la palla di vetro con la neve e il vesuvio - napoli

SE VOLETE CAPIRE NAPOLI DOVETE LEGGERE “LA PELLE”, IL CONTROVERSO ROMANZO DI CURZIO MALAPARTE - MARINO NIOLA: “DÀ PAROLE NUOVE AD UN ANTICO MODO DI GUARDARE LA CITTÀ, CON LA BRULICANTE UMANITÀ CHE LA SOVRAPPOPOLA, DENSITÀ CONCITATA E RECITATA, PROMISCUITÀ SOFFERENTE, NATURA BELLA E IMPASSIBILE, RELATIVISMO ETICO E RIGORISMO MATERIALISTICO. CHE DA BOCCACCIO A GOETHE, DA WALTER BENJAMIN AD ANNA MARIA ORTESE, FINO AI SERVIZI GIORNALISTICI DEI NOSTRI GIORNI, ALIMENTA L'IMMAGINE DI UN UMANO VIRALE MA ANCHE VITALE”

Marino Niola per “Robinson – la Repubblica”

 

MARINO NIOLA

«Ecco la Sirena! In quel momento la porta si aprì e sulla soglia apparvero quattro valletti in livrea recando un enorme pesce adagiato in un immenso vassoio d' argento massiccio. Tutti guardammo il pesce, e allibimmo. Un debole grido d' orrore sfuggì dalle labbra di Mrs. Flat, e il Generale Cork impallidì. Una bambina, qualcosa che assomigliava a una bambina, era distesa sulla schiena in mezzo al vassoio, sopra un letto di verdi foglie di lattuga, entro una grande ghirlanda di rosei rami di corallo».

 

La Sirena bollita è la scena madre de La pelle, il rutilante e controverso romanzo di Curzio Malaparte, ambientato a Napoli nei giorni della liberazione. È un trattamento d' urto narrativo, che corre sul discrimine fra storia e mito, fra orrore e stupore, tra grottesco e picaresco.

 

curzio malaparte

La pensata di mettere in maionese Partenope, la leggendaria fondatrice di Neapolis, è un colpo di genio. Perché fa di quell' essere con due nature, la metafora destabilizzante di una città che ha il disincanto negli occhi e l' iperbole sulle labbra, la misura nella mente e la trafittura nel cuore. La tana perfetta di un popolo che ha l' esagerazione nel genoma.

 

Un dna barocco in un corpo senza tempo. Servito su un piatto d' argento agli Americani, che si mangiano la città e al tempo stesso temono il contagio delle anime diffuso da quella dependance di Sodoma e Gomorra.

 

In realtà Malaparte dà parole nuove ad un antico modo di guardare Napoli, ad una consolidata convenzione rappresentativa di questa metropoli mediterranea. Suggerita proprio dalla brulicante umanità che la sovrappopola, dalla densità concitata e recitata, dalla promiscuità sofferente, dalla natura bella e impassibile, dal relativismo etico e dal rigorismo materialistico. Che da Boccaccio a Goethe, da Walter Benjamin ad Anna Maria Ortese, fino ai servizi giornalistici dei nostri giorni, alimenta l' immagine di un umano troppo umano. Virale ma anche vitale.

LA PELLE - CURZIO MALAPARTE

 

Dal canto suo, l' autore stesso oscilla tra la fascinazione negativa di questo eccesso di umanità e l' esaltazione del suo antidoto, prodotto dalla comunità. Stretta in un corpo a corpo venefico e salvifico, tenuta insieme da una sorta di collante solidaristico, di secrezione indulgenziale prodotta dal suo organismo di Sirena, in cui miseria e nobiltà, perversione e redenzione, colore e furore trovano un teatralissimo equilibrio.

 

« Lo so, Jack - dice Malaparte al colonnello Hamilton, mentre si calano negli inferi partenopei - lo so che vuoi bene a questo povero, infelice, meraviglioso popolo. Nessun popolo sulla terra ha sofferto quanto il popolo napoletano. Soffre la fame e la schiavitù da venti secoli, e non si lamenta. Non maledice nessuno, non odia nessuno: neppure la sua miseria. Cristo era napoletano ». Affiora l' immagine di una Napoli contaminata ma non dannata, un abisso di abiezione innocente, una tenebra illuminata da un sole impudico, di cui il maledetto toscano offre una descrizione di un nero scintillante, come un velluto di Velázquez.

 

GOLFO DI NAPOLI

Il chiaroscuro della sua scrittura, ci rivela una wunderkammer di lambiccatissime nequizie. Che ha qualcosa di sconciamente barocco. Le rasoiate con le quali apre il ventre di Napoli, eviscerando la Sirena con estetizzante oggettività da antico anatomista, si intrecciano in una funambolica autofiction, con l' autore che invade il campo della sua scrittura, trasformandosi in personaggio. Che si narra nell' atto di narrare. Del resto, diceva Leo Longanesi, Malaparte vorrebbe essere lo sposo a ogni matrimonio e il morto a ogni funerale.

