LA VENEZIA DEI GIUSTI - ALLA FACCIA DEL CINEMA ITALIANO UN PO’ IMBORGHESITO, ARRIVANO I TEMI FORTI. “SPACCAPIETRE”, SECONDA OPERA DI FICTION DEI FRATELLI GIANLUCA E MASSIMILIANO DE SERIO, UNICO FILM ITALIANO ALLE GIORNATE DEGLI AUTORI, PUÒ ANCHE ESSERE VISTO COME UN SOLIDO WESTERN MODERNO O COME UN FILM DI REALISMO FORDIANO O ALLA COURBET – SALVATORE ESPOSITO SI LIBERA DAL RUOLO DI GENNY SAVASTANO PER QUESTO RUOLO DOVE IL SUO CORPO DIVENTA PURA PROTEZIONE PER IL FIGLIO…

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Spaccapietre di Gianluca e Massimiliano De Serio

Marco Giusti per Dagospia

 

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Alla faccia del cinema italiano un po’ imborghesito, arrivano i temi forti. Quando Salvatore Esposito, nei panni di Giuseppe, bracciante distrutto dalla vita, vedovo, senza lavoro e con un occhio leso, fa giurare al figlioletto Anto’, Samuele Carrino, di rispettare la morale del nonno spaccapietre sulla sua piccozza, mai farsi mettere i piedi in testa, noi sappiamo già che non si potranno sopportare in eterno le ingiustizie e che prima o poi quella piccozza verrà usata da uno dei due.

 

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Pur rigorosissimo nella sua messa in scena quasi documentaristica e nella ricerca della realtà della vita dei braccianti nel nostro sud e dei dimenticati della terra di oggi, migranti africani o poveri italiani che siano, “Spaccapietre”, seconda opera di fiction dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio, unico film italiano alle Giornate degli Autori, può anche essere visto come un solido western moderno o come un film di realismo fordiano o alla Courbet.

 

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Visto che il grande dipinto di Courbet perduto durante la guerra, intitolato appunto “Spaccapietre”, possiede già parte di quel realismo al quale tendono anche artisticamente i De Serio. E nel dipinto sono presenti appunto un padre e un figlio. Non ci sono morali alla “Favolacce”, giudizi fofiani sull’Italia di oggi, solo una solida documentazione sul campo sul caporalato in Puglia, sulla vita degli ultimi, sui legami che possono unire un padre a un figlio.

 

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Salvatore Esposito si libera dal ruolo di Genny Savastano per questo ruolo dove il suo corpo diventa pura protezione per il figlio. Il cattivo, davvero minaccioso, è Vito Signorile. La bellissima fotografia è di Antoine Hérbelé e la musica, molto minimalista, del Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo. In uscita il 7 settembre 

 

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