donatella di pietrantonio chiara valerio paolo di paolo

IL TRISTE EPILOGO DELLO "STREGA": NEL NULLA LETTERARIO SI INFILA IL NIENTE MODAIOLO - STASERA GRAN FINALE DEL PREMIO AL NINFEO DI VILLA GIULIA (ALLE 23 DIRETTA SU RAI 3) TRA LE POLEMICHE PER IL LOOK DEI FINALISTI AFFIDATO A GRANDI STILISTI – DONATELLA DI PIETRANTONIO, GRANDE FAVORITA PER LA VITTORIA: “SE NON CI FOSSERO STATI GLI STILISTI AVREBBERO POLEMIZZATO SULLA NOSTRA SCIATTERIA” – CHIARA VALERIO SCOMODA JEAN COCTEAU: "L'EDITORIA E' META' MERCATO E META' SPIRITO" (ERA MEJO QUANDO SI OCCUPAVA DI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO) – IL COMMENTO STRACULT AL PREMIO BY FULVIO ABBATE: “SUCA FORTE”

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/fulvio-abbate-si-cucina-quel-che-resta-premio-strega-ldquo-400181.htm

 

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ldquo-suca-forte-altro-possibile-commento-letterario-non-400452.htm

 

 

donatella di pietrantonio

Raffaella De Santis per “la Repubblica” - Estratti

 

La piccola carovana del Premio Strega veleggia verso la finale allegramente: chi salirà sul podio stasera? Sarà Donatella Di Pietrantonio come si sente dire da tempo? E chi sarà il duellante: Chiara Valerio o Dario Voltolini?

 

A poche ore dalla finale i sei finalisti non hanno perso il buonumore, ci fosse un premio fair play sarebbe il loro, tanto che la conferenza stampa della vigilia sembra un'assemblea scolastica autogestita. Uffici marketing, agenti e publisher in seconda fila. Dietro la cattedra ci sono loro, i sei, che si dimenticano pure di raccontare i libri. Unica polemica che li punge quella dei vestiti firmati che a qualcuno non sono andati giù e loro ci cascano e cercano di giustificare.

 

dario voltolini, raffaella romagnolo, donatella di pietrantonio, chiara veleria, tommaso giartosio e paolo di paolo

Quest'anno infatti i look dei finalisti sono affidati a grandi stilisti, cosa che ha attirato qualche stilettata sui social. Volevano un po' di glamour, volevano la loro notte degli Oscar, e invece devono spiegare che in fondo a vestirsi alla moda non c'è niente di male e che poi quei vestiti non sanno neanche se possono tenerseli o devono restituirli.

 

In questi casi meglio rispolverare il motto della Corona: never complain, never explain. Di Pietrantonio, autrice de L'età fragile (Einaudi, prima della cinquina): «Se non ci fossero stati gli stilisti avrebbero polemizzato sulla nostra sciatteria». Di Paolo, in gara con Romanzo senza umani (Feltrinelli, in semifinale quarto): «Qual è il dolo? Rimango interdetto rispetto alla stupidità di certe obiezioni».

Donatella Di Pietrantonio vince il Premio Strega Giovani 2024 con 'L'eta fragile'

 

E Chiara Valerio, Chi dice e chi tace (Sellerio), cita Jean Cocteau, «se lui vendeva televisori Ribet-Desjardins, che male c'è? L'editoria è una creatura mitica metà mercato, metà spirito. Jean Cocteau, il centauro, lo sapeva».

 

(...) Il migliore è Dario Voltolini, con Invernale secondo in cinquina (La nave di Teseo), che si presenta con il vestito delle polemiche protetto in una bustona nera, non lo molla mai. 

 

(...)

 

Dei libri nessuna traccia, ma è comprensibile: durante le nove settimane abbondanti del tour forzoso, in tutto diciotto tappe, non hanno parlato d'altro. Raffaella Romagnolo, autrice di Aggiustare l'universo (Mondadori, quinta in semifinale) si è divertita a fare i calcoli: «Partendo da casa mia, Rocca Grimalda, abbiamo percorso 14.700 chilometri, dalla prima tappa di Catania all'ultima di Velletri. Per fare un paragone, la via della Seta è ottomila chilometri…».

chiara valerio

 

A Velletri hanno pure cantato sul palco abbracciati Notte prima degli esami. Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che organizza il premio, sembra il professore ammesso all'assemblea: «Mi è sembrato una specie di circo agguerritissimo in cui ciascun scrittore interpretava più ruoli: un giorno clown, un altro acrobata del pensiero, un altro giocoliere o domatore». Paragone scivoloso. Comunque il circo Strega viaggiava in van.

 

Seguono istantanee: bagni al mare, pisolini, grandi mangiate. Pare che dopo tanti giorni insieme sia aumentato il giro vita. Veniamo alle notizie: la finale sarà stasera, come sempre dal 1953, nel Museo Nazionale di Villa Giulia, come ha ricordato il presidente della Fondazione Giovanni Solimine. Il vincitore è appeso a 700 voti, preferenza secca: tra questi essenziali quelli dei 400 Amici della Domenica, la giuria storica. C'è una novità: il ripristino dello spoglio dal vivo: cento dei voti elettronici saranno annunciati durante la serata. Torna l'urna, ma naturalmente non quella storica dipinta da Mino Maccari.

paolo di paolo

 

 Il tentativo di rendere i libri glamour passa gioco forza per la tv: aumentano le dimensioni del palco, conducono Geppi Cucciari e Pino Strabioli (diretta su Rai 3 dalle 23). Il vincitore dovrà rimettersi in moto, valigia in mano fino all'autunno. Nessun obbligo di dress code.

donatella di pietrantonio coverchiara valerioelly schlein chiara valeriopaolo di paolo - romanzo senza umani - feltrinelliCHIARA VALERIO - CHI DICE E CHI TACE Chiara Valerio, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Tommaso Giartosio, Raffaella Romagnolo, Dario Voltolini

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…