grillo pasolini

IL SALTO DEL GRILLO – ‘BEPPE MAO’ ADESSO RISPOLVERA PASOLINI E DICE CHE FARÀ UN NUOVO TOUR IN PRIMAVERA SULLE ORME DEL GRANDE PPP, IL “REGENERATION TOUR” - IACOBONI: “DEVE RIFARSI UN’IMMAGINE VERDE, MA GLI ITALIANI GLI CREDERANNO ANCORA O RISCHIA DI PRENDERSI I POMODORI? LO SCAMBIO DI SMS CON DE MASI – IL SOCIOLOGO GLI AVEVA SCRITTO: "SE NON MI ASCOLTATE TI AMMAZZO” – DOPO LA NASCITA DEL GOVERNO COL PD, GRILLO GLI HA RISPOSTO…

beppe grillo

 

JACOPO IACOBONI per la Stampa

 

Face off, cambio di faccia. Morto Gianroberto Casaleggio, che tutto dettava, dopo anni di propaganda molto dura sui migranti e contro l' euro, anni di macchina dell' odio sui social pro M5S, Beppe Grillo ora tenta di re-indossare l' antica maschera dei primi anni duemila, ambiente, futuro, giovani. Il cofondatore del Movimento 5 stelle e il suo nuovo team (con cui Casaleggio non ha a che fare) la prossima primavera organizzeranno un tour per l' Italia, un investimento paragonabile a quello dello Tsunami Tour, anche se non sarà con le insegne di partito, per cercare di dare un volto ecologista al suo Movimento.

 

Gli italiani gli crederanno? È un altro paio di maniche, ma il tour si chiamerà "Regeneration Road", e Grillo non sembra avvertire particolari pudori per ciò che nel frattempo il Movimento ha prodotto: dalle alleanze con Farage e la Brexit, agli incontri con Steve Bannon, al governo con Salvini, decreti sicurezza compresi.

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Il gruppo avrà due furgoncini, si sta pensando al classico van Volkswagen, simbolo della cultura hippie, e sarebbe tutto un programma. Ci sono tante cose del suo Movimento da far dimenticare, e allora verranno coinvolti nelle varie tappe comici, poeti, inventori, artisti, innovatori. A ognuno verrà chiesto: cosa significa per te «rigenerare» un Paese? Partendo dai classici specchietti per le allodole dei tempi del primo V-day: l' economia circolare, la politica, il futuro, il clima, l' ambiente, il tempo libero, gli affetti.

 

beppe grillo davide casaleggio 7

Grillo stesso, e questo dà l' idea di quanto non si ponga la domanda «che cosa abbiamo combinato?», ha presentato così il giro ai suoi fedeli: «Ripercorreremo l' itinerario che Pier Paolo Pasolini fece, con il suo sguardo poetico e molto aperto e curioso, verso "la lunga striscia di sabbia"». Enormità del paragone a parte, esempi di tappe saranno la viisita alla Mogu, impresa che sul Lago di Varese produce pannelli usando gli scarti di lavorazione del legno dai funghi, oppure alla Mater Biotech, progetti di riconversione di siti produttivi alla chimica verde; pazienza se poi al governo il suo Movimento ha lasciato l' Ilva com' era, non ha fermato la Tav e il Tap, ha confermato le trivelle. La domanda quindi è: sarà creduto ancora, il Grillo parlante? In quante delle tappe ci sarà lui personalmente? Rischia contestazioni, dai tanti delusi?

pier paolo pasolini by richard avedon

 

Forse si è accorto del rischio di passare alla storia come l' uomo che ha prodotto il più rilevante spostamento elettorale verso l' estrema destra dell' Italia recente. Una settimana fa Grillo ha scritto a Domenico De Masi. Il sociologo un paio di anni fa, a cena con lui a Roma, era stato critico sulla gestione M5S della Capitale, aveva dato qualche suggerimento e infine salutato scherzosamente il comico: «Se non mi ascoltate ti ammazzo». E giorni fa, dopo la nascita del governo col Pd, Grillo gli ha scritto un messaggino: «Mi ammazzi lo stesso, ora?». Il bisogno di tornare presentabile.

 

grillo

Per le prime uscite si pensava a fine settembre, non ha aiutato la brutta storia del figlio del comico indagato per presunto stupro di gruppo.

 

Nel progetto del tour, Grillo può investire una piccola parte dei soldi che il suo nuovo blog sta incassando: la relazione di bilancio della Beppe Grillo srl ha avuto un risultato positivo di 73mila 238 euro. I ricavi delle vendite di "spazi web" sono notevoli, 230mila euro. E delle spese legali delle tante cause perse si occupa Davide Casaleggio: l' Associazione Rousseau scrive a bilancio nel 2018 272mila 972 euro spesi per supporto legale «a tutela del garante Beppe Grillo». Ma la stagione delle invettive e dell' odio è finita, ora Beppe s' è messo in salvo dai suoi fantasmi, è al governo coi cari «pidioti».

domenico de masi

 

 

Beppe GrilloBeppe Grillobeppe grillo davide casaleggio beppe grillo con gianroberto e davide casaleggioBeppe Grillo

 

Moravia e Pasolini Pasolini nelle periferie di Romapier paolo pasolini alberto moraviapier paolo pasolini new yorkpier paolo pasolini ninetto davolipier paolo pasolini sul set di salo'

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?