diaco

IL TAMPONE È TIRANNO - IL TEST SULLA COLLABORATRICE DI ''IO E TE'' NON ARRIVA IN TEMPO, E DIACO NON TORNERÀ IN ONDA PER L'ULTIMA PUNTATA: ''SONO GRATO A TUTTI, IL MIO GRAZIE PIÙ COMMOSSO AL PUBBLICO CHE CI HA SEGUITO IN 141 PUNTATE IN UN ANNO E MEZZO'' - E ''MICROMEGA'' FA UNA FENOMENOLOGIA DI PIGI, SULLA PREVALENZA DELL'''IO'' SUL ''TE'': ''L’INTERLOCUTORE VIENE INTEGRALMENTE MODELLATO DAL CONDUTTORE. E TUTTO QUELLO CHE DICE…''

pierluigi diaco 8

 

1. PIERLUIGI DIACO, ADDIO A IO E TE: «MANCA IL RISULTATO DEL TAMPONE, LA RAI NON CI AUTORIZZA»

Da www.ilmessaggero.it

 

Niente da fare per per Pierluigi Diaco: niente risultato del tampone Covid, niente riorno in studio. Il conduttore ieri aveva detto che «Raiuno mi ha appena comunicato che ci sono buone possibilità di tornare in onda venerdì 4 settembre con l'ultima puntata di “Io e Te”».

 

Oggi la doccia fredda: «Non abbiamo ancora ricevuto l'esito del tampone della nostra collaboratrice. Ci auguriamo vivamente che sia negativo e tifiamo tutti per lei. Nel frattempo, come è giusto che sia, Raiuno e la task force Rai, che ringrazio per la meticolosa attenzione, non ci hanno autorizzato a tornare in onda domani per l'ultima puntata di 'Io e Te'». Lo dice all'Adnkronos lo stesso  Diaco che aggiunge: «Sono grato alla mia amica Katia Ricciarelli per lo straordinario lavoro, al cast, alla redazione e a tutta la produzione per l'impegno e la passione. Insieme abbiamo realizzato le 65 puntate di questa edizione estiva».

katia ricciarelli da diaco

 

 

«Il mio grazie più commosso va al pubblico di 'Io e Te' che si è affezionato al nostro lavoro - dice il giornalista - e ci ha premiato con affetto: con le 59 puntate dell'estate 2019 e le 17 della versione del sabato sera nell'autunno-inverno 2019-2020, abbiamo mandato in onda in un anno e mezzo ben 141 puntate della nostra trasmissione. Sono orgoglioso del lavoro fatto insieme alla squadra e mi auguro di poter tornare nel 2021 con un nuovo progetto che ho già presentato alla Rai. Naturalmente dispiace a tutti noi non aver avuto l'occasione di salutare i nostri affezionati telespettatori, ma la salute e la sicurezza vengono prima di tutto».

Io e Te sospeso per Covid, Pierluigi Diaco sottoposto a tampone: il conduttore è negativo

 

«Un ringraziamento pieno di riconoscenza al pubblico che ci ha inoltrato messaggi pieni di affetto e al direttore Stefano Coletta e a tutta Rai1 per averci fatto sentire costantemente la loro vicinanza» conclude il conduttore.

 

 

2. FENOMENOLOGIA DI PIERLUIGI DIACO

Flavio De Bernardinis per ''MicroMega''

 

 

Il personaggio di cui ci occupiamo è Pierluigi Diaco, leader incontrastato della trasmissione Io e te, in onda nel pomeriggio estivo di Rai Uno.

 

Sarebbe troppo lungo effettuare un’analisi dettagliata del programma. Il titolo in fondo dice tutto. Io sta per Pierluigi Diaco, Te per chiunque gli si trovi di fronte. L’interlocutore di Pierluigi Diaco (da qui in poi PG) viene integralmente modellato dal conduttore (solo Katia Ricciarelli gli tiene testa). PG ha in qualche modo sempre a che fare con tutto quello che l’ospite racconta di sé. Direttamente o indirettamente, egli ha già attraversato tutti gli spazi e i luoghi dell’ospite. Per dirne una, ha frequentato la stessa comitiva in gioventù della figlia di Gabriella Farinon, ospite della trasmissione. E puntualmente lo puntualizza.

