LA ROMA DEI GIUSTI - “STO RAGAZZINO È UN FENOMENO, PRENDILO”. “SI, MA SE POI ME CRESCE E DIVENTA UNA PIPPA CHE CE FACCIO?” IL MESTIERE DI PROCURATORE DI PICCOLI GIOCATORI DI CALCIO È TUTTO IN QUESTA BATTUTA, BENISSIMO DETTA DA UN MASSIMO GHINI CHE SI SENTE UN PO’ SORDI E UN PO’ MANFREDI. IN ''LA VOLTA BUONA'' MARRA MISCHIA COMMEDIA ALL'ITALIANA CON IL CINEMA PIÙ SERIOSO, COME QUEI FILM CINICI, DIVERTENTI E CATTIVI DI UNA VOLTA. GHINI OTTIMO

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Marco Giusti per Dagospia

 

Festa di Roma /La volta buona di Vincenzo Marra

la volta buona massimo ghini la volta buona massimo ghini

 

“Sto ragazzino è un fenomeno, prendilo”. “Si, ma se poi me cresce e diventa una pippa che ce faccio?” Il mestiere di procuratore di piccoli campioni di calcio è tutto in questa battuta, benissimo detta da un Massimo Ghini che si sente un po’ Sordi e un po’ Manfredi. In questo La volta buona, una specie di commedia all’italiana scritta e diretta dal Vincenzo Marra di film duri e personali come L’equilibrio, interpretato appunto da un ottimo Massimo Ghini, presentato a Roma nella sezione Alice nella città, è di scena il mondo miserabile e truffaldino dei piccoli procuratori che si comprano e si rivendono i ragazzini stranieri con l’idea di farne dei campioncini di calcio.

 

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Il Bartolomeo di Ghini è appunto uno di questi procuratori che vive di espedienti, mollato dalla moglie e dalla figlia, pieno di buffi con gente cattiva, giocatore e perdente, pronto a sfruttare le famiglie povere delle zone depresse del mondo. Non sa più dove sbattere la testa quando lo chiama dall’Uruguay un vecchio socio, sola e spiantato almeno quanto lui, un Max Tortora superlativo, che gli dice di avere tra le mani l’affare di una vita. Un vero fenomeno. Un bambinetto di nome Pablito, Ramiro T. Garcia, che gioca a calcio come un piccolo Maradona. Sarà il riscatto per tutti?

 

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Bartolomei lo porta in Italia nel mondo di squali che conosce bene. Anche se Marra cerca di prendere le distanze dalla commedia all’italiana più classica per far valere il suo modello di cinema serioso, sia la storia che la presenza di attori come Ghini e Tortora – ma ci sono anche Massimiliano Wertmuller, Francesco Montanari e Antonio Gerardi –, spingono proprio nella direzione dei grandi film italiani degli anni ’60. Cinico, divertente e cattivo. Ma da questo scontro tra modelli diversi di cinema qualcosa di buono esce e Ghini, che nella prima parte sembra il Sordi cattivissimo de Il Giudizio Universale di De Sica, sa benissimo come far funzionare il suo personaggio.   

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