totò

TOTO’ ‘O SPIONE – IL BOMBASTICO RITRATTONE DATATO 1967 DEL PRINCIPE DE CURTIS BY INDRO MONTANELLI: L’AMBIZIONE DI TOTÒ, DA RAGAZZO, ERA STATA QUELLA DI DIVENTARE FUNZIONARIO DI POLIZIA (TANTO CHE SUA MADRE LO CHIAMAVA ‘O SPIONE). AVEVA LA PASSIONE DELLE MANETTE, IL TERRORE DEI GATTI, DETESTAVA I VIAGGI E IL PROGRESSO (“PERCHÉ DOVREI ANDARE IN AMERICA? PRIMA DI COLOMBO, NESSUNO NE AVEVA MAI SENTITO IL BISOGNO”) E CERCAVA DI NON AFFATICARE LE CORONARIE EPPURE..."

Articolo di Indro Montanelli per il “Corriere della Sera” – 16 aprile 1967

 

totò

Credo che Totò sia morto un po’ anche per l’angoscia di morire. Era ossessionato da questo pensiero, ma aveva il buon senso di accorgersene e il buon gusto di scherzarci sopra. Portava la sua paura come i pavoni portano la coda e i soldati la bandiera, ostentandola, magnificandola, e facendone argomento dei più pittoreschi racconti, come quello della sua fuga in campagna al tempo dei bombardamenti di Roma.

 

Per un mese rimase acquartierato in un cascinale remoto, vicino a quello che a lui sembrava un rudere dell’urbe augustea. Un giorno, andato a esplorarlo, ne fu respinto da due sentinelle: quel rudere era una polveriera.

 

totò

A distanza di venti e più anni, quell’avventura lo riempiva ancora di sgomento e indignazione: «Capite in che paese si vive? Ti piantano una polveriera sotto il letto, e manco te ne avvertono. Tu credi di aver dormito per un mese abbracciato a tua moglie, invece hai dormito abbracciato alla morte. E quando te ne accorgi, non ti rifondono nemmeno i danni». «Che danni?». «Alle coronarie».

 

Alle coronarie dedicava cure particolari. Anche il lavoro in teatro e in cinematografo lo selezionava in modo che le coronarie non vi restassero coinvolte. «Sono disposto a darvi tutto – diceva ai registi – anche la commozione, anche la concitazione, ma solo da qui in su», e si toccava la gola.

 

TOTO DAVOLI PASOLINI

Pretendeva di non essersi mai «immedesimato» in una parte, appunto per lasciare a riposo il cuore. Gli bastava il viso, quel viso – come diceva il povero Marotta – dalla mascella deragliata, che sembrava messo lì apposta, con la sua mestizia, a far da contrappunto alla comicità delle smorfie e delle battute, e a sottolinearla.

 

Mai uomo è stato più sfigurato dalla sua «maschera» .Il pubblico ha sempre visto in Totò un mimo plautino, estroverso, insistito, caricaturale, rumoroso, gesticolante, popolaresco. E invece era una creatura fragile, mite, schiva, delicata, di vena elegiaca e di tocco signorile.

 

Tutti sanno della sua mania araldica, e molti ne hanno riso. Doveva ricorrere a biglietti da visita maggiorati per contenere tutt’i suoi nomi e titoli: Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliardi Antonio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, e non so cos’altro. Non so nemmeno se tutti questi blasoni gli spettassero effettivamente e come fosse riuscito a farseli riconoscere. Ma so di sicuro che fuori della scena li portava con elegante disinvoltura e assoluta naturalezza.

 

orson welles e toto

In privato, Totò conduceva un’esistenza da nobile decaduto. E non credo che ci fosse nulla di recitato. Il suo appartamento ai Parioli era spazioso e moderno, ma trapunto di

stemmi, gremito di cimeli storici, e senza pacchiane ostentazioni di lusso. Lì Totò («Altezza» per il cameriere e l’autista, «Antonio» per la moglie e gli amici) riceveva i visitatori e spesso li tratteneva a colazione e a pranzo, ma pochi alla volta perché le grandi tavolate e le conversazioni chiassose gli davano fastidio.

 

totò fontana di trevi

Fra questi ospiti non c’era mai o quasi mai gente di cinema o di teatro, con cui trattava a parte, considerando il loro sodalizio una pesante servitù del suo lavoro. Era sempre vestito in maniera impeccabile ed esigeva che anche noi lo fossimo, sebbene da un pezzo i suoi poveri occhi non vedessero più che le ombre. Sua moglie, la bellissima Franca Faldini, lo assecondava da esperta padrona di casa.

 

La tavola era sempre magnificamente imbandita, il servizio inappuntabile, le pietanze eccellenti, i vini scelti, sebbene Totò fosse quasi astemio e mangiasse come un uccellino. Una volta gli portai Augusto Guerriero, ch’egli desiderava conoscere e che a sua volta desiderava conoscerlo. «Molto onorato», disse Totò nello stringergli la mano. «L’onore è mio» rispose Guerriero. «No, è mio» ribattè Totò. «No, mio» insistè Guerriero. Per una decina di minuti seguitarono a contendersi l’onore. Poi, da buoni napoletani, si accorsero della comicità della scena e risolsero, l’onore, di dividerselo a mezzo.