 

pierluigi diaco 1

La prevalenza dell’Io sul Te non agisce solo a livello aneddotico, ma anche concettuale. A un ospite viene chiesto cosa pensi dell’amicizia. Prima che emerga una risposta possibile, PG incalza: “Io non credo che il vero amico come sovente si crede si veda nel momento delle difficoltà, del bisogno. Anzi, in questo caso secondo me, l’amico in fondo un pochino gode dei nostri guai. Il vero amico si vede invece nelle occasioni di gioia, quando senza invidia, partecipa della nostra felicita’”. Davanti a una presa di posizione così netta, l’ospite deve subito rivalutare e riposizionare la propria risposta.

 

Chi sono i maestri di PG? Si riconosce l’ispirazione proveniente da Maurizio Costanzo, con cui PG ha collaborato in passato. Di Costanzo, PG possiede infatti la capacità di costruire una intimità Immediata con l’ospite, il quale abbassa le difese e giustamente si concede al ritmo del colloquio.

 

PG possiede anche il lato Gianfranco Funari, di cui condivide la capacità di indirizzare la regia televisiva dall’interno dell’inquadratura. PG non solo chiede in diretta inquadrature particolari, ma si fa anche inquadrare, mentre l’ospite parla, in piani d’ascolto studiatissimi, spesso la guancia sostenuta dalle dita della mano, aperte o strette a pugno, al limite tra primo e primissimo piano.

 

Il piano d’ascolto, primo o primissimo piano, non agisce come abitualmente nella grammatica audiovisiva, ossia contrappunto e sostegno rispetto all’inquadratura di chi sta parlando, ma si dispone invece come una vera e propria icona del conduttore stesso, che scolpisce nel proprio sguardo la pregnanza emotiva del momento. Il piano d’ascolto di PG in realtà non è dove si ascolta, ma dove si parla. Solo l’ascolto di PG parla e fa parlare l’ospite.

 

pierluigi diaco con il bassotto ugo

Ancora un tratto alla Funari. Mentre va in onda una qualche esibizione, PG si muove dietro le quinte accanto al cameraman e controlla l’inquadratura. Presentando un cantante al pianoforte, arriva persino a dire: “Durante l’esibizione io esco, cari amici all’ascolto, in modo da non distrarvi”, come se la sua semplice presenza, anche sfumata e in penombra, fosse sufficiente a catturare comunque l’attenzione escludendo qualsiasi altra cosa.

 

Oltre Costanzo e Funari, PG detiene anche un lato Flavio Insinna, di cui condivide la funzione del baule, che Insinna eredita dal primo Gigi Proietti, quello degli assoli teatrali tipo A me gli occhi, please! Il conduttore, pur all’interno di uno schema molto preciso, quasi rígido, del programma, conserva comunque un “baule”, da cui far emergere oggetti inaspettati. Quando si tratta di proporre all’ospite una selezione di filmati proveniente da un passato che lo riguarda, quasi sempre la scelta di PG cade su momenti eccentrici, un poco a sorpresa. PG si diverte molto nel percepire la prima reazione, al limite dell’attonito, dell’interlocutore, e questo genera una sottile atmosfera di improvvisazione, di cui il conduttore in ogni modo è il garante, il mago, il padrone. Inoltre, le “perle” fuoriuscite dal “baule” vengono immediatamente elevate a momenti “unici” e “storici”, iconici, di cui PG è l’immancabile custode.

 

PIERLUIGI DIACO

L’asse Costanzo-Funari-Insinna, albero genealogico di PG, concepisce il luogo del set televisivo pur sempre in chiave teatrale, ossia un qui-e-ora dotato di una drammaturgia stabilita, dove ciò che accade deve possedere i caratteri dell’impatto immediato con gli spettatori, simile al rapporto attore/pubblico a teatro. Il Maurizio Costanzo Show è esplicitamente evento teatrale, mentre Funari e Insinna provengono entrambi dallo spazio scenico del teatro.

 

PG pur assorbendola integralmente si pone al di lá della genealogia. PG infatti ha un obiettivo preciso: intende essere televisione allo stato puro. Che non significa il “bello della diretta”, ma uno spazio/tempo radicalmente autonomo. Nello studio di PG va innanzitutto in scena il passato, dimensione mítica in cui tutto era giusto, autosufficiente e “straordinario”. La cosa notevole è che tale amore per il passato esclude qualsiasi tentazione di nostalgia. Secondo PG, il passato non è mai passato, sta qui con noi, presente, ed è compito del conduttore mostrarne le prove: ospiti, canzoni, oggettistica (come il juke-box che campeggia in studio), compongono il ritmo di un tempo forse sospeso ma afferrabile ancora. Un tempo assoluto, nell’etimo “sciolto da” ogni contingenza, e quindi non “occasione”, ma “stato di grazia”, ovvero “beatitudine”. PG è il signore di tale beatitudine, che grazie a lui è possibile toccare.

