fedez 4

SIAMO RIMASTI SENZA FEDEZ: “BASTA TOUR, VADO A LOS ANGELES” – IL RAPPER ANNUNCIA LO STOP: "DOVEVAMO FARE L' ARENA E NON SI FA PIÙ, DOVEVAMO FARE LA SECONDA DATA AL FORUM DI ASSAGO A MAGGIO E NON SI FARÀ PIÙ. FARÒ ALTRE COSE, NE HO TANTE IN BALLO” – “CONTINUERÒ A LAVORARE CON SOUNDREEF (IL GESTORE PRIVATO CONCORRENTE DELLA SIAE, CHE GESTISCE I DIRITTI D' AUTORE DI FEDEZ, NDR) PERCHÉ NON SONO SOLO UN ARTISTA, MA ANCHE UN CONSULENTE MARKETING"

Giampiero De Chiara per “Libero quotidiano”

 

fedez

«Dovevamo fare l' Arena e non si fa più, dovevamo fare la seconda data al Forum di Assago a maggio e non si farà più, perché io sarò a Los Angeles e non ha senso tornare: ho un sacco di altre cose da fare ed era giusto chiudere così». Parola di Fedez che senza mezzi termini, lasciando un po' di dubbi sul perché di questa scelta, ha annunciato che terminate le due date restanti (sabato 13 a Padova e domenica 14 a Conegliano) del tour iniziato il 15 marzo a Firenze, dopo il lancio dell' ultimo disco Paranoia Airlines, si fermerà per un po' per dedicarsi ad altri progetti.

 

 

«Quanto durerà questo stop?

Non lo so. Farò altre cose, ne ho tante in ballo». Questo il suo pensiero rivelato nel camerino dopo la fine del concerto di lunedì al Forum di Assago.

un mese di tour Il rapper milanese è poi entrato nei dettagli. «Ho anche dei progetti imprenditoriali da seguire. Sto lavorando su idee importanti e complesse, ma se si realizzano sono un bel cerchio che si chiude per me e opportunità che si aprono e quindi mi dedicherò a questo, alle start up che seguo e ad altro ancora».

fedez

 

Convinto che la sua decisione potesse dare adito a polemiche e dietrologie, ha fatto anche un bilancio del tour, durato solo un mese. «Ho fatto tutto esaurito in vari concerti durante, ma non mi interessa comunicarlo, mi interessa che lo show piaccia. Sono molto soddisfatto di come è andata e come ogni altro ciclo vitale questo disco aveva il suo ed ora è finito», ha sentenziato. Il rapper non resterà però con le mani in mano ed è pronto a tuffarsi in nuovi progetti legati alla musica, ma non solo. «Sto discutendo anche cose che riguardano la mia società e continuerò a lavorare con Soundreef (il gestore privato concorrente della Siae, che gestisce i diritti d' autore di Fedez, ndr) perché non sono solo un artista, ma anche un consulente marketing. È andata molto bene, siamo partiti da zero e oggi siamo un bipolio. Per me è stato un grande banco di prova», facendo riferimento proprio alla sfida "impossibile" lanciata alla Siae.

 

fedez

Dietro tutte queste considerazioni, rimane però un senso di incompiuto. Già alla presentazione del nuovo album, a gennaio in una sala dell' aeroporto di Linate, l' artista aveva spiegato che il tour seguito al disco sarebbe durato solo un mese. Una scelta particolare per un bigi, ma che aveva "giustificato" con il fatto che lui ormai non è più soltanto un cantante, ma è anche impegnato su più fronti è che Paranoia Airlines aveva comunque un percorso segnato nel tempo.

fedez diesel 1

 

disco di platino A qualcuno è sembrato un mettere le mani avanti, in vista di un possibile flop delle vendite. Il furbo Fedez aveva previsto anche questo: «Venderà poco? Non me ne frega niente», anche se poi ad una settimana dall' uscita, l' album era già disco di platino.

 

Ma, nell' insolito scenario di Linate, anche allora risuonavano concetti molto simili a quelli di lunedì sera ad Assago, nel backstage del concerto: «Il disco esce dopo un lavoro di un anno e mezzo, ma non sento il bisogno di portarlo in giro per due, tre anni, per esempio. Perché in questo momento della mia vita ho altre esigenze».

 

Strano è però che un artista del calibro di Fedez rinunci a cantare, per esempio, nello splendido scenario dell' Arena di Verona, per godersi le vacanze in Usa con la famiglia. Scelta comprensibilissima e anche giusta, ma a pensare male (magari non c' è stato il tutto esaurito) come diceva qualcuno, ogni tanto ci si azzecca.

chiara ferragni e fedez 1fedez dieselfedezFEDEZfedez ferragniFEDEZ 1chiara ferragni fedezchiara ferragni fedez

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)