2022romagiusti

LA ROMA DEI GIUSTI - ARIECCOLA LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA! DICIASETTESIMA EDIZIONE. LA PRIMA DE-MONDIZZATA. C’È DI TUTTO, UN BEL MINESTRONE. SE LE FESTE DI MONDA DI BUONO AVEVANO LA SCARSITÀ DI TITOLI, UNA DECINA DI FILM AMERICANI PRONTI PER LA CORSA ALL’OSCAR E POCHISSIMI FILM ITALIANI QUI VEDO PERÒ MOLTI, MA PROPRIO MOLTI FILM ITALIANI, SPERANDO CHE NON SIANO GLI STESSI CHE ALBERTO BARBERA, DIRETTORE DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA, HA VISTO E DICHIARATO MODESTI PARLANDO DELLA SELEZIONE ITALIANA AL LIDO, CHE GIÀ NON ERA IL MASSIMO… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

il colibri 4

Arieccola la Festa del Cinema di Roma! Diciasettesima edizione, 13-23 ottobre. La prima, però, de-Mondizzata. C’è di tutto, un bel minestrone, penso inevitabile, dal film di apertura, “Il colibrì” di Francesca Archibugi con dentro mezzo cinema italiano, da Favino a Moretti al nuovo documentario di Walter Veltroni (ma quanti ne gira, due al mese?) dedicato a Pio La Torre, "Ora tocca a noi", da “L’ombra di Caravaggio” di Michele Placido con Riccardo Scamarcio, Louis Garrel, Isabelle Huppert alle prime puntate della serie “Sono Lillo” con Lillo, almeno due risate le farai, su.

django di francesca comencini 3

Dal western “Butcher’s Crossing” di Gabe Polsky, tratto dal romanzo di John Williams (quello di "Stoner") con Nicolas Cage alla serie post-tarantiniana “Django” di Francesca Comencini con Matthias Schoenarts e Noomi Rapace, da “Il Principe di Roma” di Edoardo Falcone, rilettura romana del “Canto di natale” di Dickens con Marco Giallini che fa Scrooge, anvedi!, a “Amsterdam” di David O. Russell con Christian Bale e Margot Robbie, dalla raffinata serie d’arte, “Self Portrait” di William Kentridge a “Er gol de Turone era bono” di Francesco Micciché e Lorenzo Rossi Espagnet, dall’ultimo film di Fatih Akin, “Rheingold” al primo incontro tra Ficarra&Picone e Toni Servillo, “La stranezza”, diretto da Roberto Andò.

la stranezza

Magari è un buon film da mandare agli Oscar. Perché no? Da ben due film con Edoardo Leo (troppi, eh?), “War” di Gianni Zanasi e “Era ora” di Alessandro Aronadio, a “Il maledetto” di Giulio Base con Nicola Nocella. Boh?! Non si capisce se ci sia una vera linea critica. Sembra quasi una pre-selezione. Ma sono pronto a ricredermi. C’è un ritorno al vecchio modello di festival di cinema d’essai alla Torino Film Festival, certo, ma anche un pijo tutto per quel che riguarda il cinema italiano.

 

alessandro aronadio edoardo leo barbara ronchi era ora

Vi dico subito che se le Feste di Monda (troppe, siamo tutti d'accordo, non ne potevamo più), né nominato né rimpianto da nessuno oggi alla prima conferenza stampa del neo-direttore, Paola Malanga, e del nuovo mega-presidente Gianluca Farinelli, di buono avevano la scarsità di titoli, una decina (anche meno) di film americani pronti per la corsa all’Oscar, pochissimi film italiani e, soprattutto, nessun film di Elisabetta Sgarbi, qui, in una marea di film, tra opere prime e seconde, anteprime, best di Cannes e dintorni, documentari sul cinema, non vedo i dieci film americani degli amici di Monda che andavano agli Oscar.

 

enzo matichecchia giulio base il maledetto

Vedo però molti, ma proprio molti film italiani, sperando che non siano gli stessi che Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ha visto e dichiarato modesti parlando della selezione italiana al Lido, che già non era il massimo. E vedo, ovviamente, un film della Sgarbi, un documentario sul fotografo Nino Migliori, che per l’occasione ha spostato la data dell’inaugurazione di una sua mostra. Ce ne rallegriamo.

