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TREMATE TREMATE LE “BABY” MIGNOTTE SON TORNATE – VENERDÌ ESCE SU NETFLIX LA SECONDA SERIE DI “BABY” LIBERAMENTE ISPIRATO ALLE SQUILLO DEI PARIOLI – SEI NUOVI EPISODI DOVE LE DUE PROTAGONISTE, BENEDETTA PORCAROLI E ALICE PAGANI, SONO DUE RAGAZZINE SGAMATE CHE SGUAZZANO TRA SOLDI, ESCORT E INTRALLAZZI NELLE NOTTI DELLA CAPITALE – IL REGISTA ANDREA DE SICA: “NON SONO PIÙ SOLO INNOCENTI VERGINI SACRIFICALI, MA…” (VIDEO)

 

I.R. per “il Messaggero”

 

alice pagani e benedetta porcaroli in baby

Le adolescenti di Baby, fino a ieri, avevano scherzato. Dopo una prima stagione fatta per spiegare le regole del gioco, incentrata su due liceali finite in un brutto giro di prostituzione, la partita entra nel vivo con i nuovi sei episodi, distribuiti da Netflix da domani.

 

Una partita sporchissima, naturalmente, in cui il giro di soldi, escort e intrallazzi consumato nelle notti della Capitale bene trova nelle due ragazze la Chiara di Benedetta Porcaroli e la Ludovica di Alice Pagani - le sue protagoniste attive.

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CONSAPEVOLI

Due giovani donne ormai poco vittime, insomma, e molto consapevoli di quel che si muove intorno ai loro corpi: «Raccontiamo le ragazze non più solo come innocenti vergini sacrificali racconta Andrea De Sica, tornato alla regia degli episodi, insieme a Letizia Lamartire - Ludo e Chiara fanno le loro scelte consapevolmente. Baby ha un suo lato oscuro: racconta una rabbia che trova nella prostituzione uno sfogo sbagliato ma quasi sano».

 

Uno sfogo consumato «negli alberghi di Roma. È qui che le ragazze cominciano a prostituirsi, con tutto il dramma che ne consegue e le ricadute sulle loro relazioni. Ma Baby non è solo una serie sulla prostituzione. È, più in generale, una serie sulla vita segreta degli adolescenti».

 

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Di certo, la voglia di spiare questa vita segreta è stata una molla efficace per lanciare il prodotto, una delle prime serie originali Netflix in Italia, e tra le più apprezzate all'estero: la prima stagione, distribuita l'anno scorso, è stata vista da dieci milioni di account in sole quattro settimane. Un successo di pubblico, un po'meno di critica, capace di segnare l'emancipazione del più giovane De Sica dall'ingombrante famiglia.

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«A questo punto credo sia chiaro a tutti che non sono né Vittorio né Christian. Con Baby ho trovato la mia strada, che continuerò nel prossimo film».

Alla scrittura del progetto, come nella prima stagione, c'è il collettivo dei Grams: «Nella prima stagione abbiamo affondato le mani nei casi di cronaca e negli articoli raccontano ma per la seconda ci siamo preparati parlando con molti ragazzi. Abbiamo capito che il caso delle baby squillo dei Parioli non era che la punta di un iceberg».

 

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Quanto alle ragazze, Porcaroli e Pagani (cui si aggiunge la nuova entrata, ex di Gomorra, Denise Capezza), Baby nel giro di due anni ha cambiato le loro vite. «Sui social mi scrivono in tanti, Baby ha qualcosa di universale spiega la bionda Porcaroli - del resto il sesso, nell'adolescenza, è un potente fattore di cambiamento».

 

Per Alice Pagani, sguardo magnetico con fan eccellenti (Paolo Sorrentino l'ha voluta in Loro), «Baby mi ha fatto diventare molto attenta ai social: ora ho un punto di vista che i ragazzi seguono con interesse».

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I GENITORI

Ragazzi molto piccoli: secondo quanto racconta lo stesso De Sica, a guardare la serie, di nascosto, sarebbero anche gli under 12. «Pare che rubare il cellulare dei genitori per vedere la serie dice - oggi faccia figo». Nel ruolo dei genitori, presenze altrettanto distruttive, spiccano i nomi di Claudia Pandolfi, Max Tortora e Isabella Ferrari. Che sentirebbe grande affinità con le due giovani protagoniste.

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«Mi colpisce come questi attori delle nuove generazioni sappiano gestire il successo. Ai tempi di Sapore di mare ero famosa come loro, ma avevo molte più paura e insicurezze. Io il successo non l'ho retto. E non sapevo nasconderlo».

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