simone caminada con gianni vattimo

LA SOLITUDINE DI VATTIMO – IL RACCONTO DI UN TESTIMONE AL PROCESSO CONTRO L'EX ASSISTENTE DEL FILOSOFO, SIMONE CAMINADA, PER CIRCONVENZIONE D’INCAPACE: “DI LUI APPROFITTAVANO TUTTI, A ME HA DATO 750MILA EURO. POI E’ ARRIVATO CAMINADA CHE HA ROTTO GLI EQUILIBRI” - “IL PROFESSORE AVEVA PAURA DI RIMANERE SOLO COME UN CANE E AVEVA UNA FORTE DESIDERIO DI..." - MA IL FILOSOFO DIFENDE L’ASSISTENTE: “HA SOLO CERCATO DI ALLONTANARE GLI APPROFITTATORI E ORA HA DEI NEMICI”

Irene Famà per "la Stampa"

 

simone caminada e gianni vattimo 1

«Il professore aveva un forte desiderio di colmare la solitudine. Aveva paura di rimanere solo come un cane, senza nessuno intorno. Così ne beneficiavano tutti». La frase è di un cinismo disarmante e Stefano la pronuncia con altrettanto disarmante sorriso.

 

Testimone al processo a Simone Caminada, 38 anni, assistente del filosofo Gianni Vattimo che si sarebbe approfittato della situazione di fragilità dell'intellettuale, racconta di un insieme di persone, lui in primis, che quell'umano timore della solitudine l'hanno sfruttato, manipolato per ottenere favori.

 

Viaggi, cene in «ristoranti strepitosi», aiuti economici e così via. Perché è vero, Stefano parla di una «relazione intima, profonda», iniziata nel 2013 ad una cena e dal 2017 andata via via allentandosi.

 

simone caminada e gianni vattimo 2

Usa frasi come un «amore coinvolgente». Poi arriva a parlare di soldi: oltre 750 mila euro. «Tutti i mesi mi dava del denaro. Qualcuno per le spese comuni, i più erano bonifici, regali». Il professore glieli ha dati spontaneamente, certo. Ma c'è la questione giuridica e c'è la questione umana. C'è quel «bisogno di affetto» che Stefano aveva «percepito sin da subito. L'ho manipolato. Sapevo che mi amava profondamente e sapevo di amarlo un po' meno».

 

Parole sue. Probabilmente pensieri di tanti. «Tutti prendevano. Assolutamente tutti. Dai ragazzi dell'università che gli chiedevano i soldi per le sigarette, alle cene che pagava sempre lui». C'era chi doveva sostenere le spese del dottorato, chi quelle dei figli, chi sieropositivo non poteva pagare le medicine. Una lunga lista. «Spesso davo denaro a persone vicine che credevo amici», aveva dichiarato il teorico del pensiero debole a La Stampa.

vattimo simone caminada

 

Vattimo è un «gentleman» dice Stefano. Sicuramente generoso, sicuramente attento agli altri. Con delle fragilità, come tutti. Ed è su quelle fragilità che chi gli era attorno sembra aver fatto leva. Poi è arrivato Simone Caminada (per altro ieri archiviato da un'accusa di stupro per un'altra vicenda del 2019, che nulla c'entra con questa). Spregiudicato, è andato oltre. Lo sostengono i pm Dionigi Tibone e Giulia Rizzo e anche diversi testimoni. Avrebbe tentato di disporre del patrimonio e cercato di allontanare gli altri.

 

gianni vattimo e simone caminada

«Ha rotto gli equilibri. Gli dicevo di stare al suo posto, che lui non era il padrone», spiega Stefano. E aggiunge: «Caminada, agli occhi di Vattimo, ci ha descritti tutti in un certo modo». Quale? Come degli «approfittatori». E il professore, così sembra, gli ha creduto. «A me ha tolto la carta di credito intestata sul suo conto corrente». Il filosofo aveva spiegato: «Simone ha approfittato della mia generosità? Tutte palle. Cercava di limitare le uscite di denaro inimicandosi le altre persone».

 

simone caminada e gianni vattimo

Caminada è accusato di circonvenzione di incapace. Vattimo ribatte: «Sono completamente lucido. Il periodo dell'amministratore giudiziario è stato un incubo». Dei suoi soldi vuole disporre come meglio crede. E, come meglio gli è parso, ha gestito le sue fragilità.

gianni vattimo e simone caminadasimone caminada gianni vattimo diego fusarosimone caminada gianni vattimo simone caminadavattimovattimovattimogianni vattimo simone caminada

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...