lina wertmuller nanni moretti

SENZA RISPETTO - ALLA CAMERA ARDENTE DI LINA WERTMULLER MANCAVA UN’INTERA GENERAZIONE DI REGISTI, ATTORI E SCENEGGIATORI ITALIANI - “LA STAMPA”: “IL NOSTRO CINEMA HA UN DEBITO NEI CONFRONTI DELLA WERTMÜLLER. UN PECCATO ORIGINALE, CHE SI RIALLACCIA ALLO STIGMA LANCIATO CONTRO LA REGISTA DA UNA PARTE DELLA CRITICA TOGATA, E MOLTO IDEOLOGIZZATA, QUELLA CHE NON LE AVEVA MAI RICONOSCIUTO LA PATENTE DI AUTRICE A TUTTO TONDO. IL PORTABANDIERA DI QUESTO DISSENSO RADICAL-CHIC FU IL GIOVANE NANNI MORETTI E, IN TANTI, DA ALLORA, SENTIRONO IL BISOGNO DI ALLINEARSI, DI IGNORARE IL TALENTO DELLA REGISTA VENERATA IN USA, DI BOLLARE LE SUE OPERE COL MARCHIO DEL QUALUNQUISMO"

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - RIVISTA OGGI LA SCENA DI NANNI MORETTI CHE SBAVA MENTRE PARLA DELLA WERTMULLER CI RIPORTA INTATTO IL PROBLEMA CHE NON SOLO LA CRITICA, MA UN PO' TUTTO IL CINEMA ITALIANO AVEVA CON L'INCREDIBILE FORTUNA AMERICANA DI LINA – DOPO TANTI ANNI, TEMO CHE PROPRIO IL FATTO DI ESSERE DONNA, ANZI UNA DELLE POCHE DONNE REGISTE ITALIANE DEGLI ANNI 60 E 70, PESASSE NEGATIVAMENTE SU DI LEI. CREDO CHE IL SUO CINEMA VADA RIVISTO E RILETTO. SOPRATTUTTO IN CHIAVE CRITICA. E CI SARÀ DA CHIEDERE SCUSA… - VIDEO

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/necrologio-giusti-nbsp-rivista-oggi-scena-nanni-moretti-che-292347.htm

 

F.C. per “la Stampa”

 

lina wertmuller 2

Le rose della Loren, la «tua Sophia» come scritto sul nastro, riempiono il vuoto di un'assenza. Dalla camera ardente in Campidoglio, ieri, mancava una generazione di registi, attori e sceneggiatori italiani. Molto più giovani di Lina Wertmüller, ma comunque in una fascia d'età che esclude l'ipotesi di non-conoscenza. Magari saranno tutti presenti oggi, per il funerale, ma la latitanza di ieri fa pensare.

 

Il nostro cinema, poco coeso e poco abituato a tifare unito per il successo di qualcuno, ha un debito nei confronti della Wertmüller. Un peccato originale, che si riallaccia allo stigma lanciato contro la regista da una parte della critica togata, e anche molto ideologizzata, quella che non le aveva mai riconosciuto la patente di autrice a tutto tondo.

 

Il portabandiera di questo dissenso radical-chic fu il giovane Nanni Moretti e, in tanti, da allora, sentirono il bisogno di allinearsi, di ignorare il talento della regista venerata in Usa, di bollare le sue opere con il marchio, all'epoca infamante, del qualunquismo. La vena grottesca, il coraggio di porre le donne al centro di tutto lasciando gli uomini di sfondo, contribuirono a rafforzare giudizi frettolosi. Emessi in una stagione che, all'industria cinematografica, fece molto più male che bene.

 

nanni moretti sbava mentre parla di lina wertmuller

LINA, NESSUN’ALTRA E CENTOMILA CHILOMETRI DI TITOLI

Marco Ciriello per https://mexicanjournalist.wordpress.com

 

1) Gli occhiali più belli del cinema italiano, a metà tra la montatura ironica di Woody Allen e la lente deformante di Federico Fellini.

