frank zappa documentario alex winter

LA STORIA A COLPI DI ZAPPA - È IN ARRIVO DAL 16 MARZO SU SKY ARTE IL DOCUMENTARIO DI ALEX WINTER CHE RACCONTA FRANK ZAPPA - IL REGISTA, AUTORE TRA L'ALTRO DI "THE PANAMA PAPERS", HA RACCOLTO FOTO, VIDEO E TESTI DELL'ARCHIVIO DELLA ROCKSTAR - L'AMMIRAZIONE DI BOB DYLAN, LA LOTTA CONTRO LA CENSURA E L'ANNUNCIO DI VOLER PUNTARE ALLA CASA BIANCA… - VIDEO

Antonio Dipollina per “la Repubblica”

 

zappa alex winter 1

"Eravamo rumorosi, eravamo grezzi, eravamo strani. E se qualcuno del pubblico ci avesse dato problemi gli avremmo detto di andare a farsi fottere". Ed è anche una versione edulcorata per la frase che chiude questo incredibile Zappa , film-doc per il quale non è ozioso per una volta spendere il termine: definitivo.

 

Chi si è avventurato al cinema nei tre giorni di novembre di uscita nelle sale, lo ha fatto per dedizione suprema al mito zappiano: ma mercoledì 16 c'è l'approdo in tv, su Sky Arte, e qui si farà una sorta di appello. A chi c'era in quegli anni e, in quantità modica oppure eccessiva, si era fatto travolgere da quella suggestione suprema: per uno che non somigliava a nessun altro, che faceva quello che voleva.

zappa alex winter 2

 

Nemmeno in questo film, per quanto completo, si scopre la verità su una delle leggende più belle della storia della musica: Bob Dylan che si fa ammaliare dall'estro musicale di Zappa, lo va a trovare per proporgli una collaborazione, Zappa lo ascolta a lungo e alla fine: «Bob, mi hai convinto. Però facciamo così: le musiche falle pure tu, io mi occupo dei testi».

 

zappa alex winter 3

Troppo bella per essere vera, o chissà, il resto è invece tutto - quasi - in queste due ore inestimabili. Che si aprono con uno dei momenti più assurdi e incredibili e vagamente senza tempo, ovvero attuali: uno degli ultimi concerti, a Praga, a festeggiare la Rivoluzione di Velluto e la ritirata dei Russi, nel 1989. Finito da quelle parti per motivi imprecisati, ormai boicottato in patria per oscenità dei testi (con tanto di processo e lui in giacca e cravatta che si difende e contrattacca) e anche l'annuncio di voler puntare alla Casa Bianca contro l'intollerabile epoca di Reagan e dei Bush.

 

zappa alex winter 4

Ma soprattutto c'è un regista (l'inglese Alex Winter, autore tra l'altro di The Panama Papers ) che ha avuto accesso completo all'archivio zappiano. Nella casa bunker con annesso studio discografico, una tonnellata di video e nastri, di un genio musicale che coltivava moltissimo il racconto della propria vicenda, mentre tutti pensavano il contrario.

 

zappa alex winter 5

Di scorrettezza suprema - da annichilire i fautori dello scorrettismo cialtrone in voga oggi - un uomo che era sintesi suprema in sé, che disdegnava Beethoven, come racconta, perché Edgar Varèse era troppo di più e non capiva perché la gente non lo capisse. E che un giorno diventa rockstar, in un mare di progetti che, non appena sfioravano il successo vero, producevano in lui la marcia indietro («Ha sabotato da sé molti pezzi che potevano avere grande successo » dice Alice Cooper).

 

zappa alex winter 6

Nelle apparizioni pubbliche, la delizia di tutto quel materiale vintage, lui e David Letterman, lui e John Belushi al Saturday Night Live . Oppure l'avvicinamento a John Lennon finché John e Yoko non salgono sul palco di un suo concerto per il bis. Ultima parte con la malattia, che se lo porta via a soli 52 anni: e anche qui tutto documentato, filmato, una malinconia feroce nello sguardo, da non credere.

zappa alex winter 12zappa alex winter 8zappa alex winter 9zappa alex winter 10zappa alex winter 11frank zappa frank zappa e il gattofrank zappafrank zappa Frank Zappa F zappa FRANK ZAPPA 2frank zappafrank zappa e claudia cardinale by richard avendon 3frank zappa e claudia cardinale by richard avendon 1zappa alex winter 7

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?