Ma ci sono parecchie novità. A cominciare dal ritorno del concorso, che venne ignobilmente tolto da Goffredo Bettini a Marco Muller perché troppo sperimentale e poco popolare, chiamato ora “Concorso Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani”, dove vengono accolti 16 titoli, quasi tutti di opere prime e rare seconde, diretti per metà da giovani registe (bene), provenienti da ogni parte del mondo, dove trovate solo due film americani, “Raymond & Ray” di Rodrigo Garcia con Ethan Hawke e Ewan MacGregor e “Sanctuary” di Zachary Wigon con Margaret Qualley che fa la dominatrix di Christopher Abbott chiusi in un albergo, e solo due film italiani, “La cura” di Francesco Patierno con Francesco Di Leva, Alessandro Preziosi, Cristina Donadio, dove una troupe che sta girando una versione cinematografica de “La peste” di Albert Camus a Napoli viene interrotta dalla pandemia, e “I morti rimangono con la bocca asciutta” del per me ignoto Fabrizio Ferraro, ma che secondo Paola Malanga è una star all’estero (sarà…). Due film da vedere, quindi, segnateveli.

romulus ii 3

C’è poi una sezione più libera, senza premi e concorso, alla 'ndocojocojo, chiamata “Freestyle”, dove accogliere proposte più giovanili, videoclipponi, film di tendenza, film d'arte. C’è di tutto dagli omaggi a Dario Fo, Franco Quadri, Lelio Luttazzi alle serie “Sono Lillo” di Eros Puglielli, “Romulus II” di Matteo Rovere, dal “Self Portrait” di Kentridge al documentario della Sgarbi su Nino Migliori al film di Mimmo Paladino, “La divina cometa” con Toni Servillo, Francesco De Gregori, Alessandro Haber, Sergio Rubini, Nino D’Angelo. Un gran calderone, insomma.

rapiniamo il duce 3

Poi c’è la sezione per il grande pubblico, intitolata appunto “Grand Public”, dove mettere anteprimone e un bel po’ di film italiani, diciamo, da tappeto rosso. E dove troverete Favino, Giallini, Gianni De Gregorio al posto di Timothée Chalamet e Zendaya. E’ lì che sono sistemati “Il colibrì” di Francesca Archibugi, “Astolfo” di Gianni De Gregorio, la commedia di culto gay “Bros” di Nicolas Stoller, “Butcher’s Crossing” di Gabe Polski, “The Lost King” di Stephen Frears con Sally Hawkins, “L’ombra di Caravaggio” di Placido con Scamarcio, che Paola Malanga ha definito “un Caravaggio perfetto”, ci crediamo, “Rapiniamo il Duce”, commedia Netflix di Renato De Maria con Pietro Castellitto e Matilda De Angelis, e “La stranezza” di Roberto Andò con Toni Servillo, Ficarra&Picone.

la grande abbuffata 3

 Completano il tutto, non si sa perché, il “Best of 2022” con una serie di anteprime dei film di Cannes, identico alla sezione “Tutti ne parlano” ideata da Monda, una bella sezione “Storia del Cinema”, voluta e curata, penso, da Farinelli stesso, con classici restaurati, come il meraviglioso “La grande abbuffata” di Marco Ferreri con Tognazzi-Noiret-Mastroianni-Piccoli, da anni invedibile in buono stato, documentari sul cinema e omaggi vari, e un’altra bis di questa chiamata “Retrospettiva”.

la grande abbuffata 2

Chiude il tutto un documentario su Virna Lisi diretto dal nostro Fabrizio Corallo. Il metodo per vedere i film, però, ci dicono direttore e presidente è quello dell’anno scorso. Cioè coi biglietti da prenotare on-line. Si, vabbé…

pierfrancesco fabino in il colibri'il colibri butcher s crossing 2l ombra di caravaggio 1l ombra di caravaggio 2l ombra di caravaggio 3romulus ii 1rheingoldsanctuary 2romulus ii 2sanctuary 1sono lillo 1the lost king 1sono lillo 2the lost king 2walter veltroni ora tocca a noi 1walter veltroni ora tocca a noi 2rapiniamo il ducerapiniamo il duce 2amsterdam 1amsterdam 2amsterdam 3bros 3bros 1bros 2django di francesca comencini 1django di francesca comencini 2i morti rimangono con la bocca asciuttal ombra di caravaggio 4la curala grande abbuffata 1marco giallini sul set di il principe di roma rapiniamo il duce 1butcher s crossing 1butcher s crossing 3il colibri 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....