cana one

2022: ODISSEA NELL'OPEN BAR - UNA STARTUP AMERICANA HA INVENTATO "CANA ONE", LA PRIMA STAMPANTE MOLECOLARE DI BEVANDE AL MONDO - PER FUNZIONARE, LA STAMPANTE UTILIZZA DELLE CARTUCCE CON ZUCCHERO E AROMI E UNA BOMBOLA DI ANIDRIDE CARBONICA PER LE BOLLICINE PER CREARE CENTINAIA DI BEVANDE DIVERSE, DAL CAFFÈ AI COCKTAIL, PASSANDO PER DRINK ENERGIZZANTI, SUCCHI DI FRUTTA E ADDIRITTURA VINI - MA MOLTI SI CHIEDONO SE...

Raffaele D'Ettorre per “il Messaggero”

 

Cana One

Ha l'aspetto compatto di una macchinetta da caffè ma riesce già a mixare bevande di ogni genere. Il suo segreto? Sfruttare il potere della molecola. Cana One è la prima stampante molecolare di bevande al mondo: partendo da un 90% di acqua, riesce a dosare i giusti livelli di caffeina, alcol e anidride carbonica per miscelare da zero il nostro drink preferito.

 

Per funzionare richiede delle cartucce con zucchero e aromi, più una bombola di anidride carbonica per le bollicine. Con una singola cartuccia è possibile creare sul momento centinaia di bevande diverse, dal caffè ai cocktail, passando per drink energizzanti, succhi di frutta e addirittura vini.

 

Cana One

L'IDEA

Nasce tutto da un'idea semplice: in un mondo fatto di molecole, capirne il funzionamento e averne il controllo significa poter ricreare da zero qualunque cosa, anche bevande e cibi. Ed è proprio seguendo questo principio che hanno lavorato senza sosta gli scienziati della startup californiana Cana, in un percorso triennale che li ha visti impegnati a isolare sapori e aromi per imbrigliarli poi in una molecola.

 

Cana One

Il modello di business è quello dell'on-demand: le cartucce vengono sostituite gratuitamente ma i clienti pagheranno per i drink, con un costo che varia dai 29 centesimi ai 3 dollari, mentre la macchina sarà venduta al dettaglio già a partire dal prossimo anno, ad un costo iniziale di 499 dollari. Abbiamo immaginato a lungo un futuro alla Star Trek dove bevande e alimenti potessero essere creati da zero sfruttando tecnologie avanzate.

Cana One

 

Oggi quel futuro è finalmente alla nostra portata, con implicazioni importantissime per quel che riguarda la sostenibilità: dalle cucine dei ristoranti fino ai viaggi spaziali, la stampa alimentare 3D potrebbe rappresentare la soluzione definitiva alla crisi globale dei rifiuti. Una sola cartuccia consentirà di creare centinaia di bevande diverse, il tutto con zero rifiuti da contenitori di plastica, alluminio e vetro, mentre verrà abbattuto anche l'inquinamento dovuto alla produzione e al trasporto delle materie prime.

 

Cana One

Una svolta storica per un'industria, quella delle bevande, che da sempre si pone come una delle meno responsabili quando si parla di ecosostenibilità, dato che ogni anno utilizza oltre 100 milioni di acri di terra, richiede centinaia di trilioni di litri di acqua ed emette 543 milioni di tonnellate di CO2 per produrre oltre 1 trilione di contenitori per bevande monouso.

Cana One

 

IL QUESITO

Rimane però aperta una domanda, quella che più di tutte in questo caso può fare la differenza tra una meteora tecnologica e un prodotto destinato a cambiare per sempre le nostre vite: che sapore hanno questi drink? E soprattutto, possono competere con quelli creati dalle mani esperte di un barman o con la smisurata conoscenza di un sommelier navigato? E ancora, potranno reggere la prova del gusto anche fuori dagli States, specie in territori come l'Italia dove la tradizione vinicola è fortemente radicata e da sempre punta all'eccellenza?

Cana One

 

Cana One è ancora in pre-ordine e il rischio oggi è quello di chiedere all'oste che sapore abbia il suo vino, ma la stessa azienda su questo non si è esposta più di tanto, parlando tutt' al più di «ricreare da zero le nostre bevande preferite utilizzando quegli ingredienti completamente naturali che già conosciamo e amiamo, dalla molecola in su». Lo stesso Bharat Vasan, presidente di The Production Board (l'azienda che finanzia Cana), si è limitato a descrivere Cana One come «il Netflix del settore beverage».

Cana One

 

IL METODO

Un'affermazione che lascia ben presagire circa la vastità dell'offerta ma che poco o nulla dice sulla sua qualità. Staremo a vedere. Resta il fatto che la tecnologia di queste macchine si è evoluta a dismisura negli ultimi anni, tanto che oggi è già possibile stampare anche il cibo, utilizzando un materiale viscoso per creare mousse, puree, pizza e addirittura bistecche. Il settore è stato a lungo inaccessibile per via dei costi proibitivi di queste macchine, ma è una barriera che pian piano sta crollando.

Cana One

 

Già da un paio d'anni esistono in commercio stampanti tridimensionali a meno di 100 euro, con l'unica pecca che bisogna montarsele da soli. Parliamo ovviamente di stampanti 3D standard, ma oggi prodotti come Cana One, distribuiti ad un prezzo di lancio relativamente contenuto, lasciano ben sperare se la prova del gusto non ci lascerà con l'amaro in bocca - circa la diffusione di queste macchine anche all'interno delle nostre case, aprendo così la strada verso un futuro sostenibile dove l'emergenza rifiuti potrebbe presto diventare soltanto un brutto ricordo.

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