccofulvio abbate foto di baccovaleria marini beppe convertini foto di baccowalter veltroni legge il suo libro con i suoi articolivittorio sgarbi saluta marisela federici foto di bacco (2)vittorio sgarbi saluta marisela federici foto di bacco (3)

30 claudia schiffer in via veneto 1994 ph barillari

29 valeria marini nel 1980 ph barillari17 audrey hepburn fa l'elemosina in via condotti 1970 ph barillari 18 marina ripa di meana e un'amica roma 1968 ph barillari15 lady diana a roma nel 1996 ph barillari 13 monica vitti e michelangelo antonioni ph barillari 12 sophia loren e carlo ponti ph barillari 29 valeria marini nel 1980 ph barillarinino medras

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