carlo fuortes giorgia meloni teatro alla scala

SERVE “LA SCALA” PER ASSALTARE LA RAI – IL GOVERNO POTREBBE AZZERARE IL CDA DI VIALE MAZZINI E PIAZZARE SUBITO I SUOI UOMINI. MA DEVE CONVINCERE L’AD FUORTES A LASCIARE LA POLTRONA PRIMA DELLA SCADENZA DEL MANDATO, NELL'ESTATE 2024 - L'EXIT STRATEGY? OFFRIRGLI LA CARICA DI SOVRINTENDENTE DELLA SCALA DI MILANO AL POSTO DI DOMINIQUE MEYER (SEMPRE CHE IL SINDACO BEPPE SALA NON SI METTA DI TRAVERSO…)

Estratto da “la Repubblica”

 

carlo fuortes foto di bacco

L'assalto alla Rai passa per Milano. Tocca Il Teatro la Scala e poi torna a Viale Mazzini. Anche se in silenzio, e cercando di evitare clamori, il centrodestra targato Giorgia Meloni ha messo nel mirino la tv pubblica. Soprattutto Fratelli d'Italia, al momento assenti nella governance del servizio radiotelevisivo, vuole stringere i tempi per ristabilire la linea di comando. E la mossa passa dalle dimissioni dell'attuale amministratore delegato, Carlo Fuortes.

 

[…] Resta però la determinazione a intervenire entro la prossima primavera. Poiché un nuovo Cda è possibile solo se si dimettessero tutti gli attuali componenti, la premier e lo staff impegnato a studiare il dossier stanno elaborando le possibili "exit strategy". […]

 

dominique meyer

La prima soluzione riguarda allora l'attuale ad Fuortes. Il suo mandato, come quello di tutto il Consiglio di amministrazione, si dovrebbe concludere nell'estate del 2024. Un tempo troppo lungo per una maggioranza che pensa di poter e dover imporre una specie di rivoluzione culturale al Paese. E di avere diritto a occupare le postazioni che gestiscono e orientano l'opinione pubblica. Il progetto dunque consiste nel sottoporre al diretto interessato un percorso, per così dire, "pacifico". Uno scambio.

 

L'idea è quella di proporre a Fuortes il ruolo di Sovrintendente della Scala di Milano. Incarico cui l'attuale ad Rai aveva già concorso nel recente passato. E che ha sempre considerato un obiettivo di carriera. Del resto dal 2012 al 2013 è stato commissario straordinario del teatro Petruzzelli di Bari e successivamente Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma. Il progetto di Palazzo Chigi è quindi di far concludere l'attuale anno di Bilancio in Rai e in primavera procedere con la designazione alla Scala. Si tratterebbe di una «designazione » perché in realtà il Sovrintendente in carica, il francese Dominique Meyer, scadrebbe nel 2025.

 

carlo fuortes

Ma proprio all'interno di queste date prende corpo il meccanismo elaborato dalla destra di governo. L'articolo 11 dello Statuto del Teatro milanese stabilisce infatti che «il Consiglio di Amministrazione può nominare il sovrintendente con anticipo non superiore a tre anni rispetto alla data prevista per il suo insediamento». Tre anni, appunto. Limite che rientra perfettamente nell'iter immaginato.

 

A quel punto scatterebbe una sorta di affiancamento che renderebbe di fatto incompatibile il lavoro in Rai. Le dimissioni sarebbero così inevitabili. E nel centrodestra sperano che anche Meyer possa considerare inevitabile un addio anticipato.

 

marinella soldi carlo fuortes foto di bacco (2)

Certo, bisogna tenere presente che sul Cda della Scala esercita un peso non indifferente il Comune di Milano (amministrazione di centrosinistra) che potrebbe non seguire le indicazioni del governo. Ma nello stesso tempo non sarà facile per Giuseppe Sala opporsi a Fuortes, contrastare la circostanza che il ministero dei Beni culturali nomina due consiglieri di amministrazione e la Regione Lombardia (guidata dalla Lega) ne indica un altro. […]

 

L'obiettivo del centrodestra dunque consiste nell'arrivare in primavera alle dimissioni dell'attuale ad della tv pubblica. Con il malcelato auspicio che quella mossa induca l'altro membro nominato dal ministero dell'Economia, la presidente Marinella Soldi, a fare un passo indietro. A quel punto l'esecutivo Meloni avrebbe la chance di collocare ai vertici di Viale Mazzini due suoi rappresentanti conquistando così il controllo definitivo della Governance.

 

scala milano

Il dubbio semmai riguarda Giampaolo Rossi, il "meloniano" incaricato nell'ultimo lustro di presidiare la Rai. Se fosse lui il nuovo ad, il rischio per la premier è di averlo solo per un anno e mezzo a causa della regola del tetto ai due mandati. L'opzione sarebbe dunque di scegliere un altro "fiduciario" che abbia davanti a se almeno quattro anni di lavoro e di optare per il ruolo di direttore generale a favore di Rossi. […]

CARLO FUORTESdominique meyerscala di milanoCARLO FUORTES

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)