 

GOETHE

Come nell' episodio delle parrucche bionde con cui le segnorine, coprono il pube perché «Negroes like blondes» (ai neri piacciono bionde). «La ragazza andò a sedersi sulla sponda del letto, si alzò la sottana, e allargando le gambe si mise la " parrucca" sul pube. Era una cosa mostruosa, pareva veramente una parrucca, quel ciuffo di peli biondi che le coprivano tutto il ventre e le scendevano fino a mezza coscia. L' altra ragazza rideva, dicendo «For negros, for american negros ten dollars each. Not expensive. Buy one!". Anche le donne hanno perso la guerra».

 

Ma a fronte di questo sbubbonare di veleni vecchi e nuovi, l' antica pietas della città continua a produrre anticorpi sociali, alimentati da una inesausta munificenza del cuore. Come quella di Consuelo Caracciolo, la principessa che si spoglia dei suoi abiti sfarzosi per rivestire la nudità di una ragazza del popolarissimo quartiere del Pallonetto, morta sotto le bombe. E che la nobildonna fa distendere sul tavolo delle cerimonie del suo sontuoso palazzo di Pizzofalcone.

 

napoli capodimonte

«La giovinetta giaceva nuda mentre Consuelo, sollevandole la testa con la mano, le pettinava con l' altra i lunghi capelli neri. A un tratto Consuelo si tolse gli scarpini di seta, le calze e con gesti rapidi e lievi ne vestì la morta.

Poi si tolse il giubbetto di raso, la gonna, la sottoveste. Si spogliava lentamente, aveva il viso pallidissimo, gli occhi illuminati da uno strano, fermo bagliore. E molti s' inginocchiavano pregando, come davanti a un' immagine sacra o a qualche miracolosa Madonna di cera».

 

Eppure, in quella Pizzofalcone senza bastardi, dove la principessa recita le sue personali opere di misericordia - visitare gli infermi, vestire gli ignudi, seppellire i morti - quest' eco misericordiosa è tornata a risuonare tra i vicoli anche nei giorni del lockdown. Agli angoli delle strade, accanto alle immagini di Madonne con sette spade nel cuore, dai balconi penzolavano cesti pieni di viveri con cartelli scritti da mani abituate a maneggiare la penna «Chi può dia. Chi ha bisogno prenda».

napoli

 

Insomma, La pelle rivela proprio nella pietà una disposizione atavica di questa " Napoli- tana", che resta un' enciclopedia vivente dell' umano, nella vertigine delle sue altezze e nel fondo tartareo delle sue bassezze. Forse perché remotamente assuefatta all' emergenza, avvezza all' indulgenza, di casa nello stato di eccezione, rotta alle infiammazioni e sopravvissuta alle epidemie.

 

Ecco perché Napoli gestisce sempre i suoi vizi con leggerezza, le sue virtù con grazia e la sua miseria con generosità, come si addice ad un' antica capitale della carità. E le ultime parole de La pelle ci aiutano a capirne le ragioni, svelandoci l' arcano di una pietà senza eccezioni, che abbraccia enti e viventi. Con Malaparte che guarda il Vesuvio e ripete come un mantra « Pietà, pietà. Pietà anche per te!».

napoli

Ultimi Dagoreport

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – LO SBARELLAMENTO DI TAJANI È TOTALE: COMMISSARIATO DALLA FAMIGLIA BERLUSCONI, DOPO IL SILURAMENTO DI GASPARRI DA CAPOGRUPPO AL SENATO, SI AVVICINA LA CADUTA DEL SUO CONSUOCERO BARELLI DA CAPOGRUPPO ALLA CAMERA - PER DIMOSTRARE DI NON ESSERE UN CAMERIERE DELLA MELONI, QUEL MERLUZZONE DI TAJANI DOVRÀ BATTAGLIARE SULLA LEGGE ELETTORALE – LA “NUOVA” FORZA ITALIA RIMARRÀ ALLEATA FINO AL 2027 DELLA MELONI MA, PRIMA DELLE NUOVE ELEZIONI, L'ALLEANZA SI DOVRÀ RIDISCUTERE: MARINA E PIER SILVIO NON VOGLIONO UN PARTITO PRONO A FDI, PIU' ATTENZIONE AI DIRITTI CIVILI, AI BUONI RAPPORTI CON L'UE, MENO TRUMPISMO E PUTINISMO - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA SU UN PROGRAMMA CONDIVISO, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI – BARELLI VERSO UN RUOLO DI VICEMINISTRO: LA LEGA OTTIENE L’OK A FEDERICO FRENI PER LA CONSOB...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…