LA VENEZIA DEI GIUSTI - ''LIFE AS A B-MOVIE'': AL DI LÀ DEL PIERO VIVARELLI CHE VUOLE SCOPARE SEMPRE, CHE SI RITROVA SULLO STESSO SET UNA MOGLIE E DUE FIDANZATE, È IL DILM SU UN UOMO DI UNA VITALITÀ ESPLOSIVA CHE DAGLI ANNI DELLA X MAS, DEL PARACADUTISMO, DEI COMUNISTI CUBANI, DEI ''24MILA BACI'', NON LA SMETTE MAI DI ORGANIZZARE SOGNI E MISSIONI IMPOSSIBILI. TRAVOLGENDO PERÒ QUELLI CHE HA VICINO A SÉ, COME IL FIGLIO ALESSANDRO, AL QUALE RUBA UNA FIDANZATA E CHE MORIRÀ…

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Marco Giusti per Dagospia

 

Life As a B-Movie Piero Vivarelli di Niccolò Vivarelli e Fabrizio Laurenti

 

 

 

piero vivarelli piero vivarelli

“Piero era un rocker vero”, sentiamo dire all’inizio di questo ottimo e affettuoso documentario dedicato a Piero Vivarelli, Life As a B-Movie Piero Vivarelli, diretto dal nipote giornalista Nick Vivarelli e da Fabrizio Laurenti,  già regista di horror e di documentari. La vita di Piero non era facile da affrontare, fra un passato turbolento alla X Mas del Principe Borghese, un dopoguerra che lo vede iscritto al Partito Comunista e poi simpatizzante e amico di Fidel Castro, compositore dei primi successi di Adriano Celentano, , “Piero… quello dei 24 000 baci”, ma anche esperto musicologo tanto da seguire costantemente il Festival di Sanremo.

 

piero vivarelli piero vivarelli

E poi il cinema, certo, sia come sceneggiatore, scrive addirittura Django per Sergio Corbucci, che come regista, diviso tra i primi musicarelli girati da assistente per Lucio Fulci, Urlatori alla sbarra, e quelli che gira da solo, Io bacio, tu baciRita la figlia americana. Per non parlare del Vivarelli regista di serie B, ma anzhe C e D, con film come Mister X e Satanik, prodotti da Romano Mussolini, il figlio più giovane del Duce, del Vivarelli impegnato, Oggi a Berlino, e del Vivarelli che scopre l’esotico-erotico con il suo capolavoro, Il dio serpentecon Nadia Cassini. Una vita piena, vissuta facendo poca differenza fra privato e pubblico, tra cinema e realtà.

piero vivarelli partito comunista cubano piero vivarelli partito comunista cubano

 

Tra le tante interviste che sentiamo a collaboratori, critici e amici, tanti gli scomparsi, ahimé, come David Zard, Umberto Lenzi, Franco Rossetti, brillano però quelle alle mogli e alle fidanzate, Enza Minervini, che poi sposò il produttore Gianni Minervini, Veronique Chesnell, celebre cubista nera del Piper, Beryl Cunningham, che girerà i suoi film esotici-erotici, Il dio serpente e Il Decamerone nero.

 

Quello che viene fuori, al di là del Vivarelli che vuole scopare sempre, come sostiene Veronique Chesnell, che si ritrova sullo stesso set una moglie e due fidanzate, è di un uomo di una vitalità esplosiva che dagli anni della X Mas, del paracadutismo, della militanza politica, della canzonetta, non la smette mai di progettare, fare, organizzare sogni e missioni impossibili. Mischiandole col sesso.

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Come il film sulla paracadutista nuda che voleva girare negli ultimi anni con la vera paracadutista Roberta Mancini. Un uomo che non vede tante differenze tra X-Mas e castrismo perché vive tutto come un eterno lancio verso l’avventura, pronto a innamorarsi sempre. Travolgendo però quelli che ha vicino a sé, come il povero figlio Alessandro, che morirà di overdose, al quale ruba una fidanzata di fronte ai suoi occhi, il figlio Oliviero, che pensava di essere figlio di Beryl Cunningham mentre lo era di Veroniqe Chesnell, le tante donne della sua vita. Magari non sempre i film sono all’altezza del progetto, ma le passioni, per il popolo nero, per le donne, per la politica, sono sempre vere. 

 

CELENTANO CELENTANO

 

 

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