pozzuoli coronavirus minacce

''NOI CI DOBBIAMO SFOGARE, SENNÒ DOBBIAMO FARE LE RAPINE O UCCIDERE LA GENTE. NOI SIAMO CAPACI DI AMMAZZARE'' - VIDEO: A POZZUOLI NUOVO CAPITOLO HORROR DOPO LA FESTA PER STRADA, CON LE PERSONE CHE DALLE FINESTRE URLANO AI CARABINIERI MINACCE PESANTISSIME, SEGUITE DA APPLAUSI DEL VICINATO - I SINDACI DEL SUD: SE LO STATO NON SI SBRIGA, LASCIA IL CAMPO AI VIOLENTI. MASTELLA MINACCIATO: ''LA FAME E LA RABBIA SONO REALI. È SALTATA L'ECONOMIA DEL SOMMERSO. STO USANDO LA DITTA CHE SERVIVA I PASTI ALLE SCUOLE PER...''

 

Gennaro Del Giudice per www.ilmattino.it

 

POZZUOLI MINACCE AI CARABINIERI

Un intero rione trasformato in zona franca, tutti in cortile a cantare, ballare e ad abbracciarsi come se nulla fosse: adulti, ragazzini e anziani. E gli altri, quelli che in casa ci restano, affacciati ai balconi non smettono di applaudire. Neanche quando dall'altoparlante un pregiudicato urla contro i carabinieri, arrivati a riportare ordine: «Siamo disperati, siamo disperati a morte e non possiamo mangiare. Non avete capito, in una cosa dobbiamo sfogare, altrimenti dobbiamo fare le rapine o uccidere la gente. Noi siamo capaci di uccidere la gente».

 

 

Eccolo, il pomeriggio di follia andato in scena domenica a via Napoli, tra le case popolari del rione marocchini a Pozzuoli, zona della città che durante la seconda guerra mondiale ospitò l'esercito del Marocco. Una festa non organizzata, iniziata dopo pranzo quando uno dei residenti - poi identificato per un 51enne con precedenti per furto, ricettazione e contrabbando - con in mano un microfono ha iniziato a cantare dal balcone della sua abitazione al terzo piano un repertorio di canzoni neomelodiche. Un «concerto» che ha galvanizzato la gente del rione, che si è riversata nei vicoletti alle spalle del lungomare Sandro Pertini.

 

POZZUOLI MINACCE AI CARABINIERI

Uno show in crescendo: l'uomo è stato presto invitato a scendere anch'egli in cortile dove ha dato vita a un ballo subito ripreso con i cellulari e postato in diretta su Facebook. Insieme a lui altri pregiudicati che hanno animato il pomeriggio di follia, a dispetto delle restrizioni e delle misure anticontagio. Tutto è finito sui social, con i video che sono diventati virali: in strada oltre cinquanta persone, molte delle quali senza mascherine, che si sono dileguate all'arrivo dei carabinieri accolti con fischi e insulti quando, una prima volta alle 16 e poi alle 19, sono intervenuti su segnalazione di alcuni residenti.

 

«Non siamo pentiti, volevamo solo sfogare perché non ce la facevamo più a stare nelle case. Speriamo che adesso non ci denuncino» ha commentato un giovanissimo partecipante alla festa, che è arrivata all'indomani della morte dell'autista volontario del 118 e nel giorno dell'impennata dei contagi in città, saliti a 23 a cui si aggiungono cinque decessi.

 

festa pozzuoli

Il 51enne protagonista della festa è stato raggiunto ieri mattina nella sua abitazione in via Traversa Corso Umberto I dai carabinieri ed è stato identificato: insieme agli altri ripresi nei video rischia una sanzione amministrativa e l'obbligo della quarantena. I controlli nella zona sono andati avanti per l'intera giornata di ieri ed oltre cento sono state le persone fermate.

 

«Da oggi in poi fermate anche i cani» si è sentito dalla radio di una volante che ieri mattina presidiava proprio l'ingresso del rione marocchini. «Il mio ringraziamento va alla polizia municipale, alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato e in particolare ai Carabinieri che in queste ore stanno identificando questi personaggi», ha detto il sindaco Vincenzo Figliolia che insieme al consiglio comunale di Pozzuoli ha stigmatizzato l'accaduto. «Si sta procedendo con le relative sanzioni.

 

Grazie soprattutto alla maggioranza della popolazione, corretta e rispettosa delle regole e di cui vado fiero. Ci sono migliaia di persone in queste ore che stanno rispettando le restrizioni per far rientrare l'emergenza sanitaria e poter tornare prima possibile alla normalità. Ed è inammissibile che ci siano ancora soggetti che credono di essere invulnerabili».

 

 

 

 

 

festa pozzuoli

2. SPECULATORI. L'ITALIA ALLO STREMO E GLI APPROFITTATORI. I SINDACI DEL SUD: SE LO STATO NON SI SBRIGA, LASCIA IL CAMPO LIBERO AI GRUPPI VIOLENTI

Marco Lillo per “il Fatto quotidiano”

 

"Allora picciotti nuatri dobbiamo mettere in conto che se scenniamo giù 'a galera ne facciamo. Chistu e poco ma è sicuro. Pecché se tutti dentro il supermercato di Zamparini (Conca D' oro, grande centro commerciale di Palermo) e mettiamo le macchine a fare barriera vediamo se gli sbirri entrano da dentro. Possiamo rompere le corna pure al Signore".

