sonia bergamasco luca zingaretti il commissario montalbano

SONIA BERGAMASCO MEMORIES: “LIVIA LASCIATA AL TELEFONO DA MONTALBANO? IL PUBBLICO SI È ARRABBIATO. E SINCERAMENTE PURE IO: MA CHE SI FINISCE COSÌ? PERÒ L’AVEVA SCRITTO CAMILLERI...” – "CARMELO BENE? SCAPPAI DA CASA SUA. CI FU UNA ROTTURA, NON CI INTENDEVAMO PIÙ SU NULLA” – “BERTOLUCCI MI HA SCELTO DOPO AVERMI VISTO IN FARMACIA – BATTIATO? VOLLE PORTARE IL SUO 'MUSIKANTEN' A VENEZIA. FU UNA CATASTROFE ANNUNCIATA. MA FRANCO SEGUIVA SUOI PERCORSI" – E POI STREHLER, ZALONE, "UN GATTO IN TANGENZIALE" E IL MATRIMONIO CON GIFUNI - “CON FABRIZIO GIOCHIAMO A SCACCHI…” - VIDEO

 

https://video.corriere.it/spettacoli/montalbano-telefonata-livia-metodo-catalanotti-che-fa-infuriare-fan/5d2e1638-81df-11eb-870f-597090faeea5

 

Stefania Ulivi per il Corriere della Sera

 

sonia bergamasco

Giorgio Strehler e Franco Battiato. Carmelo Bene e Checco Zalone. Zubin Metha e Antonio Albanese, i fratelli Bertolucci e Camilleri, Irène Némirovsky e Roberta Torre. Se si facesse una versione italiana del gioco dei sei gradi di separazione applicato a Kevin Bacon, la prescelta sarebbe Sonia Bergamasco. Non ce n’è un’altra come lei: diploma da pianista al Conservatorio di Milano e quello alla Scuola del Piccolo, partenza con il botto, in compagnia con Strehler, quindi una sequela di incontri unici fino alle sue regie di teatro e anche d’opera.

 

Un filo rosso che sa unire gli opposti, a mettere alla stessa tavola i diversi. Un talento fuori dal comune nell’aprire nuove porte. Ma anche una determinazione a chiuderle, all’occorrenza. Segni di riconoscimento: criniera di capelli biondo miele e risata contagiosa. Milanese, classe 1966, sposata con il collega Fabrizio Gifuni con cui ha avuto due figlie, Valeria e Maria, ha appena inaugurato un nuovo capitolo, la poesia, con Il quaderno , in uscita con La Nave di Teseo in contemporanea con lo spettacolo in scena stasera alla Milanesiana.

sonia bergamasco luca zingaretti

 

«Ho seppellito mio padre che avevo diciott’anni. Per essere precisi, / “issato” in quarta fila in un cimitero di campagna (il parterre risultava troppo caro). / Tempi duri, adolescenza. Miserabile bosco di spine». Si è decisa a aprire il suo diario poetico, cosa l’ha spinta?

«Forse è un momento della vita in cui sono pronta a farlo. Ho scritto fin da ragazza, al momento è la cosa che preferisco fare, una strada che voglio seguire sempre di più. La scrittura è prima di tutto è possibilità di guardarmi allo specchio. In copertina ho messo una mia foto a 3 anni a Natale. Riguardando quella bambina mi ritrovo anche con tutte le ferite, le diseguaglianze, gli stop, le difficoltà. Sono contenta che una parte di quella bambina sia rimasta intatta».

 

Com’era da piccola?

sonia bergamasco gianmarco tognazzi massimo ghini i cassamortari

«Volevo tanto diventare grande, non stare più lì. La musica era nell’aria a casa anche se in verità solo una zia, Zia Margherita, la praticava. Era una cantante molto promettente che non ha proseguito, si è dedicata alla famiglia. Mia nonna amava l’opera, suonava pianoforte sbagliando tutto, mio nonno paterno canticchiava arie d’opera ma nessuno si era inoltrato. Mia madre ci teneva che noi fratelli imparassimo a suonare uno strumento e mi ha avviato al pianoforte».

 

Ricordi degli anni del Conservatorio?

«Ci sono entrata a dieci anni, è stato impegnativo. Per me fu durissimo per la chiusura monastica che ho percepito, che ho un po’ subito. Il legame con la musica l’ho recuperato dopo, si è stampato dentro come dna».

 

 

Perché anche la scuola del Piccolo Teatro?

