xi jinping sullo schermo

UN TEMPO AVEVAMO TELEKABUL, OGGI CI TOCCA TELEPECHINO - LA RAI IN QUESTA CRISI PARLA CINESE: LO STUDIO DI DATASTAMPA SULLA COPERTURA RADIO E TV DATA AGLI AIUTI RICEVUTI DA CINA, RUSSIA E STATI UNITI. DA CUI EMERGE UN GRAN FAVORE PER GLI ''AMICI'' CINESI, QUELLI CHE CI HANNO RIVENDUTO I DISPOSITIVI CHE NOI GLI AVEVAMO DONATO ALL'INIZIO DELL'EMERGENZA DI WUHAN - LA CAMPAGNA HA FUNZIONATO: PER GLI ITALIANI IL FUTURO È PIÙ CINESE CHE AMERICANO

 

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

L’opinione pubblica italiana è passata in pochissime settimane dall’essere bollata come razzista verso i cinesi all’essere filocinese come mai. Almeno a giudicare dalle ultime rilevazioni Swg per il telegiornale de La7 da cui emerge che il 36% degli intervistati risponde Cina alla domanda “Per sviluppare le proprie alleanze internazionali al di fuori dell’Europa, l’Italia dovrebbe guardare di più a chi?”. Solo il 30% indica gli Stati Uniti d’America.

 

XI JINPING SUGLI SCHERMI

Siamo dunque passati dal presunto razzismo anticinese (la stessa definizione che i diplomatici di Pechino hanno spesso utilizzato per respingere le accuse sui ritardi delle autorità) all’entusiasmo per il pugno di ferro contro il coronavirus e per un modello, quello Wuhan, che non ha ancora riscontri empirici anche soltanto per via della mancanza di trasparenza da parte delle autorità cinesi sulle cifre di contagiati e vittime.  

 

Perché questo cambiamento? Non soltanto perché, come denunciato da Formiche la scorsa settimana, è stata messa in moto una propaganda a suon di bot. O ancora perché, sempre come spiegato su Formiche, la macchina della propaganda cinese è penetrata nei media italiani. Ma anche perché Pechino ha potuto godere di un sostengo del tutto particolare, una grandissima e una “sproporzionata” visibilità televisiva.

 

L’arrivo degli aiuti cinesi all’Italia per affrontare la pandemia di coronavirus ha avuto oltre il triplo della visibilità su televisioni e radio Rai rispetto all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di inviare assistenza per 100 milioni di dollari al nostro Paese. E più di due volte e mezza quella assicurata al cargo russo giunto a Pratica di Mare.

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

Formiche ha chiesto a DataStampa, agenzia storica che cura la rassegna di molti e rilevanti enti e organismi pubblici italiani, di analizzare i passaggi audiovisivi presenti nella sua banca di dati nei giorni successivi all’arrivo degli aiuti per affrontare il Covid-19 da parte delle tre potenze.

 

La ricerca, spiega DataStampa, “è stata effettuata all’interno della nostra banca dati ed esattamente nelle giornate” da noi “indicate per ogni singolo evento”. Per la Cina il 13 e il 14 marzo visto che il 12 un Airbus A-350 della China Eastern proveniente da Shanghai era atterrato all’Aeroporto di Fiumicino con a bordo nove medici specializzati cinesi dall’Hubei e trenta tonnellate di materiale sanitario. Per la Russia il 23 e il 24 marzo dopo che il 22 era giunto a Pratica di Mare il primo aereo di aiuti inviati da Mosca: quello al centro dello scontro tra la Difesa russa e La Stampa. Per gli Stati Uniti, il 30 e il 31 marzo, i giorni successivi la dichiarazione dalla Casa Bianca (del 29) con cui il presidente Donald Trump aveva annunciato l’invio di strumenti e prodotti sanitari per 100 milioni di dollari all’Italia.

 

Queste le emittenti che compaiono nell’analisi della banca dati di DataStampa: Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, LA7, Rai News 24, TGCOM 24, Sky TG24, TV 2000, Class Cnbc, TeleRoma 56, Rai Radio Uno, Rai Radio Due, Radio 24, RTL, Radio Capital.

Ecco i numeri. Si tratta in totale (radio e tv pubbliche e non) di dieci servizi per gli Stati Uniti, undici per la Russia e 42 per la Cina. Per quanto riguarda le emittenti Rai, nei loro due giorni gli aiuti cinesi hanno goduto da parte delle televisioni e delle radio del servizio pubblico di 1.904 secondi di visibilità, cioè oltre mezz’ora. Quelli russi, invece, 741 secondi, cioè poco più di 12 minuti. Infine, quelli statunitensi meno di 10 minuti, ossia 589 secondi.

XI JINPING SULLO SCHERMO

 

Guardando alle sei televisioni e radio della Rai si nota l’ampia visibilità data agli aiuti cinesi. Addirittura Rai News 24, l’emittente che ha garantito più spazio (560 secondi, cioè oltre 9 minuti) è anche l’unica, assieme a Rai Radio Due a non aver dedicato alcun servizio né agli aiuti russi né a quelli statunitensi.

 

Considerando, invece, anche le televisioni e le radio private il dislivello aumenta. Gli aiuti cinesi hanno avuto 9.026 secondi, cioè oltre due ore e mezza; quelli statunitensi scavalcano quelli russi, attestandosi rispettivamente a 1.204 secondi (poco più di 20 minuti) e a 969 secondi (poco più di 16 minuti). In particolare, a garantire agli aiuti cinesi oltre sette volte la visibilità di quelli statunitensi sono due lunghi speciali di TGCOM 24 da oltre mezz’ora ciascuno (andati in onda entrambi il 13 marzo), i 745 secondi (oltre 12 minuti) di LA7, i 659 secondi di Sky TG 24 (quasi 11 minuti) e i 560 di Rai News 24 (oltre 9 minuti).

 

GHEBREYESUS XI JINPING

Meritano un’ultima considerazione alcuni programmi e interventi. Per quanto riguarda l’annuncio degli aiuti statunitensi, su dieci stringhe, soltanto due programmi hanno deciso di dare spazio ai ringraziamenti del ministro degli Esteri Luigi Di Maio agli alleati storici per la loro solidarietà. Nel caso, invece, degli aiuti russi, su undici stringhe, troviamo due dichiarazioni del capo della Farnesina e una sua intervista.

 

Grande spazio a commenti e analisi è stato, al contrario, garantito – in particolare dal servizio pubblico – agli aiuti cinesi con interviste e dichiarazioni del ministro Di Maio, di Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa italiana, di Yang Huichuan, vice presidente della Croce Rossa cinese, di alcuni dei medici cinesi giunti in Italia oltre che di Chao Ming dell’Angi (Associazione nuova generazione italo-cinese).

xi jinping con la mascherina 5

 

In una trasmissione del 13 marzo (Cinque giorni sui mercati) Class Cnbc ha ospitato il direttore delle relazioni istituzionali di ZTE Italia, una delle aziende che ha donato aiuti all’Italia ma anche una di quelle, con Huawei, nel mirino del Copasir. Si è parlato degli aiuti cinesi anche in un servizio di 2.07 minuti all’interno del programma La vita in diretta su Rai 1, programma condotto da Lorella Cuccarini e Alberto Matano.

La gratitudine verso la Cina ci sta. La domanda è: il servizio pubblico non ha per caso, un filino, esagerato?

luigi di maio xi jinpingluigi di maio xi jinpingluigi di maio xi jinping

 

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…