 

TOTO GERARCA FASCISTA

Quella sera la conversazione fu particolarmente brillante e l’umore di Totò si fece addirittura euforico, quando Guerriero tessè l’elogio della sedentarietà. «Lo vedi? – diceva Totò a Franca – lo senti?». Capimmo subito che c’era sotto una polemica coniugale. Franca ha la passione dei viaggi e sognava di cavarsene la voglia con suo marito che per lei aveva comprato anche un panfilo, ma non c’era mai salito. Ci lasciava andar lei, con l’ordine al comandante di cabotare in modo che lui potesse vederlo dalla strada su cui lo seguiva in macchina a venti all’ora.

 

toto le moko

«Era una barca bellissima – sospirò Franca – ci si poteva andare anche in America». «Sì, in America – fece Totò – e se incontravamo Ines?». «Che Ines?». «Il tifone. Non avete mai sentito parlare del tifone Ines? Gesù, io me lo sogno anche di notte: una cosa spaventosa. Eppoi, perché dovrei andare in America? Prima di Colombo, nessuno ne aveva mai sentito il bisogno, e ora tutti lo considerano quasi un dovere. Ma questo che cos’è? Io di doveri ne ho uno solo: sopravvivere, che è già così difficile da assolvere... Dice: ma l’America è la modernità, il progresso... E con ciò? A me il progresso e la modernità non mi piacciono. Se un giorno dovessi risalire sul trono di Bisanzio, farei una legge apposta contro queste diavolerie».

 

Scherzava, ma non mentiva, e anche a quella faccenda del trono alluse in tono del tutto naturale, come a cosa possibilissima. Totò era un reazionario autentico, nostalgico di una società ordinata e di uno Stato paterno. Non per nulla la sua ambizione, da ragazzo, era stata quella di diventare funzionario di polizia, tanto che sua madre lo chiamava «‘o spione». In realtà il suo sogno non era tanto di spiare, quanto di arrestare, le manette rappresentando ai suoi occhi il supremo simbolo dell’autorità. Ma forse gli sarebbe piaciuto metterle solo per poterle togliere.

enzo garinei e toto

 

Era generosissimo. Ha profuso una buona aliquota del suo patrimonio in elemosine e beneficenza, ma di nascosto e sotto banco Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliardi Antonio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, un po’ per eleganza, un po’ per paura del fisco.

 

Nascondeva anche il suo superstizioso terrore dei gatti, temendo d’invogliare la gente a perseguitarli, cosa che da noi accade anche senza bisogno di incentivi. Non gli piaceva lavorare, specie per il cinematografo, e poche volte si è appassionato a una «parte». Ma la imparava con scrupolo anche se poi, una volta sul «set», si lasciava prendere dall’uzzolo dell’improvvisazione, quasi sempre felice; e rispettava gli orari con rigoroso zelo.

 

liliana de curtis con toto

I suoi compagni d’arte dicono ch’era prepotente, che trovava sempre il modo di occupare la scena da solo, di rubare la battuta a tutti e di metterli in ombra. Può darsi, ma non ho mai conosciuto un attore che non lo facesse, o non tentasse di farlo. A lui riusciva facilmente perché ne aveva la forza. In compenso, era adorato dai piccoli, dai subalterni, dalle comparse con cui era sollecito e prodigo di mance come un bonario re coi suoi paggi. Però non dava confidenza a nessuno, esigeva il titolo di «altezza» e, una volta ripresi i suoi panni di Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio, voleva essere trattato non più da Totò, ma da conte palatino e cavaliere del Sacro Romano Impero.

 

totò

Di se stesso attore parlava con sobrio distacco, senza disprezzarlo, ma neanche esaltarlo e attribuirgli esoterici e metafisici significati. «Avrei preferito lavorare al tempo del cinema muto – confessava – perché tutto quello che ho da dire mi vien detto meglio con la faccia che con la parola. A questa faccia ne hanno attribuite di tutt’i colori. Una volta hanno scritto perfino che c’è dentro il “tragico quotidiano dell’alienazione”.

toto

 

Guardatemi bene: voi ce lo vedete? Io, no. La mia faccia non ha altra tristezza che quella di un mento allungato, di un naso torto, e della vita, che non è triste, ma nemmeno allegra. È quello che è: un miscuglio di tristezza e di allegria, cioè un grottesco. Ma io sono contento di starci, nella vita, e me la difendo come posso, cercando di soffrire solo dalla gola in su e mai dalla gola in giù per non affaticare le coronarie. Io le difendo, le mie coronarie, e voglio guadagnarmene la gratitudine. Ogni sera, prima di andare a letto, le interrogo: “Siete contente, coronarie, di Totò? Vi tratta o non vi tratta con tutt’i riguardi?”». Purtroppo a questi riguardi le sue coronarie dovevano essere insensibili perché sono state proprio esse a tradirlo. Ma forse, in fondo in fondo, lui stesso se l’aspettava. È morto di paura di morire, Totò.

che fine ha fatto toto baby? che fine ha fatto toto baby?indro montanelliche fine ha fatto toto baby? toto letto a tre piazze TOTO E PEPPINO - CHI SI FERMA E PERDUTOtototruffa '62 11ferruccio amendola totototo, peppino e … la dolce vita 1toto letto a tre piazze 1toto d'arabia 1 tototruffa '62 1toto a nataletoto d'arabia che fine ha fatto toto baby? 2don backy toto adriano celentano

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…