the card counter big

LA VENEZIA DEI GIUSTI - DOPO CINQUE MINUTI DI PROIEZIONE DI "THE CARD COUNTER", CONFESSO, ERO GIÀ INCANTATO E AVEVO GIÀ DATO IL MIO LEONE D’ORO PERSONALE A PAUL SCHRADER, SCENEGGIATORE E REGISTA, E QUALSIASI COPPA VOLPI AL SUO PROTAGONISTA OSCAR ISAAC - TI PRENDE IMMEDIATAMENTE E TU SAI SEMPRE DOVE SEI E COSA STAI GUARDANDO. FORSE SOLO MARTIN SCORSESE PUÒ VANTARE LA STESSA FORZA NARRATIVA... - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

the card counter

Il primo giorno della Mostra del cinema di Venezia si chiude alla grande, bisogna ammetterlo. Pedro Almodovar, Paolo Sorrentino, Jane Campion e infine Paul Schrader.  Dopo cinque minuti di proiezione, confesso, ero già incantato e avevo già dato il mio Leone d’Oro personale a Paul Schrader, sceneggiatore e regista di “The Card Counter”, e qualsiasi Coppa Volpi al suo protagonista Oscar Isaac.

 

Perché Schrader magari farà da 45 anni sempre lo stesso identico film, un percorso che parte dalla sceneggiatura di “Taxi Driver” e arriva dritto a “First Reformed” passando per “Mishima” e una serie di altri film meravigliosi, e magari tratterà sempre e solo le anime perdute di peccatori in certa di redenzione, ma sa come trasformarli in grande cinema, in puro racconto.

 

i protagonisti di the card counter 2

Ti prende immediatamente e tu sai sempre dove sei e cosa stai guardando. Forse solo Martin Scorsese, che non a caso compare qui nei titoli di testa come produttore esecutivo, ma anche come suo amico fraterno, può vantare la stessa forza narrativa.

 

i protagonisti di the card counter 1

E pensare che, in questo caso specifico, proprio dopo cinque minuti, il film non ci ha ancora presentato il suo cuore più profondo, cioè il passato violento e sanguinoso, personale certo ma anche profondamente legato a tutta una società, rappresentato dai fantasmi di Abu Ghraib, la violenza e la tortura che gli americani hanno adoperato in tutti questi anni e che proprio ora, con la fuga dall’Afghanista, sta tragicamente tornando d’attualità assieme a tutti i loro incredibili errori politici e militari.

 

oscar isaac 1

Eppure noi sappiamo da subito, proprio in quei cinque minuti che servono a introdurci il protagonista del film, il William Tell di Oscar Isaac, chiuso per otto anni in una prigione militare, e le sue idee sulla vita e sul gioco, che le azioni del suo passato, esattamente come le carte del Black Jack che ha imparato a contare in carcere per capire le percentuali e le probabilità di uscita, sono un peso impossibile da eliminare.

 

paul schrader 1

Sono qualcosa che sta dentro ogni nostro gesto e ogni nostra mossa, che lo si voglia o meno, sono la nostra colpa. Sappiamo anche che in carcere Tell ha letto gli scritti dell’imperatore Marco Aurelio, che si è adattato alla vita della prigione e sappiamo che, come ogni altro personaggio del cinema di Schrader, vive solo per espiare le proprie colpe in base a un codice morale assolutamente personale che si è costruito proprio con la lettura e la pratica del gioco.

 

Malgrado il titolo, non parliamo della sballata traduzione italiana, “Il collezionista di carte”, non è ovviamente un film su una grande partita, come “Cincinnati Kid” o “Lo spaccone”, peraltro citati, ma sul rapporto col proprio passato e come questo influisco con le sue azioni future alla ricerca di un centro morale.

 

tiffany haddish 2

Solitario e taciturno come il Travis Bickle di “Taxi Driver”, il William Tell di Oscar Isaac, seguita a girare di città in città frequentando squallidi motel, che “sbianca” con delle coperte avvolgendo i mobili orrendi e togliendo i quadri dalle pareti, insegnamento che dette a Schrader il grande Ferdinando Scarfiotti ai tempi di “American Gigolo”, e giocando a Black Jack, anche se limitandosi a piccole vincite per non dare nell’occhio.

 

“Perché giochi?” gli chiede la sua amica e poi manager La Lady, interpretata da una strepitosa Tiffany Haddish. “Perché mi piace”. In fondo, pensiamo, è l’unica cosa che sa fare. Il senso delle sue vincite e delle sue azioni troverà un perché quando si ritroverà a contatto con un ragazzo, Tye Sheridan, figlio di un commilitone di Abu Ghraib suicida che cerca di vendicarsi del maggiore John Gordo, cioè Willem Dafoe, un esperto torturatore che non ha affatto pagato per tutto il male che ha fatto.

 

tye sheridan

Ma l’idea di redenzione che ha in testa William Tell non è mai la vendetta. Costruito su pochissimi personaggi e su un’idea fortissima di narrazione, “The Card Counter” è un film perfetto che non può non crescerci dentro e dà un senso anche al nostro inutile veder tanto cinema per cercare di ricordare qualcosa, un po’ come nel Black Jack.

 

Bellissimo e difficile, forse non per tutti, è dominato da una prova esemplare di un Oscar Isaac concentratissimo che non sbaglia una battuta, un movimento. Per la cronaca, Scorsese entrò nella produzione per dare una mano a Schrader quando il film venne bloccato perché una comparsa era risultato positivo al Covid a pochi giorni dalla fine delle riprese.

 

Schrader cercò inutilmente di finirlo lo stesso, attaccò i produttori, definiti smidollati. Poi fece vedere il premontato a Scorsese, che gli dette delle buone idee sul rapporto tra Isaac e la Haddish, che andava approfondito, e decise di metterci il suo nome come produttore esecutivo. Grande film come non se ne vedevano da tempo.

 

tiffany haddish 8tiffany haddish 7paul schrader 2oscar isaac 2oscar isaac 3paul schrader 3paul schraderpaul schrader 4tiffany haddish 3tiffany haddish 1tiffany haddish 10tiffany haddish 11tiffany haddish 6tiffany haddish 4tiffany haddish 5tiffany haddish 9

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)