sharon mitchell

TI TAMPONO FINO IN FONDO, BABY - IL MONDO DEL PORNO USA SI PROTEGGE DAL COVID GRAZIE A SHARON MITCHELL - EX ATTRICE DIVENTATA SESSUOLOGA CHE HA FONDATO L’“ADULT INDUSTRY MEDICAL HEALTH CARE FOUNDATION”, UNA STRUTTURA CHE FA I TEST AGLI ATTORI E CONSERVA IN UN DATABASE I RISULTATI DEI LORO ESAMI - ECCO COME L’INDUSTRIA DELL’HARD HA RIDOTTO I CONTAGI - FOTOGALLERY E VIDEO ZOZZONI

SHARON MITCHELL ROCCO SIFFREDI - VIDEO:

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SHARON MITCHELL - VIDEO:

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https://bit.ly/2zX72kW

 

Barbara Costa per Dagospia

 

sharon mitchell the loadwarrions 2

“Il dottore sa cosa vuol dire una doppia penetrazione anale”. E lo sa perché questo dottore è una donna che di doppi-giochi anali e vaginali ne ha fatti, e sui set: il dottore è stata una famosissima pornostar! Se il porno negli Stati Uniti gode di un sistema al top di analisi e tamponi (faringei, anali, vaginali) e di tracciamento, monitoraggio e messa in quarantena dei performer (sistema che sta lavorando duro per accludere a sé tamponi e test antiCovid-19) lo deve a lei: Sharon Mitchell.

 

sharon mitchell the golden age of porn

La dottoressa Mitchell, ma per i pornomani su in età semplicemente la "Mitch": i fan del porno veterani, la Mitch se la ricordano bene, non tanto per il suo viso, ma per quel suo lato B sublime, e per quel suo corpo androgino, bellissimo, estraneo a ogni ritocco, in più di 200 film sfrenatosi in abilità fetish, bisex, in threesome con attori e attrici leggendari (John Leslie, Jamie Gillis, un Siffredi agli inizi). E per quel suo folto cespuglio tra le gambe, cespuglio passato di moda da tempo.

 

sharon mitchell lato b (1)

Sharon Mitchell, star del porno, ma pure sposa 17enne per 5 mesi, pene "usato" per uscire legalmente da quella sua famiglia adottiva, cattolica, perbene all’apparenza (padre ubriacone) che le soffocava l’ambizione. Mitch che, nemmeno 18enne, se ne va a New York e diventa una ballerina professionista. E Mitch che al ballo preferisce lavori di modella di nudo e di porno, e diventa nel settore una star. Mitch che trova nel porno quella libertà da sempre agognata, e amori sinceri e poli: con quei registi e attori con cui divide il set, per un periodo la Mitch decide di dividerci la vita in una comune dove tutto è appunto messo in comune, compresa la crescita dei figli.

 

pass

La Sharon Mitchell di quegli anni trova e prova anche la parte più buia, quella che ha nome eroina, e che rimarrà una costante della sua vita per 16 anni. È l’era del porno che si usa chiamare d’oro, epoca in cui si guadagnano cifre folli, e porno che però rispetto a oggi di una qualità basica era mancante: i controlli medici. Si pornava come oggi in gran parte senza preservativo, e però senza rigoroso controllo medico, una negligenza sanitaria che a un certo punto esige il suo conto.

 

pass (1)

Dalla seconda metà degli anni '80 vari attori muoiono di AIDS sebbene questa sigla si stenti a dirla: spesso si celano le vere cause di morte, per non gettare nel panico l’intero settore e non mandare a pu*tane i suoi copiosi introiti. Ma il porno cambia, entra negli anni '90 e diventa un’altra cosa, diventa un business, business che toglie le scorie della favola in cui molti si cullavano per introdurci una professionalità che avoca a sé regole e serietà.

 

pass covid tracker

Regole e serietà che abbraccia in pieno una Sharon Mitchell che, dopo una violenza subita da un fan-maniaco, chiude con l’eroina, chiude col porno girato, per andare all’università, laurearsi in sessuologia, e creare l’AIM, sigla del più lungo Adult Industry Medical Health Care Foundation, struttura privata in cui agli ordini della dottoressa Mitchell gli attori porno devono essere testati, e i risultati dei loro esami immessi in un database.

 

Tale tracciamento porta all’individuazione di ogni soggetto vittima di ogni tipo di virus sessualmente trasmissibile, il suo pronto stop dalle riprese, la sua presa in cura. Di più. La dottoressa Mitchell dispone che ogni accoppiamento sui set, duale, plurimo, e sia etero che omosex, sia registrato, con nome degli attori in esso impegnati, e data in cui il coito è avvenuto. In questo modo, all’individuazione di un positivo, scatta la chiusura dei set, la messa in quarantena, il tracciamento di ogni attore sia venuto in contatto col soggetto malato: attori che sono fermati, testati, e curati.

 

sharon mitchell pornostar 6

Stesso iter per chi sia venuto sessualmente a contatto con attori risultati positivi a seguito della scoperta del loro contatto con il performer positivo numero 1. La strategia della dottoressa Mitchell ha subito scelto il web come custode dei dati clinici degli attori, sia per la velocità del mezzo ma soprattutto per eliminare alla radice la pericolosa abitudine degli attori vittime di virus di alterare il resoconto cartaceo delle loro analisi.

 

sharon mitchell pornostar 7

L’AIM di Sharon Mitchell non solo ha permesso al porno di proteggersi, ma pure di autogestirsi e abituarsi a vivere periodi di non lavoro e obbligatorie quarantene che negli ultimi 20 anni sono scattate (e rigorosamente mantenute) appena un pornostar risultava positivo. All’elenco dell’AIM avevano accesso registi e produttori per accertarsi della disponibilità o meno di attori a pornare, e quando i guariti sarebbero tornati sui set (da clamidia e gonorrea ti curi con antibiotici).

 

sharon mitchell aim

L’AIM mai ha trovato sostegno governativo né relativi aiuti economici, e ha dovuto chiudere nel 2011 per bancarotta e per non essere riuscito a riemergere da questo enorme pasticcio: la fuga dei dati sensibili, anagrafici e medici, dei performer al database dell’AIM registrati. Fin dalla sua creazione l’AIM è stato oggetto di querele da parte degli attori a esso iscritti e testati e risultati positivi a un virus, che giustamente chiedevano il rispetto della loro privacy (nota bene: con un monitoraggio così efficace, il contagio sui set si è via via sgonfiato, facendo emergere contagi sporadici avvenuti fuori dai set, tramite condotte private sventate).

sharon mitchell pornostar 8

 

L’importante  patrimonio logistico e di conoscenza dell’AIM di Sharon Mitchell è passato nelle mani del PASS, sigla del Performer Availability Scheduling Services, oggi l’unico centro riconosciuto in cui gli attori porno che lavorano negli Stati Uniti devono farsi testare e monitorare il loro stato di salute complessivo. Ogni 14 giorni.

 

I test PASS sono a pagamento, sono volontari ma obbligatori: un attore porno senza il suo test PASS in ordine non lavora, se ne salta uno sono guai, deve stare fermo un mese e "PASSalmente" regolarizzarsi, e si crea una brutta nomea che lo butta ai margini del porno che conta (il porno USA non accetta test effettuati in altri centri, né test effettuati all’estero). A differenza dell’AIM, i test PASS, e i dati contenuti nel suo database, sono segreti, e tali rimangono. 

sharon mitchellsharon mitchell non stopsharon mitchell (1)

 

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