cacciari freccero mattei

SI SPACCA IL COMITATO DUPRE: NE RESTERA’ SOLO UNO! – CACCIARI PRENDE LE DISTANZE DA FRECCERO CHE AVEVA PARLATO DI FICTION A MARIUPOL: "IO LIBERO DI DISSENTIRE DALLE SCIOCCHEZZE" – LA BORDATA CONTRO UGO MATTEI CHE HA NOTATO ANALOGIE TRA LA STRATEGIA ANTI-COVID E LA GUERRA DELLA NATO: "PARAGONI ASSURDI. COL COVID NON POTEVA SCOPPIARE LA TERZA GUERRA MONDIALE, CON L’INVASIONE DELL’UCRAINA SÌ"

Tommaso Labate per corriere.it

 

cacciari

«Bisogna essere fuori dal mondo per non capire che siamo di fronte a una sconfitta strategica della Russia».

Professor Cacciari, quindi secondo lei Putin ha perso?

«Chi può dirlo? Ma certo ha sbagliato completamente i calcoli. Mi pare chiaro che si aspettasse una resa del governo ucraino alla sola vista dei carrarmati del Cremlino. Così non è stato. Quanto può resistere la Russia rispetto a sanzioni che pesano tantissimo? A questo punto non rimane che auspicare un cambio di direzione politica da parte di Mosca».

 

Da parte di Putin stesso o di Mosca in generale?

«Se Putin non ha cambiato idea fino a oggi, dubito che lo faccia domani».

Biden ne ha chiesto l’incriminazione per crimini di guerra.

«Sparate senza senso. Scusi, come può arrivarci Putin a un processo di fronte al Tribunale internazionale de L’Aja? O perché c’è un golpe a Mosca, qualcuno lo rovescia, e a questo punto sarebbe tutto da vedere che chi lo rovescia poi lo consegna a un tribunale internazionale; oppure com’è successo con Milosevic, la Nato bombarda Mosca come ha fatto con Belgrado, lo cattura e lo porta alla sbarra. Stiamo parlando di cose fuori dalla realtà. I tribunali che processano per crimini contro l’umanità sono soltanto i tribunali dei vincitori».

carlo freccero e ugo mattei

 

 

Continua a respingere l’equazione Putin uguale Hitler?

«Continuo a respingerla perché è una totale idiozia pensare che Putin sia come Hitler e la Russia come la Germania. Mi rifiuto anche solo di riflettere un secondo in più su una risposta a una domanda priva di ogni senso storico. Anzi, di ogni buon senso».

Lei si è detto contrario all’invio delle armi in Ucraina...

«Attenzione: io sono contrario all’aumento delle spese militari di Paesi che non hanno una comune politica di sicurezza né una comune difesa. Aumentare le spese per armamenti in queste condizioni è pura follia. Che bisogno c’è di innalzare le spese militari quando l’Unione europea non ha avuto alcun ruolo decisivo in nessuna delle crisi internazionali che ci sono state negli ultimi trent’anni?».

massimo cacciari

 

Per iniziare ad averlo, magari.

«Glielo dico da europeista deluso, da uno che ci credeva talmente tanto da sentirsi oggi uno sconfitto. Questa dell’aumento delle spese militari è l’ennesima scelta, dall’euro in giù, che provocherà un allontanamento dei cittadini dall’idea di un’Europa unita».

Ma sull’invio delle armi all’Ucraina è favorevole o no?

«Se si aiuta un Paese aggredito lo si può aiutare anche così. Ma è assolutamente doveroso che sia il Parlamento, con una discussione più che approfondita, ad assumersene le responsabilità».

 

In Parlamento si è votato.

«Ma non diciamo sciocchezze... Se questa pantomima va bene a lei, a me non va bene. C’è stata la scelta del Principe, cioè di Draghi, piombata a posteriori dai soliti Senatus consulti... Perché a questo siamo, da molto prima di Draghi: alle assemblee elettive trasformate in organi ratificanti e poco più. Quando qualcuno blatera di crisi della democrazia, non dimentichi lo scempio italiano dell’aver preso una decisione così delicata senza averne discusso in Parlamento».

CARLO FRECCERO

A una riunione del Comitato Dubbio e Prevenzione, di cui lei fa parte, Carlo Freccero ha accostato le immagini da Mariupol a una fiction. È d’accordo?

«Per nulla. Non sono per nulla d’accordo con questa e altre cose dette da Freccero. Il comitato DuPre non è un partito. Ciascuno può dire quello che vuole, io sono libero di bollare come sciocchezze le cose che ritengo tali».

 

Nella stessa sede, Ugo Mattei ha notato analogie tra la strategia anti-Covid e la guerra della Nato.

«Detta così non sono affatto d’accordo. Se ci si riferisce al modo in cui queste crisi sono state affrontate, possiamo discutere. Col Covid non poteva scoppiare la Terza guerra mondiale, con l’invasione dell’Ucraina sì. Certo, la gestione dell’emergenza Covid e alcuni provvedimenti di politica sanitaria — non ovviamente i vaccini, sui cui benefici, per quanto non risolutivi, parlano i dati — non mi hanno affatto convinto, come non mi convincono le decisioni prese sull’onda dell’emergenza. Ma non andrei oltre ed eviterei paragoni assurdi».

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…