«È stata una scelta impulsiva, a 18 anni, dopo la morte di mio padre. Aveva 48 anni, giovanissimo, è successo all’improvviso. Per me è stato grosso rimescolamento. Ho sentito la necessità di capire cosa volevo e potevo fare, dovevo chiarirmi le idee presto. Mi ha attratto il bando della scuola di teatro. Lo feci con incoscienza sicuramente, ma soprattutto impreparazione. Credo mi abbiano preso per la musicalità del mio modo di affrontare la prova, anzi le prove, tre nel corso dell’anno. Forse li ha colpiti una sorta di solfeggio nel mio modo di recitare».

 

Sua madre come la prese?

sonia bergamasco foto di bacco

«Vivevo già da sola, è stata una scelta mia, l’ha saputo a cose fatte».

E dopo un po’ si è trovata in scena con Strehler.

«Dalla scuola alla compagnia. Prima il Faust e poi l’Arlecchino. Ricordi preziosi. Giorgio aveva un entusiasmo leonino trascinante e un po’ terrorizzante. E su tutto, una passione contagiosa».

 

E un bell’imprinting nel teatro.

«Ne ho fatto tanto. Con Glauco Mauri, con Massimo Castri, cinque anni di spettacoli».

Tra cui «La trilogia della villeggiatura». Nella stessa compagnia del suo futuro marito.

sonia bergamasco la meglio gioventu

«Con Fabrizio ci siamo conosciuti lavorando. Altri hanno unificato i testi, Massimo invece volle fare tre spettacoli diversi: Le smanie, Le avventure e Il ritorno. Con Castri, tre anni di tournée insieme. L’avevo già incontrato: ero andata a vederlo recitare nell’Elettra con un mio amico. Poi ci siamo trovati per Goldoni. Due anni mezzo di repliche. Siamo andati a vivere insieme».

 

Milano o Roma?

«A Roma, rione Monti. Era il 1997, un romano non avrebbe mai compreso la Milano di allora. Ora è più allegra oltre che più bella. Ci torno sempre con grande gioia. Quella casa di Monti è legata a altri incontri speciali. Uno in particolare, nella farmacia del quartiere».

Non con un dottore, immagino.

sonia bergamasco la meglio gioventu

«Con Giuseppe Bertolucci, con cui ho girato L’amore probabilmente, il mio primo film, dopo il corto D’estate con Silvio Soldini. Eravamo vicini di casa ma non lo sapevamo. Ci siamo incontrati in farmacia, io mi ero tagliata i capelli cortissimi per il Pinocchio di Carmelo Bene. Lui è tornato a casa e ha detto a sua moglie: ho visto la protagonista del film. Io ho detto a Fabrizio: ho incontrato uno in farmacia che mi fissava. Poi siamo diventati grandi amici».

 

E con Carmelo Bene come andò?

CARMELO BENE

«Un nuovo inizio. Lui lavorava con Elisabetta Pozzi alla riedizione del suo bellissimo Adelchi, cercava attrici giovani. Una parte di me desiderava conoscerlo e lavorare con lui ma, vista la personalità debordante, esitavo. Quando l’ho conosciuto ho trovato una persona di un’ironia stellare: con lui ti potevi cappottare dalle risate. Molte attrici si presentarono ai provini. Ti chiedeva di salire sul palco e recitare versi al microfono e lui dal suo microfono tuonava, si divertiva un sacco. Io non mi decidevo. Dopo qualche giorno mi ha scovato: tu non ti esibisci? L’ho fatto e mi ha proposto di lavorare con lui».

A cosa?

«Un periodo di studio pagato che poteva dare la possibilità di uno spettacolo, ancora non si sapeva quale. Non ho avuto dubbi: una specie di sabatico fuori da ogni norma. Era il Pinocchio, l’ultima sua edizione. Una fatica immane: un’estate torrida, prove al teatrino dell’Angelo, io come fatina avevo un costume in velluto pesantissimo con imbottiture che mi facessero sembrare una bambola e una maschera fissa su metà viso e su cui dovevo mettere altre maschere. Mi era tagliata i capelli apposta. Lo portammo all’Argentina, in scena solo noi».

sonia bergamasco bitte, keine, reklame

Poi?

«Finì di colpo. Andai nella sua casa di Otranto a studiare per La figlia di Iorio di D’Annunzio. Una sera ci fu una rottura, non ci intendevamo più su nulla. Ho mollato tutto e sono partita all’alba. Ci siamo rivisti per la ripresa di Pinocchio. Conservo di lui un ricordo luminoso».