 

Questo audio, finora inedito, è circolato giovedì a Palermo nelle chat che programmavano l' assalto ai supermercati. In dialetto un signore descrive il piano e mette in conto le conseguenze: la galera. Per fortuna c' era la Polizia ad aspettarli. Nulla è successo. Poi è arrivato il decreto Conte con i 400 milioni da spargere subito. Poco più di una pioggerella sul deserto.

 

La Polizia, dopo che altri audio simili sono stati trasmessi da Le Iene sul web e da In mezz' ora in tv domenica, ha emesso un inedito comunicato su Facebook e Twitter che offre uno specchio dei tempi duri. La Polizia ricorda a tutti che l' incitamento alla violenza, anche sui social, è un reato gravissimo.

 

festa pozzuoli

A Benevento il 25 marzo la signora Veronica, che campava grazie a un bar chiuso come tutti da settimane, registra un audio diretto al sindaco Clemente Mastella (ne farà altri) che circola nei social e poi su un sito locale. L' audio è sconvolgente: "Sindaco Mastella, stamattina ho raccolto 5 mila firme di persone senza stipendio fisso, mamme di figli che non sanno come mettere il piatto a tavola. Tu stai inguaiato. Se ti trovamm innanz ci magnamm pur' a te. Le saracinesche non le abbiamo potute aprire. Aspettiamo il 3 aprile. Se non succede nulla, il 4 mattina con queste 5 mila persone abbiamo preparato i bastoni di ferro, andiamo a fare la spesa a modo nostro al Carrefour. Entriamo, prendiamo la spesa per i figli e ci ritiriamo.

 

Quindi o scendi a patti con noi perché queste famiglie si puzzano di fame".

Mastella al Fatto racconta di essere scosso perché il video circola ancora: "Questa signora fomenta e la Polizia non riesce a bloccare il video virale". In realtà la Polizia ha già identificato e denunciato la signora.

 

Poi Mastella aggiunge: "Va detto che la situazione è terribile. La fame e la rabbia sono reali. Qui è saltata l' economia del sommerso, quella che io chiamo l' economia del vicolo.

CLEMENTE MASTELLA - VINCENZO DE LUCA - SERGIO MATTARELLA

Io sto usando la ditta che serviva i pasti alle scuole per servire pasti alla popolazione.

Con i soldi del comune, nonostante sia dissestato, ho dato 250 euro a testa a 400 famiglie. Con i soldi del Governo vorrei farli arrivare a 400 al mese. Mi piacerebbe arrivare a 700 famiglie. Con questi soldi al massimo arrivo a coprire due mesi, ma a Benevento sono migliaia quelli che hanno bisogno".

 

La situazione più delicata è forse a Palermo. Alcuni temono ci sia la mano della mafia dietro i messaggi whatsapp. Il sindaco Leoluca Orlando spiega: "La cosa preoccupante sono questi audio virali che eccitano agli assembramenti. È una cosa nuova. A Palermo siamo di fronte a una situazione da economia di guerra.

 

Il nostro Banco Alimentare di solito serve 600 persone. Abbiamo richieste per 9 mila persone! Non solo ambulanti e commercianti in nero. Ci sono pure i proprietari di bed and breakfast, la piccola borghesia che non arriva a fine mese. La Questura dice che non ci sono quasi più reati. Bene ma quelli che vivono commettendo reati come vanno avanti? Magari arruolano dei disperati che registrano i messaggi sui social.

Se non arriva il medico, la gente va dallo stregone".

 

clemente mastella vincenzo de luca

Il Centro di Accoglienza Padre Nostro di Maurizio Artale è un termometro del territorio. "Abbiamo più del doppio delle famiglie da seguire nei quartieri dove abbiamo i nostri centri: Brancaccio, Falsomiele e Zen. Non solo ambulanti ma molti lavoratori edili in nero. Da 26 anni conosco questi tre quartieri e siamo in fase di vera emergenza". Artale sta cercando di sopperire ai bisogni nuovi: "Per la prima volta devo pagare le bollette per evitare il distacco della luce alle famiglie. Ci aiuta il Rotary con 5 mila euro e la Fondazione Giovanni Paolo II di Firenze con 20 pacchi spesa fino a fine maggio. I bisognosi vedono questo impegno e questo controlla l' esasperazione.

 

Qualcuno ha apprezzato invece gli incitamenti audio alla violenza andati in onda in tv e abbiamo avuto una discussione su questo". La situazione più difficile allo Zen: "C' è stato l' episodio del rider derubato: gli hanno preso 80 euro e la spesa che portava. La ditta non consegna più aggravando l' isolamento del territorio".

 

Però Artale non vede la mano della mafia: "Non ci credo assolutamente. Questa è violenza che monta sul disagio. Dobbiamo dare risposte. Il decreto di Conte è importante ma bisogna spiegare che per far arrivare i buoni servono giorni". Il sindaco Orlando spiega: "A Palermo spettano 5,2 milioni. Non daremo soldi ma beni alimentari attraverso un sistema elettronico sul telefonino che poi si usa per pagare con carta d' identità e codice fiscale".

leoluca orlando

 

Un' altra città monitorata con attenzione è Napoli. Anche se il sindaco sembra più ottimista sulla possibilità che la situazione degeneri e la camorra ne approfitti. "Il rischio è concreto", spiega Luigi De Magistris: "Bisogna vedere chi è più rapido ed efficace. Noi stiamo intervenendo con il Banco alimentare di mutuo soccorso e Giuseppe Conte ha dato un buon segnale. Napoli avrà 7,3 milioni sui 400 milioni totali. Però anche usurai e criminalità organizzata non stanno fermi. Dobbiamo sfamare noi le persone prima che arrivi questa gente. Io con i sette milioni posso reggere un mese e mezzo al massimo due mesi. Non si va oltre".

 

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”