 

2) Una nave corsara: estranea e guerriera, intransigente sul set quanto empatica con i personaggi che ha creato, Lina Wertmüller è stata così diversa da non appartenere a nessuno.

 

lina wertmuller 5

3) Una lotta ad oltranza contro le domande del cavolo delle interviste, le impreparazioni dei giornalisti, le analisi senza aver visto i suoi film. Lina è come dovrebbe essere, tutto, ma voi vi accontentate.

 

4) Doveva tutto alla sua compagna di banco, Flora Carabella, moglie di Marcello Mastroianni, che seguì per studiare insieme all’accademia teatrale diretta da Pietro Sharoff. E poi dite che in Italia la scuola non serve.

 

5) Il carnevale di Martin Scorsese, la gioia del cinema per Harvey Keitel, la libertà che Hollywood non ha mai potuto permettersi per Henry Miller. Wertmüller nel suo corpo piccolo e all’apparenza fragile, conteneva la meraviglia di tanti mondi possibili.

lina wertmuller 3

 

6) Se Gesù baciò i piedi ai suoi apostoli, Robert Altman durante la cerimonia dei Golden Globe, fece tacere la sala e baciò i suoi. Non ci sarebbe da stupirsi per l’adorazione di un apostolo per la filmografia, ma Wertmüller si è solo inorgoglita dei suoi piedi bellissimi.

 

7) Goffredo Fofi le diede dell’“artista dell’era di Craxi che mai pagherà per nessuna delle sue malefatte artistiche e morali”. E Wertmüller lo querelò, realizzando forse il suo capolavoro più grande: Goffredo attivista ferito nella critica.

 

8 ) Per capirne la grandezza, basta prestarsi ad una rapida analisi: va bene Liliana Cavani, quasi sua coetanea, ma della nuova generazione di grandi registe, ne ricordate qualcuna? Ecco, vi siete dati una risposta.

 

9) Ha diretto il miglior film sul terrorismo, chiudendo tutta la società italiana in una macchina, tra dc, brigatisti e ignavi, fino a farli soffocare, il miglior film sul sud, bocciando con sessant’anni di anticipo tutta la paesologia e il miglior film sulla borghesia italiana, regalandoci l’erotismo della donna più affascinante del cinema italiano, Mariangela Melato.

lina wertmuller 1

 

10) È stata la prima in tante categorie, non solo come donna candidata all’Oscar e pioniera nel ridimensionamento dell’egemonia maschile nel lavoro e nell’arte, ma soprattutto per la filmografia sull’Olocausto, anticipando l’orrore di Claude Lanzmann e il tentativo di introdurre nel dramma la commedia, come Mel Brooks.

 

11) Non era napoletana ma grazie al suo sguardo totale, che sapeva analizzare complessità, linguaggi e differenze, aveva capito bene Napoli senza dover rivendicare nulla.

 

12) Libera e senza inganno, aristocratica senza bisogno di un kolossal ma mai sorda e cieca nei confronti del popolo, divertita dallo stereotipo e dalla banalità di chi non lo capisce.

lina wertmuller mariangela melato

 

13) Così femminista da non essere capita dalle femministe, così regista da non essere capita dai registi, così sceneggiatrice da non essere capita dagli sceneggiatori, così Lina da poter essere solo Wertmüller.

 

14) Se gli operai erano condannati alla fatica della fabbrica e ai cineforum per la lotta di classe, lei seppe farli ridere e Mimì metallurgico divenne il loro eroe.

 

15) Arcangela Felice Assunta Job Wertmüller von Elgg Esapañol von Brauchich. I suoi titoli, dannazione per generazioni di cartellonisti, erano anche biografia: condivideva con i film la disgrazia della firma all’anagrafe.

lina wertmuller 4

 

16) A parte essere l’unica a saper dirigere Sophia Loren, dopo De Sica, proprio perché spogliata dello scudo oleografico della bellezza, con Giannini e Melato crea uno dei più bei tridenti della storia del calcio.

