jeremy allen white - bruce springsteen

LA VITA DEL “BOSS” DIVENTA UN FILM! - JEREMY ALLEN WHITE INTERPRETERÀ BRUCE SPRINGSTEEN NEL BIOPIC DEL ROCKER AMERICANO DIRETTO DA SCOTT COOPER - LA PELLICOLA RACCONTERÀ GLI INIZI DEL SUCCESSO DI SPRINGSTEEN, DAI CONCERTI NEI BAR DEL NEW JERSEY ALLA FAMA GLOBALE CHE L'HA TRAVOLTO - CHI È JEREMY ALLEN WHITE, ATTORE CHE COMBATTE CON UNA DIPENDENZA DALL'ALCOL CHE GLI È COSTATA UN DIVORZIO - IL SUCCESSO DELLA SERIE "THE BEAR", DI CUI WHITE È PROTAGONISTA - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Chiara Maffioletti per il “Corriere della Sera”

 

jeremy allen white 5

Tolto il grembiule si prepara a imbracciare la chitarra Jeremy Allen White. Da «The Bear» a «The Boss» il passo è piuttosto lungo, ma servirà per confermare il successo esploso negli ultimi due anni grazie alla serie amatissima (disponibile su Disney+) in cui l’attore interpreta il tanto talentuoso quanto tormentato chef italoamericano Carmen Berzatto, per tutti Carmy.

 

[…] Dopo due stagioni della serie — il 14 agosto uscirà, super attesa, la terza (e proprio ieri è stato diffuso il primo trailer) — passate a risollevare le sorti del suo ristorante di Chicago, Jeremy White è diventato ora non solo famosissimo ma anche un sex symbol: le magliette bianche a favore di bicipite, i capelli biondi scompigliati e impomatati, gli occhi azzurri tristi e un po’ dannati con cui ha fatto conoscere il suo personaggio avevano aperto la strada, una campagna pubblicitaria di intimo a livello mondiale l’ha spianata.

 

Così, dopo mesi di indiscrezioni, un film di successo come «The Warrior» e infiniti corteggiamenti, è arrivata l’ufficialità: sarà lui a interpretare Bruce Springsteen nel film diretto da Scott Cooper che si concentrerà sugli anni in cui il cantautore, ai suoi inizi, cercava di gestire la fama globale che lo aveva investito. Un po’ quello che sta facendo adesso anche l’attore, la cui vita ultimamente è stata stravolta da più di un punto di vista.

 

 

jeremy allen white 4

Nel momento più alto della sua carriera sta infatti affrontando un doloroso divorzio dalla mamma delle sue due figlie, l’attrice Addison Timlin, che lo avrebbe allontanato da loro per via della sua dipendenza dall’alcol. Nella battaglia legale per l’affidamento delle piccole, Allen White non è risultato sobrio per almeno due volte in cui gli è stato fatto il test.

 

Una fragilità che, fatalmente, rischia di diventare la sua cifra. Credibilissimo quando affonda nei tormenti del suo Carmy, geniale chef stellato che lascia tutto per ripartire dallo scalcagnato locale di Chicago ereditato dal fratello morto suicida. Gli stessi tormenti che, ora, porterà nel biopic su Springsteen.

 

Il film si sviluppa nell’epoca in cui, mentre stava registrando il leggendario album «Born in the Usa», il cantautore in contemporanea scriveva e registrava in camera sua, con mezzi assolutamente non sofisticati, «Nebraska», album pubblicato nel 1982, considerato fondamentale per la crescita dell’artista. Un disco ancora oggi venerato dai fan e considerato un imprescindibile per comprendere a pieno la poetica del Boss.

 

bruce springsteen nel 1970

Il film, in altre parole, vuole restituire l’anima della rockstar scavando lì dove meno è stato fatto. Per riuscirci, Springsteen è stato coinvolto, così come anche il suo manager Jon Landau e, a quanto pare, hanno entrambi approvato la figura dell’attore, che ha deciso di tuffarsi nella fortunata serie di film dedicati alle star della musica […]

 

Tenebroso, con un fare a metà tra il divo e l’indolente, ai Golden Globe ha spiegato che continua «a fare una vita normale, anche se la gente vuole parlare soprattutto delle mie foto in slip». In realtà, in molti vogliono parlare anche di quelle scattate dai paparazzi con la cantante spagnola Rosalia, che hanno contribuito a rilanciare la Dolce vita hollywoodiana. Lui sembra scivolare su tutto questo. […]

jeremy allen white 3fender telecaster springsteenbruce springsteen al bolognesejeremy allen white 1jeremy allen white jeremy allen white e rosalia jeremy allen whiteSTEVIE VAN ZANDT bruce springsteenjeremy allen white 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?