volpi fiorani giacalone giuliani

TRANSENNATE LE EDICOLE: ARRIVA IL NUOVO QUOTIDIANO DELLA COPPIA VOLPI-FIORANI - IL FINANZIERE PATRON DELLA PRO RECCO E L'EX AD DELLA POPOLARE DI LODI DIETRO IL LANCIO DE "LA RAGIONE", DIRETTA DA DAVIDE GIACALONE E FULVIO GIULIANI. ESCE IL 2 GIUGNO. LA LINEA EDITORIALE? "UN CONVINTO EUROPEISMO DI AREA LIBERALE E DEMOCRATICA" - FIORANI HA COLLABORATO CON VOLPI NELL'OPERAZIONE DI VENDITA DELLO SPEZIA...

Carlo Tarallo per la Verità

 

gabriele volpi

Lo chiamano «il Roman Abramovich della Liguria»: Gabriele Volpi, 77 anni, petroliere, ricco sfondato, patron della Pro Recco, squadra di pallanuoto che sotto la sua gestione ha vinto 15 scudetti, 13 Coppe Italia e 6 Champions League, si tuffa (è il caso di dirlo) nell' editoria. Il prossimo 2 giugno esce in edicola La Ragione, quotidiano diretto da Fulvio Giuliani (direttore responsabile) e Davide Giacalone (direttore editoriale): otto pagine, un sito Web, una redazione a Roma e una a Milano e l' obiettivo di ritagliarsi uno spazio nell' affollatissimo panorama editoriale italiano attraverso approfondimenti originali e argomenti trascurati dai media generalisti.

 

Volpi è un personaggio molto noto: il suo braccio destro è Gianpiero Fiorani, ex ad della Banca Popolare di Lodi e protagonista dello scandalo della tentata scalata ad Antonveneta, che nel 2005 lo portò sulle prime pagine dei giornali italiani con i famigerati «furbetti del quartierino», vicenda che lo ha visto subire una condanna definitiva a tre anni e sei mesi.

volpi fiorani

 

Fiorani ha collaborato con Volpi nell' operazione di vendita dello Spezia, squadra di calcio di Serie A che ha concluso il campionato con la salvezza, guidata in panchina da Vincenzo Italiano.

 

Lo scorso febbraio si è infatti definita la cessione della totalità delle quote societarie dalla holding Orlean Invest di Gabriele Volpi, al comando dello Spezia per 13 anni, a Robert Platek, 56 anni, finanziere americano, cofondatore e partner di Msd Capital, fondo di investimenti creato per gestire l' enorme patrimonio del tycoon dell' informatica Michael Dell.

 

fiorani

Tornando al progetto del nuovo giornale, l' editore de La Ragione è l' omonima società cooperativa, della quale Giacalone è presidente. Il socio finanziatore è per l' appunto la fondazione Social Sport Stitching, alimentata dal gruppo imprenditoriale di Volpi. La cooperativa è stata strutturata in modo tale da non avere la possibilità di accedere a fondi pubblici per l' editoria: l' obiettivo è quello di riuscire a finanziarsi attraverso copie e abbonamenti.

gianpiero fiorani

 

«La linea editoriale», dice Davide Giacalone alla Verità, «è un convinto europeismo di area liberale e democratica». Giacalone, classe 1959, dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione giovanile repubblicana e dirigente del Partito repubblicano italiano. Dal 1981 al 1982 è stato capo della segreteria del presidente del Consiglio dei ministri Giovanni Spadolini; dal 1987 al 1991 consigliere del ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni Oscar Mammì.

 

Ha ricoperto anche le cariche di consigliere di amministrazione e componente del comitato esecutivo di Sip, Italcable e Telespazio.

 

davide giacalone

Ha scritto una trentina di libri, l' ultimo del quali nel 2020, Addio mascherine, sulla pandemia. Fulvio Giuliani, classe 1969, è stato caporedattore della redazione giornalistica di Rtl 102.5. Alla «macchina» del nuovo giornale andrà Vittorio Pezzuto, giornalista di lunga esperienza, storico portavoce di Renato Brunetta, che ha collaborato tra le altre testate con Radio Radicale, Il Foglio, Il Riformista, Il Secolo XIX e Vanity Fair.

fulvio giuliani

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…