 

17) Il cinema italiano di oggi non può ricordarla, se l’avesse vista e studiata oggi avremmo un altro cinema e per fortuna un’altra memoria da preservare per il futuro e di cui avere cura.

 

18) Una colonna sonora che si regge sull’impalcatura melodica di uno fischio, meno celebre del classico Morricone – Leone, ma che lega Wertmüller al mondo epico del western e alla sua capacità di dipingere affreschi, esaltando con la macchina da presa ogni componente.

 

19) Una che se n’è sempre fottuta, come diceva lei stessa, tanto da mordere il dito a Luciano De Crescenzo, mandare a fanculo Nanni Moretti e cambiare l’ordine dei posti a sedere durante la cerimonia degli Oscar. Perché l’unica cosa che conta sono il set e il talento, divertirsi e fare le cose a proprio modo.

lina wertmuller

 

20) Grida, litigi e sfuriate durante le riprese per lasciare spazio alla tranquillità del quotidiano e alla costruzione di un amore per quarant’anni. Altrimenti non avrebbe potuto scrivere canzoni per Mina, soprattutto Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso, dopo aver conosciuto Enrico Job.

 

21) Svizzera – Palermo, la linea degli alieni dal mondo intellettuale, di chi appartenendo al sud lo comprende senza superficialità e non si abbandona al conformismo. Sarà per questo che da svizzera di origine, divenne amica di Leonardo Sciascia.

lina wertmuller 1

 

22) Non le avanzò tempo, tra sceneggiatura e regia, altrimenti come cantante avrebbe potuto essere Paolo Conte. Eppure la sua elegante leggerezza nella voce si trasfuse in Rita Pavone e Luis Bacalov, per diventare la voce narrante per eccellenza del novecento italiano.

 

23) Lei era un fumetto, amava Flash Gordon di cui era figlia, e lo fa leggere al geometra Satta Flores ne “I basilischi”.

 

24) La storia del passato ormai ce l’ha insegnato che un popolo affamato fa la rivoluzion ragion per cui affamati abbiamo combattuto perciò buon appetito facciamo colazion. Viva la pappa pappa col po po po po po po po mo do ro.

 

lina wertmuller 2

25) Ingrandire, deformare, tragedizzare la realtà per poi riderne. Con semplicità e soprattutto col sesso. Senza la furbizia di Fellini, la ridondanza del corpo di Pasolini, ma esibendo i culi di Brass, ridendo.

 

26) Prima di uccidere Mussolini, tre giorni in un casino. Perché l’anarchia è un sogno senza speranza.

 

27) Fece Adamo ed Eva molto meglio della Bibbia perché Adamo parlava siciliano ed Eva era bionda. Scopavano, litigavano, si picchiavano. Esattamente come a nostra immagine e somiglianza.

lina wertmuller

 

28) Il più grande insegnamento della sua filmografia è che i ricchi ti fottono sempre. Non avrebbe mai immaginato che anche per le strade di San Francisco i tassisti, riconoscendola, l’avrebbero chiamata: bottana industriale. Aveva capito che tra il sesso e la televisione, l’uomo stava scegliendo la seconda, facendo iniziare a precipitare tutto.

 

29) Pasqualino Settebellezze era odissea nell’orrore, e John Simon, l’uomo più incontentabile di Hollywood si perse dietro a questa Omero donna. Nacque Santa Lina da NY.

 

30) Perché scopare una nazista, una kapó più inchiavabile della Merkel, è una delle più grandi vittorie dell’antifascismo.

 

31) L’uomo nel disordine è l’unica speranza.

luciano de crescenzo lina wertmulleroscar a lina wertmuller 9nanni moretti a che tempo che fa nanni moretti sbava mentre parla di lina wertmuller enrico job lina wertmuller

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…