angela merkel ursula von der leyen giuseppe conte

SIAMO "MES" MALISSIMO – PER LEGA E GRILLINI RIOTTOSI IL MECCANISMO DI STABILITA’ E’ IL GUINZAGLIO DA METTERE AL COLLO DELL’ITALIA, DA STRINGERE O ALLENTARE SULLA BASE DELL’AMICIZIA CON BRUXELLES, DEL RISPETTO DEI PATTI COMUNITARI E DELL’EVENTUALE ARRIVO O MENO DEI SOVRANISTI A PALAZZO CHIGI (VISTI COME IL FUMO NEGLI OCCHI DA ANGELA MERKEL)

GIUSEPPE CONTE ANGELA MERKEL

Marco Antonellis per “Italia Oggi”

 

Il pressing dei vertici comunitari (e delle principali capitali europee a cominciare da Berlino) sull'Italia affinché accetti il Mes (Meccanismo europeo di stabilità) è sempre più forte. La cancelliera Merkel lo ha ricordato senza troppi giri di parole: «Tutti possono ricorrere a tali strumenti. Non li abbiamo creati perché restino inutilizzati».

 

Il messaggio in bottiglia indirizzato a Palazzo Chigi non lasciava adito a dubbi: cari amici italiani datevi una mossa. In tutti questi mesi abbiamo creato numerosi strumenti anticrisi a cominciare proprio dalle linee di credito sanitarie del Mes, i prestiti per le casse integrazioni nazionali e così via e non vogliamo certo che restino inutilizzati proprio da parte di quegli Stati che più ne hanno bisogno.

 

Ma le parole della Merkel, ancorché di rito, hanno provocato uno sconquasso sull'asse Roma-Berlino tanto da costringere la diplomazia a scendere in campo per ricucire i rapporti tra le due capitali dopo la fortissima irritazione della Merkel per la risposta piccata ricevuta da parte del Premier Conte.

 

giuseppe conte angela merkel

A Bruxelles si pensa che il forte richiamo all'Italia ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili (a cominciare proprio dal Mes) non siano state «parole dal sen fuggite» ma che rispondano ad una precisa strategia della cancelliera tedesca. Perché, continuano a ripetere fonti vicinissime ai dossier europei, «i paesi che beneficieranno degli aiuti, a cominciare dall'Italia, dovranno fare la loro parte fino in fondo. Non saranno accettate furbizie». Perchè è proprio questo il punto: il timore dei «paesi del Nord» è che una volta incassati i soldi l'Italia non mantenga le promesse riguardanti le riforme strutturali di cui il paese ha bisogno.

 

CONTE MERKEL SANCHEZ MACRON

Tanto più che mettere ora in dubbio l'utilità del Mes, oltre a indebolire l'Italia in sede di trattativa, ne mina la credibilità proprio nei giorni cruciali in cui si tirano le fila della complessa trattativa sul Recovery Fund: «Se l'Italia non vuole il Mes con quale faccia può chiedere altri aiuti?».

 

Questi sono i ragionamenti che si fanno in queste ore a Bruxelles. Ma c'è di più perché tra i palazzi del potere capitolini comincia a serpeggiare il timore che in tempi non sospetti ci sia stato un vero e proprio «patto segreto» tra Roma e Bruxelles: prima la sottoscrizione del Mes e soltanto dopo luce verde per la chiusura del pacchetto Recovery Fund (che accoglierebbe parte delle richieste italiane).

 

merkel macron conte

«Nasce da qui l'appello della Merkel, spazientita per lo stallo totale in cui versa il governo italiano e la sua grande irritazione per la risposta piccata ricevuta a stretto giro dal Premier Conte» dice chi sta seguendo da vicino il dossier. Il timore dell'Europa è che la lentezza del governo italiano ribalti i termini della questione e ci si avvii verso la chiusura del pacchetto Recovery senza che Roma sottoscriva prima il Mes che, per molti paesi del Nord Europa (Germania compresa) dovrà essere il guinzaglio al collo del governo italiano; da stringere o allentare sulla base dell'amicizia con Bruxelles,

christine lagarde

 

il rispetto dei patti e l'eventuale arrivo o meno dei sovranisti a Palazzo Chigi (visti come il fumo negli occhi da Angela Merkel). Insomma, se l'Italia non aderisce prima al Mes sarà molto difficile far digerire alle capitali che contano i miliardi del Recovery Fund da dirottare verso Roma e i continui acquisti di Btp da parte della Bce di Christine Lagarde. © Riproduzione riservata.

CONTE MERKELgiuseppe conte angela merkel 1giuseppe conte angela merkel 3CONTE MERKEL

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