Anche con Battiato un incontro non conforme.

«Ci aveva visto ne La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, ci chiamò per il suo Musikanten, il suo film su Beethoven. Con Fabrizio abbiamo accettato questo viaggio fuori da ogni strada usuale. Ci fece una proiezione a casa sua a Milo, voleva portarlo a Venezia, io gli dissi è meglio di no, non sarebbe capito, lui non se ne preoccupò».

bernardo bertolucci clare peploe 1

Fu fischiato.

«Fu una catastrofe annunciata, era un oggetto che non era riconducibile a quel contesto. Ma Franco seguiva suoi percorsi. Con lui ho fatto anche un programma tv Bitte, keine reclame. Un uomo generosissimo, era semplice stare con lui. Era in movimento, in cammino ma con leggerezza senza pesare su nessuno, senza giudicare. Desiderio puro».

 

sonia bergamasco la meglio gioventu 2

A vent’anni di distanza «La meglio gioventù» resta un punto fermo. Cosa fu per voi?

«Un punto di svolta che ci ha unito. Eravamo un gruppo di attori giovani, il nucleo centrale si conosceva, io, Fabrizio, Luigi Lo Cascio, Alessio Boni. E Maya Sansa, Jasmine Trinca, Claudio Gioè, Valentina Carnelutti, oltre a Adriana Asti. Un’opera innovativa, fatta per la tv e lanciata al cinema. Sono felice abbia una vita così lunga e importante».

 

Non ha mai snobbato la tv.

«Anzi, ne ho fatta tanta. In modo diversi. Dal De Gasperi di Liliana Cavani a Tutti pazzi per amore di Riccardo Milani, scritto da Ivan Cotroneo, un tuffo nella leggerezza».

E Montalbano. Livia per 5 anni, poi lasciata al telefono. Il pubblico si è arrabbiato.

«Sinceramente pure io: ma che si finisce così? Però l’aveva scritto Camilleri...».

Hanno fatto il remake francese di «Quo vado?» Come la convinsero Nunziate e Medici?

sonia bergamasco franco battiato

«Un invito a nozze. Per me un tuffo nel vuoto. Ma anche per loro: prendere me per una commedia è stata una bella intuizione. Come di tradurre al femminile il personaggio classico del dirigente maschio. Ho amato la dottoressa Sironi, ho cercato di difenderla soffrendo, alla fine distrutta da quel disgraziato di Checco Zalone».

Ci ha preso gusto con la commedia, con Luce di «Un gatto in tangenziale».

«Mi sta molto simpatica, così persa nel suo vagolare. Le figlie ne sono entusiaste, chiedono che anche Fabrizio si decida a lanciarsi in commedia».

A un certo punto in teatro ha iniziato con le sue regie: «Il ballo», «L’uomo seme», etc.

«Testi che non nascono dal teatro. Ancora l’ossessione per la lingua che seguo a modo mio».

Per lei dopo l’estate c’è la ripresa di «Chi ha paura di Virginia Woolf?» di Antonio Latella.

sonia bergamasco livia in montalbano

«Un lavoro amatissimo, desideravo da tanto recitare con Antonio e con Vinicio Marchioni. Generosità e brillantezza rare. Una grande squadra, una gioia stare insieme. Non è scontato».

A casa si parlerà spesso di lavoro.

«È parte della nostra vita, fin dall’inizio. Come stacchiamo? Con Fabrizio giochiamo a scacchi. Ci giocavamo quando ci siamo conosciuti, nelle nostre vacanze in Grecia, mi ricordo pomeriggi in cui perdevo sempre. Abbiamo ripreso e finalmente ho cominciato a vincere anche io. Adesso c’è un buon equilibrio, mi piace molto».

 

sonia bergamasco montalbanosonia bergamasco livia in montalbano 2sonia bergamascosonia bergamasco foto di baccosonia bergamascosonia bergamascosonia bergamascosonia bergamascosonia bergamasco 9sonia bergamascosonia bergamascoclaudia gerini paola cortellesi sonia bergamasco valeria golino vittoria mezzogiorno jasmine trinca isabella ragonesesonia bergamasco fabrizio unisonia bergamasco 5SONIA BERGAMASCO QUO VADOSONIA BERGAMASCOFabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco SONIA BERGAMASCOsonia bergamascoSonia Bergamasco e Antonio Albanese Come un gatto in tangenziale sonia bergamasco (2)sonia bergamascosonia bergamasco montalbano

Ultimi Dagoreport

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."