vito petrocelli russia bandiera

VITO MEDIO – NESSUNO VUOLE IL COMPAGNO PETROCELLIV, IL SENATORE E PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ESTERI A PALAZZO MADAMA, ESPULSO DAL M5S DOPO IL TWEET SULLA FESTA DELLA LIBERAZIONE, CON LA Z SIMBOLO DELL’INVASIONE RUSSA IN UCRAINA SCRITTA IN MAIUSCOLO - ANCHE LA CAPOGRUPPO DEL MISTO, LOREDANA DE PETRIS, VUOLE LE DIMISSIONI DI PETROCELLI DALLA COMMISSIONE ESTERI, MA NON PUÒ ESPELLERLO DAL GRUPPO PARLAMENTARE...

Domenico Di Sanzo per https://www.true-news.it/

 

 

GIUSEPPE CONTE VITO PETROCELLI

Oggi pomeriggio, al massimo domani, il senatore e presidente della Commissione Esteri a Palazzo Madama, Vito Petrocelli, sarà espulso dal M5s. La procedura era stata già avviata dopo la mancata fiducia al governo sul decreto Ucraina, poi il tweet di Petrocelli sulla Festa della LiberaZione, con la Z simbolo dell’invasione russa in Ucraina scritta in maiuscolo ha suscitato un vero fiume di indignazione da parte di tutte le forze politiche.

 

 

De Petris non vuole il compagno Petrov

Ora resta il nodo delle dimissioni da presidente della Commissione, passo che il parlamentare, soprannominato dai colleghi compagno Petrov, non sembra intenzionato a compiere. Ma c’è anche un’altra questione, che investe direttamente il gruppo Misto, a cui Petrocelli verrebbe iscritto d’ufficio una volta completata la procedura di espulsione dai Cinque Stelle. A parte qualche senatore ex M5s che condivide le sue stesse posizioni, è forte l’imbarazzo nel gruppone degli apolidi per la presenza dell’ormai ex grillino smaccatamente filo russo.

 

 

IL TWEET DI PETROCELLI CON LA Z DI PUTIN

Una volta cacciato dal Movimento, la patata bollente chiamata Petrov sarebbe nelle mani della capogruppo del Misto al Senato Loredana De Petris, della componente LeU-Ecosolidali. “Lei vuole che Petrocelli si dimetta subito da presidente della Commissione Esteri – spiega a true-news.it una fonte parlamentare vicinissima a De Petris – e per quanto riguarda il Gruppo Misto, però, la capogruppo non può espellerlo dal gruppo parlamentare, si tratta di una questione da risolvere insieme a tutti gli altri gruppi politici e a livello istituzionale con la presidente del Senato Casellati”.

 

 

Petrocelli, divenuto in men che non si dica il paria del Parlamento, non sarebbe gradito nemmeno nel Misto, la casa dei senza-casa della politica. Ma la capogruppo De Petris ha le mani legate, nonostante lei stessa sostenga che le sue posizioni sulla guerra in Ucraina siano prima di tutto incompatibili con la guida della Commissione Esteri.

 

Stallo burocratico anche in Senato

Siamo di fronte all’ennesima aporia burocratica del caso-Petrocelli.

 

vito petrocelli 7

 

Che per trarsi d’impaccio con i tanti colleghi del Misto che non lo accoglierebbero a braccia aperte potrebbe almeno scegliere di aderire a una componente ex grillina, come quella oltranzista e anti-Nato di Alternativa o con Italexit di Gianluigi Paragone. Ma neppure in questi partiti nessuno – fatta eccezione per la senatrice Bianca Laura Granato che in un video ha affermato che Putin combatte contro il nuovo ordine mondiale – è mai arrivato a tal punto da rivendicare provocatoriamente la sua simpatia per quella che il Cremlino chiama “operazione militare speciale” in Ucraina.

 

E poi ormai la sola evocazione del nome di Petrocelli, considerato l’importante ruolo che ricopre, può mettere in imbarazzo chiunque.

 

vito petrocelli 6

Stando a quanto trapela da fonti del gruppo a Palazzo Madama, il problema risiederebbe nel fatto che ogni senatore viene iscritto d’ufficio al Misto una volta che viene allontanato dal suo gruppo parlamentare di elezione. È impossibile, dunque, prendere provvedimenti a livello di gruppo parlamentare, e a poco servirebbero le proteste di chi non vuole condividere i banchi con l’ormai reprobo “compagno Petrov”.

 

 

vito petrocelli 2

Lo conferma a true-news.it il senatore ex M5s Mattia Crucioli, espulso per la mancata fiducia al governo Draghi a febbraio dell’anno scorso. “Io stesso dopo l’espulsione decisa dal Movimento 5 Stelle – spiega Crucioli – mi sono ritrovato iscritto automaticamente al Gruppo Misto una volta conclusa la procedura da parte del collegio dei probiviri, poi non ho fatto ricorso e ci sono rimasto, dando vita alla componente di Alternativa”.

vito petrocelli 4vito petrocelli 1VITO petrocellivito petrocelli 5

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO