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LO STREAMING IN SOCCORSO DEL CINEMA ''CONGELATO'' - ALCUNI PRODUTTORI E DISTRIBUTORI SONO PRONTI A FAR USCIRE SULLE PIATTAFORME ON DEMAND I FILM CHE NON STANNO USCENDO IN SALA, E ANCHE AD AIUTARE FINANZIARIAMENTE GLI ESERCENTI - PER ALTRI, L'ESPERIENZA DEL CINEMA NON SI PUÒ ''BYPASSARE'', MA C'È IL RISCHIO CHE QUANDO RIAPRIRANNO CI SIANO ''GOMITATE'' PER LE USCITE

NANNI MORETTI

 

Gloria Satta per “il Messaggero

 

Streaming in soccorso del cinema italiano. L' ipotesi, fino a ieri tabù, che un film inedito potesse scavalcare la sala per sbarcare direttamente sul web comincia a prendere corpo ora che l' emergenza coronavirus ha sigillato i cinema assestando una mazzata al box office in piena ripresa.

 

Sono stati, infatti, rimandati a data da destinarsi una settantina di titoli tra cui Si vive una volta sola di Carlo Verdone, Tre piani di Nanni Moretti, Ritorno al crimine di Massimiliano Bruno, Tornare di Cristina Comencini, il premiatissimo Les Misérables di Ladj Ly per non parlare dei blockbuster americani, alcuni dei quali come Ghostbusters: Legacy, riprogrammati addirittura l' anno prossimo. Mentre le major si affrettano a far uscire in versione on demand titoli come L' uomo invisibile, Emma, Tornare a vincere, Mortal Kombat Legends.

andrea occhipinti 3

 

L' INIZIATIVA

Molte persone in quarantena, abituate in questo periodo a un' offerta streaming gratuita senza precedenti (cinema, serie, musei, teatro, didattica, cucina, fitness, giochi, e-book...) si chiedono perché non sia possibile vedere a casa, a pagamento, i film più nuovi e più attesi. Risposta non semplice, alla luce della crisi epocale che sta travolgendo il settore, in particolare i 3850 cinema del Paese.

 

Ma, sebbene consapevoli della gravità della situazione, ieri i produttori, i distributori e gli esercenti hanno presentato al ministero un documento unitario: chiedono la possibilità che alcuni film inediti italiani possano andare direttamente sulle piattaforme senza tuttavia rinunciare ai finanziamenti pubblici riservati a chi esce in sala. «Si tratta di un provvedimento limitato alla durata dell' emergenza», spiegano a una voce Francesca Cima, Luigi Lonigro e Mario Lorini, presidenti delle rispettive categorie, «e riguarda una dozzina di titoli medio-piccoli destinati ad uscire in questo periodo».

 

Francesco Rutelli Francesca Cima e Andrea Occhipinti

Se il ministero concederà la deroga, lo sbarco sul web salverebbe queste produzioni dal rischio di trovarsi schiacciate dai pezzi da novanta una volta che i cinema saranno riaperti. O venire cancellate del tutto.

 

Intanto il dibattito sullo streaming imperversa. «Andare sulle piattaforme è un ripiego, ma si rende necessario», afferma Andrea Occhipinti, titolare della Lucky Red che prima dello stop aveva in canna titoli d' autore come Les Misérables e Dopo il matrimonio. «I film vanno visti subito altrimenti si tratterà di un' occasione perduta tanto per noi quanto per il pubblico». E il futuro delle sale? «Una parte dei proventi dello sfruttamento digitale potrebbero andare agli esercenti in segno di solidarietà».

 

L' IDENTITÀ

paolo del brocco foto di bacco

Non pensa invece allo streaming RaiCinema che doveva far uscire in questo periodo Tre piani, Non ci resta che il crimine e aveva messo in circolazione Volevo solo nascondermi di Giorgi Diritti proprio alla vigilia della chiusura. «Non siamo contrari per principio allo sfruttamento digitale di alcuni film da noi coprodotti», spiega l' ad Paolo Del Brocco, «ma crediamo che soltanto la sala possa difendere il contenuto identitario del cinema italiano e non vogliamo perciò privarla del prodotto distribuito da 01. Quando si riaprirà, faremo uscire i titoli congelati e riproporremo Gli anni più belli di Muccino che, prima dello stop, stava incassando bene».

 

Tra debuttare sul web ed aspettare la riapertura dei cinema (con relativo ritorno in massa del pubblico) esiste una via di mezzo. Medusa ha anticipato la visione in streaming di cinque successi del 2019: Il primo Natale, Tuttapposto, Se mi vuoi bene, L' uomo del labirinto, Sono solo fantasmi, ora disponibili su diverse piattaforme.

 

«È solo una piccola iniziativa rispetto a quello che sta accadendo», spiega l' ad e vicepresidente dell' azienda Giampaolo Letta, «ma sono felice che tutti, specialmente le famiglie, possano vedere o rivedere le nostre produzioni recenti. Lo sfruttamento in streaming richiede buon senso e regole condivise da tutta la filiera per non svuotare le sale in futuro. Stiamo lavorando perché alcuni nostri film contagiati, cioè bloccati dall' emergenza sanitaria, possano essere visti sulle piattaforme».

 

GOMITATE

giampaolo letta foto di bacco

Riccardo Tozzi, primo produttore italiano a lavorare con Netflix (Suburra), non ha dubbi: «I film pronti devono andare subito in streaming», spiega, «non possono aspettare per mesi rischiando di fare a gomitate quando le sale torneranno del tutto praticabili». Esempio: a Wuhan, epicentro della pandemia, quando il contagio sembrava esaurito i cinema sono stati riaperti ma poi richiusi subito.

 

 «Stiamo vivendo un momento eccezionale», aggiunge Tozzi, «ma il futuro riconsegnato alla normalità dovrà prevedere anche lo sfruttamento solo digitale di alcune produzioni». E gli autori? È sulla stessa linea Daniele Luchetti, che aveva quasi pronto Lacci dal romanzo omonimo di Domenico Starnone. «Tutti noi preferiamo la sala, ma vogliamo anche che i nostri film siano visti», dice. «Lo streaming non toglie valore alle opere come ha dimostrato il caso del magnifico Marriage Story passato su Netflix».

 

APRIPISTA

cristina comencini

 E Cristina Comencini accetterebbe che Tornare, presentato in chiusura alla Festa di Roma, sbarcasse direttamente sul web? «Mi adeguerò alla decisione dei produttori (Lumière e RaiCinema) e della distribuzione Vision, ma non avrei nulla in contrario ad entrare direttamente nelle case degli spettatori», risponde la regista. Anche Carlo Verdone si rimette al produttore Aurelio De Laurentiis e a Vision. «Io ho consegnato il film, ora spetta a loro scegliere come farlo vedere. Ma personalmente preferirei la condivisione della sala: prima dello stop ho preso parte a 15 anteprime in tutta Italia incontrando una risposta formidabile», dice.

 

Conclude Francesco Rutelli, presidente dell' Anica che sta gestendo con sangue freddo ed equilibrio l' emergenza più grave mai affrontata dal cinema: «La nostra industria ha affrontato per prima la violenza del coronavirus e i suoi effetti devastanti», dice. «Adesso, muovendoci tutti insieme, stiamo mostrando la strada agli altri Paesi. L' Italia fa da apripista mentre il cinema combatte in tutto il mondo la sua guerra più dura».

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