LA VENEZIA DEI GIUSTI –  ALTRO CHE BRIATORE E IL BILLIONAIRE, LE PAPI GIRL DI VILLA CERTOSA, LE SPECULAZIONI DI BERLUSCONI SULLA COSTA, “ASSANDIRA” DI SALVATORE MEREU PUNTA A QUALCOSA DI PIÙ PROFONDO CHE COINVOLGE L’IDENTITÀ SARDA E LA CORRUZIONE CHE ARRIVA DAL MONDO ESTERNO - È UN OGGETTO COMPLESSO DA DECIFRARE, MA DI CULTO ASSOLUTO, SIA PER LO SVILUPPO DELLA STORIA, PRATICAMENTE UN GIALLO CON FINALONE NON FACILE DA PREVEDERE, SIA PER LE SUE TANTE AMBIGUITÀ CHE TOCCANO I TRE PROTAGONISTI – VIDEO

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Venezia77/Assandira di Salvatore Mereu

Marco Giusti per Dagospia

 

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Altro che Briatore e il Billionaire, le Papi Girl di Villa Certosa, le speculazioni di Berlusconi sulla costa, “Assandira” di Salvatore Mereu, tratto dal romanzo omonimo dello scrittore Giulio Angioni, punta a qualcosa di più profondo che coinvolge l’identità sarda e la corruzione che arriva dal mondo esterno. Per questo ci voleva come protagonista un personaggio difficile, marginale, che parla un dialetto per noi incomprensibile come il Gavino Ledda, già autore di “Padre padrone” dei Taviani, era la sua storia, e regista di un unico rarissimo film, “Hybris”. 

 

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Grazie alla presenza di Gavino Ledda nel ruolo di Costantino Saru, un padre che non riesce più a essere padrone neppure della sua terra né a mantenerne intatti i valori, “Assandira” diventa un oggetto complesso da decifrare, ma di culto assoluto, sia per lo sviluppo della storia, praticamente un giallo con finalone non facile da prevedere, sia per le sue tante ambiguità che toccano i tre protagonisti.

 

Un incendio, che sia doloso?, ha distrutto l’agriturismo di “Assandira”, provocando la morte del padrone, Mario, Marco Zucca, e ferendo sua moglie Grete, Anna Konig, all’ultimo mese di gravidanza. Un commissario cerca di farsi spiegare dall’unico sopravvissuto, il vecchio padre di Mario, Costantino, Gavino Ledda, come sono andate davvero le cose.

 

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Costantino inizia cosìun lungo racconto, alternandolo però alle sue considerazioni sulla vita e cercando di tralasciare le parti più esplicite, pensando che “certe cose non si possono dire”. Di fatto, il figlio e la nuora, la prosperosa tedesca Grete, nel romanzo era danese, sono tornati dalla Germania e hanno convinto Costantino a dar loro la terra per costruire un agriturismo dove portare allegri turisti stranieri in vena di stranezze.

 

Mario e Grete offriranno loro un po’ di brividi sardi, banditi con la doppietta, animali, oltre a balli, a gare di “fuoco dentro”, il sigaro che si fuma con la parte accesa dentro alla bocca. Allo stesso tempo, Grete che non può avere figli da Mario, il suo seme non arriva, si fa fecondare artificialmente a Berlino da Costantino, provocando in lui una sorta di richiamo sessuale che sembrava ormai sopito.

 

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E’ attorno a questa sessualità, che Mario e Grete iniziano a costruire qualcosa che coinvolgerà il vecchio padre, che alla fine scoprirà i loro segreti e i segreti di Assandira. Presentato fuori concorso, è un film che invece avrebbe potuto ben figurare nel concorso maggiore.

 

Mereu, autore di pochi film, “Bellas Mariposas” e “Ballo a tre passi”, ha uno sguardo lucido sulla realtà della Sardegna e la corruzione dei suoi abitanti. E riesce a non dare tregua ai suoi personaggi, moltiplicandone le stravaganze e i disfunzionamenti. Sono tutti e tre bravissimi, ma certo Gavino Ledda, a tanti anni di distanza da “Padre, padrone” dei Taviani, è una sorpresa che non ci aspettavamo.

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