jagger heresy

LA VENEZIA DEI GIUSTI - MICK JAGGER E DONALD SUTHERLAND NEL NEO-NOIR THRILLER ‘HERESY’ CHIUDERANNO LA MOSTRA DEL CINEMA. E QUESTO È SICURO. COME È SICURO CHE IL FESTIVAL SI APRIRÀ CON ‘THE TRUTH/LA VERITÉ’, PRIMO FILM OCCIDENTALE DI HIROKAZU KORE-EDA – TRA GLI ITALIANI MARTONE, UNA NUOVA BIOGRAFIA DEL PITTORE ANTONIO LIGABUE CON ELIO GERMANO, IL ‘MARTIN EDEN’ DI PIETRO MARCELLO E FRANCO MARESCO CON UNA SORTA DI SEQUEL DEL FAVOLOSO ‘BELLUSCONE’. QUASI SICURA L’ESCLUSIONE DI SCORSESE

Marco Giusti per Dagospia

 

The Burnt Orange Heresy

Mick Jagger e Donald Sutherland nel neo-noir thriller ambientato nel mondo dell’arte contemporanea The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi chiuderanno la Mostra del Cinema di Venezia il 7 settembre. E questo è sicuro.

 

Come è sicuro che il festival si aprirà il 28 agosto con The Truth/La verité, primo film occidentale di Hirokazu Kore-Eda con Catherine Deneuve e Juliette Binoche. Per gli altri film del concorso dobbiamo aspettare la mattina del 25 luglio, quando la lista sarà ufficializzata. Ma già si leggono liste più o meno attendibili sui siti americani, che ne sanno più di noi. Spuntano così una ventina di titoli che dovrebbero essere supersicuri.

donald sutherland

 

Per gli italiani Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone, trasposizione cinematografica della bellissima versione teatrale di Martone del capolavoro di Eduardo, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, una nuova biografia del pittore Antonio Ligabue con Elio Germano protagonista, il Martin Eden di Pietro Marcello, già salutato come la sua opera maggiore, ma rifiutato al concorso di Cannes lo scorso maggio, e soprattutto La mafia non è più quella di un tempo di Franco Maresco, sorta di sequel del favoloso Belluscone, una specie di film definitivo sul concetto di mafia con Ciccio Mira e la strepitosa fotografa Letizia Battaglia. Maresco e Marcello sarebbero in concorso a Venezia per la prima volta.

mick jagger

 

E sarebbe un bene per tutti. Spunta poi, sembra sicurissimo, l’affare Dreyfus in versione Roman Polanski, J’accuse, con Louis Garrel, Emmanuelle Seigneur, Jean Dujardin, Mathieu Amalric, filmone costosissimo prodotto da Gaumont e dal nostro Luca Barbareschi. Vedete che qualcosa di buono lo fa…

 

Per gli americani arrivano il fantascientifico d’autore Ad Astra di James Gray con Tommy Lee Jones e Ruth Nigga, la versione dei Panama Papers di Steven Sodenbergh The Laundromat con Meryl Streep e Gary Oldman, First Cow di Kelly Reichardt, regista molto amata da Venezia e ancora più amata in una edizione con una presidentessa di giuria come Lucretia Martel,Against All Enemies di Benedict Andrews con Kirsten Stewart supermilitante, Marriage Story di Noah Baumbach con la coppia Scarlett Johansson e Adam Driver, il curiosissimo Jojo Rabbit di Taika Waittiti dove un ragazzino ha come amico immaginario il signor Adolf Hitler interpretato dallo stesso regista.

 

LA VERITE'

Dal Cile ci arriva l’ultimo film di Pablo Larrain, Ema, con Gael Garcia Bernal e Santiago Ribera, il brasiliano Fernando Mereilles propone un film che farà molto discutere i giornali italiani, The Pope, con Anthony Hopkins come Papa Benedetto XVI che abdica a favore di Papa Francesco, interpretato da Jonathan Pryce. Imperdibile davvero. Roy Andersson, lo svedese che vinse nel 2014 il Leone d’Oro, propone un altro film di scenette comico-artistiche, About Endlessness. Un altro Leone d’Oro, Lorenzo Vigas, si ripresenterebbe con il film messicano Chihuahua.

 

martone il sindaco del rione sanità

Dalla Francia dovrebbero arrivare il nuovo Philippe Garrel, e il nuovo Robert Guédiguian. Sembra che non siano così sicuri, come sembravano, The Goldfish di John Crowley e l’atteso Joker con Joaquin Phoenix dietto da Todd Phillips, film rischioso perché già considerato troppo artistico rispetto alla logica dei supereroi. Non sono così sicuri neanche il nuovo film dei Safdie Brothers, Uncut Gems con Adam Sandler, né Lucy in the Sky di Noah Hawley, lo strepitoso sceneggiatore autore del Fargo televisivo. Quasi sicura l’esclusione del film più atteso dell’anno, The Irishman di Martin Scorsese prodotto da Netflix con Robert de Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Dovrebbe andare a Roma, dove Scorsese è già prenotato per una masterclass.

 

martin scorsese e antonio monda

Non compaiono in tutte le liste, invece, Nomadland di Chloe Zhao con Frances Mc Dormand nei panni di una donna che perde tutto nella grande recessione e diventa una nuova nomade, e A Rainy Day in New York di Woody Allen, il film bloccato dal Me Too da un paio d’anni. Mi sa che non lo vedremo nemmeno a Venezia. Attesi, ma con pochissimi riscontri, anche Wendy di Benh Zeitling, geniale regista di Beasts of The Southern Wild, Ford v Ferrari, ricostruzione di James Mangold con Christian Bale e Matt Damon della Les Mans del 1966.

 

Tra le serie sono invece attese le prime puntate di Zero, Zero, Zero di Stefano Sollima dal libro di Roberto Saviano e di The New Pope di Paolo Sorrentino. Inutile dire che papi e donne forti sembrano dettar la linea di questa edizione che avrà come main sponsor addirittura il vecchio Armani. Ma per avere tutte le conferme dobbiamo aspettare fino a giovedì mattina.

donald sutherland

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