GIANLUCA GRIGNANI E PIERLUIGI DIACO

 

Egli dunque signoreggia. Rimprovera chi sbaglia, rammenta le regole del gioco a chi le disattende, distribuisce premi e punizioni a chi merita. Ma non è un assolo di tipo teatrale. Non può essere teatro perché il corpo, la componente física di PG (puntuale in Costanzo, Funari, Insinna), non è importante. PG tende invece ad altro: egli si propone quale entitá quasi incorporea, sospeso nel tempo passato mai passato, autonomamente, senza alcuna nostalgia. Nel tempo “analogico”, come ama dire, in cui a vestire un corpo sono stati piuttosto gli altri, gli ospiti, corpi segnati dagli anni trascorsi a cui lui, PG, offre alcuni minuti di beatitudine, di trasfigurazione.

 

Il momento topico di tale trasfigurazione è il momento in cui l’ospite viene costretto ad ascoltare una canzone appartenente al proprio vissuto. PG si sfila e l’ospite si ritrova tutto solo, con la sua musica che non è più sua, prigioniero del tempo e al tempo stesso fuori del tempo, trasfigurato. L’ospite abita così il tempo assoluto di cui PG è il signore. Mentre la canzone avvolge e si stringe sull’ospite (qualcuno infatti non regge, si alza dalla seggiola e accenna passi di danza), PG pur fuori campo è sempre presente, nei colori e nei suoni dello studio. Fa tutt’uno con l’atmosfera. PG, si mostri o non si mostri, avvolge l’ospite e lo custodisce. Egli, PG, così, è una cosa sola con l’immagine: anzi, egli è l’immagine. Perché tale è il fine ultimo, ossia il dato incontrovertibile che PG e l’immagine siano tutt’uno, tempo assolutamente autonomo, pura televisione.

 

pierluigi diaco franca leosini foto di bacco

L’effetto Costanzo, l’intimità, l’effetto Funari, la regia, l’effetto Insinna, il baule, smessa ogni dimensione física, si trasfigurano in quella che potrebbe essere definita certamente la Spiritualitá, ma che forse è più preciso dire la Socialitá di PG. Infatti così è. PG istituisce una comunicazione, perché raffigura alla perfezione il sogno della Società Attuale, quello di assorbire e cambiare ogni cosa.

 

Pierluigi Diaco è esattamente il Sociale che vuole invadere ogni porzione di spazio e assorbire qualsiasi dimensione di tempo. Inghiottendo, come un buco nero, ogni differenza. PG infatti tratta i temi del politico, del sessuale, l’etico e l’estetico al di fuori di ogni dimensione di ambiguità e di possibile dubbio. Tutto viene misurato sul metro del Sociale, di cui PG è il signore, e ogni oscillazione tra correttezza e scorrettezza svanisce.

 

Femminismo, Me too, etero e omosessualità, il buono e il cattivo, il bene e il male, il bello e il brutto sono ponderati tutti attraverso il Sociale, che trova nel Passato mai passato il proprio indiscutibile sigillo. Il passato, l’Italia degli anni che furono e che devono essere ancora. Nessuna nostalgia, ma l’eternità. L’eternità in chiave di trasfigurazione permanente. Trasfigurare vuol dire cambiare tutto senza mutare nulla. È il pasolinismo, molto autarchico, di PG: il cambiamento deve escludere qualsiasi mutazione.

 

io e te, pierluigi diaco intervista umberto smaila 4

Questo, infatti, il sogno della Società Attuale, di cui PG è il fantasma, installato in quella distopia assoluta che è la televisione. PG coglie il carattere saliente dell’Attualità: la fine di tutti i dubbi e delle ambiguità, e l’avvento del regno del Passato mai passato, eterno perché mai passato davvero. Il regime del cambiamento dove le cose non mutano mai, perché già mutate da sempre. Ci sta solo da rivelarle.

 

PG è il signore di tutto ciò, e la televisione la sua dimensione edenica, in cui accade ciò che si deve, ossia la rivelazione. Dalla tv come veicolo immaginario del “piacere” in chiave berlusconiana, alla tv come momento virtuale della “beatitudine”, secondo l’estetica di PG.

 

Da qui, anche da qui, il suo gradimento, e il successo.

PIERLUIGI DIACO

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....