roberto calasso

IL TESTAMENTO INNOMINABILE DI CALASSO - ESCE POSTUMO "OPERA SENZA NOME" DELL'EDITORE DI ADELPHI – “SE PROVO A PENSARE A QUELLO CHE HO FATTO, DEVO DIRE CHE CERTAMENTE NON SAPEVO MAI QUALE SAREBBE STATO IL PROSSIMO PASSO” – GNOLI: “VIVIAMO IN UN'EPOCA CHE SFUGGE TENACEMENTE ALLA PAROLA ESSENZIALE. ALLA FINE LA PIÙ PENETRANTE DELLE EMOZIONI CHE SI PROVA ALLA LETTURA DELL'OPERA È AVVERTIRE ANCORA LA PRESENZA DELL'INEFFABILE”

Antonio Gnoli per “la Repubblica” - Estratti

 

roberto calasso

Negli ultimi mesi Roberto Calasso mise un punto definitivo sul senso del proprio lavoro di scrittore e lo chiamò Opera senza nome. Era un modo per rievocare e illuminare l'intera opera (11 volumi da La rovina di Kasch a La tavoletta dei destini) offrendola al lettore come una sorta di archivio-testamento. L'Opera senza nome (edito da Adelphi) apre allo stupore inconsapevole dell'autore: «Se provo a pensare a quello che ho fatto, devo dire che certamente non sapevo mai quale sarebbe stato il prossimo passo».

 

Un'Opera dunque priva di intenzionalità e tuttavia inevitabile. Provvisoria ma al tempo stesso necessaria. Ignota allo stesso autore, almeno nel disegno narrativo finale.

 

Apprendiamo così che le prime righe de Le nozze di Cadmo e Armonia (il libro che lo rese popolare) furono scritte al ritorno di uno dei suoi annuali viaggi in Grecia. Ka (il nome segreto di Prajapati) nacque su un treno in India. K (dedicato a Kafka) si alternava a L'ardore, come se un veggente vedico avesse la stessa enigmatica intensità dell'autore della Metamorfosi. E Alan Turing nell'Innominabile attuale fosse un calco di Artemide ne Il cacciatore celeste.

roberto calasso cover

 

Tanta disinvolta filologia su che cosa si fonda? Sul semplice fatto che Opera senza nome si compone dei resti di una storia segreta e infinita. Immagini raccolte in un disegno tutt'altro che preordinato; parole che variano e si ibridano dentro un edificio permanentemente in costruzione. Qualcosa, insomma, di immobile come l'Egitto e di mutevole e nuovo come Baudelaire auspicava. Possibile tenere insieme una così anomala costruzione? Possibile che l'estrema casualità del dettaglio si incastoni nel tutto armonioso di un'avventura letteraria fuori dal tempo?

 

ROBERTO CALASSO VISTO DA TULLIO PERICOLI

Due modi presiedono alle scelte di Calasso: la disinvoltura e la fisiologia. Entrambi definiscono la soglia del suo lavoro. 

 

(...)

L'Opera senza nome risponde per un verso alla struttura circolare: ciò che troviamo alla fine è anche ciò che vi è all'inizio; dall'altro questo "eterno ritorno" è un aperto, un unicum, una primavoltità, appunto. Verrebbe da dire "un animale nella foresta".

 

Viviamo in un'epoca che sfugge tenacemente alla parola essenziale. Siamo entrati in una zona senza nome, ma dal momento che l'"indicibile" si è trasformato in mostruoso, si fa molta fatica a comprendere ciò che abbiamo perso. Alla fine la più penetrante delle emozioni che si prova alla lettura dell'Opera è avvertire ancora la presenza dell'ineffabile.

adelphi

Non c'è niente di irrazionale in ciò. Resta semmai la sfida di un uomo che attraverso il confronto aspro, ironico, sferzante, ma anche dolce, tenue, pietoso, ha cercato di affrontare le diverse facce del "tremendo".

roberto calassoantonio gnoli foto di baccoBOBI BAZLEN ROBERTO CALASSO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!