maddalena urbani

C'E' UN'OMBRA NELLA MORTE DELLA 20ENNE MADDALENA URBANI, FIGLIA DELLO SCIENZIATO CHE HA SCOPERTO LA SARS - AVEVA INCONTRATO UNO SPACCIATORE IN ZONA SAN GIOVANNI POCO PRIMA DI MORIRE PER UN COCKTAIL DI METADONE, BENZODIAZEPINE E COCAINA - L'UOMO NON È STATO IDENTIFICATO MA UN'AMICA DELLA RAGAZZA HA FORNITO UNA DESCRIZIONE AI PM - SAREBBE LUI LO SPACCIATORE CHE LE HA VENDUTO LA DROGA CHE L'HA UCCISA…

Adelaide Pierucci per "il Messaggero"

 

maddalena urbani 3

Maddalena Urbani aveva incontrato un pusher a San Giovanni meno di ventiquattr' ore prima di morire per overdose a Roma Nord in casa di Rajab Abdulaziz, un siriano poi finito ai domiciliari proprio per quel decesso. E lo spacciatore di San Giovanni, ad oggi, non è stato identificato. Manca un tassello, quindi, per ricostruire la morte della ventenne umbra, figlia dello scienziato che ha scoperto la Sars.

 

Dall'ordinanza del tribunale del Riesame che ha respinto la scarcerazione di Abdulaziz, arrestato con l'accusa di omicidio volontario per non aver fatto nulla per salvare la ragazza, è emerso che il giorno prima della morte, poco dopo il suo arrivo a Roma con l'amica Kaoula El Haouzi, Maddalena Urbani aveva incontrato un giovane. E da quell'incontro l'amica l'aveva vista tornare con una busta di pane, dove, come le aveva detto la ragazza, «c'era anche dell'altro», si legge nelle motivazioni.

MADDALENA URBANI

 

LO ZIO

Kaoula (pure lei indagata per non aver chiamato tempestivamente i soccorsi) aveva riferito che il 26 marzo aveva deciso di accompagnare Maddalena da Perugia a Roma, dove sapeva che avrebbe dovuto far visita a dei parenti. Circostanza che le era sembrata possibile viste con le telefonate con «un certo zio» (in realtà la Urbani chiamava il siriano «Zio Cassi») con il quale l'aveva sentita parlare di come arrivare nella zona di San Giovanni per incontrare un ragazzo.

 

maddalena urbani

«Il racconto di Kaoula El Haouzi - scrive il Riesame - veniva confermato dalle chat che dimostravano che c'erano stati contatti tra l'Urbani ed il presunto zio, poi identificato in Rajab, e che quest' ultimo aveva fornito indicazioni su come raggiungere San Giovanni per incontrare qualcuno, suggerendole di non far assistere l'amica». La testimone ha raccontato che la Urbani era nervosa. E che quando aveva visto «un uomo», non identificato, si era calmata e si era allontanata con lo sconosciuto.

 

Le due ragazze si erano poi spostate in zona Cassia (da Rajab). Arrivate nel quartiere, erano entrate in un negozio di alimentari dove la Urbani era svenuta dopo aver bevuto un bicchiere di vino. Da qui la conclusione del Riesame: «Rajab assuntore di stupefacenti e spacciatore aveva fornito alla ragazza indicazioni per un incontro che si era concluso con un probabile acquisto di droga portata nella sua casa grazie alla busta del pane».

maddalena urbani da piccola con la mamma e il papa

 

NESSUN SOCCORSO

Le ragazze avevano quindi raggiunto casa del siriano, che era ai domiciliari per spaccio e che per 15 ore, nonostante le condizioni di Maddalena precipitassero, non aveva richiesto un'ambulanza, ma si era limitato a chiamare a due amici, tra cui un tossicodipedente, pagato con una dose di eroina, che non aveva completato gli studi di medicina. Dall'autopsia è poi emerso che Maddalena è morta per un cocktail di metadone, benzodiazepine e cocaina.

 

Che tipo di droga abbia fornito il pusher di San Giovanni rischia di restare un giallo. Il difensore del siriano, Andrea Palmiero, ha sempre ribadito che il suo assistito non aveva ceduto stupefacente alla Urbani - l'accusa di spaccio è caduta - e che solo per ignoranza aveva soltanto sottovalutato le reali condizioni della ragazza. Secondo i giudici, invece, Rajab sapeva che Maddalena aveva assunto droga e non aveva chiamato i soccorsi per non avere ulteriori grane con la giustizia.

maddalena urbani 2

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