casapound

C'E' UNA TALPA IN CAMPIDOGLIO! CASE A ROM E MIGRANTI, UNA MAESTRA CHE LAVORA PER IL COMUNE AVVISAVA CASAPOUND SUGLI ALLOGGI LIBERI DA OCCUPARE - SOSPETTI DOPO IL CASO TORRE MAURA - DI STEFANO, LEADER ROMANO DELLE 'TARTARUGHE NERE' SMENTISCE: “COME FAREBBE UNA MAESTRA D'ASILO AD ACCEDERE A QUESTI DATI? PENSATE CHE NON CI SIANO SIMPATIZZANTI DI CASAPOUND IN CAMPIDOGLIO? NESSUNO PERO’ CI HA MAI FORNITO LE GRADUATORIE, MAGARI LE AVESSIMO…”

casapound

Michela Allegri e Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

 

Il sospetto è che per mesi abbia spifferato ai militanti di CasaPound notizie riservate che arrivavano direttamente dal Comune: le liste di assegnazione di case popolari a rom e migranti, consentendo di organizzare blitz e occupazioni di protesta. Avrebbe avvisato in anticipo anche della perquisizione disposta dalla Corte dei conti all' interno del palazzo occupato in via Napoleone III, nel quartiere Esquilino, a Roma, sede storica del movimento di estrema destra, occupata senza titolo dal 2003.

casapound

 

Proprio da quelle indagini è emersa l' identità di quella che, per gli inquirenti, potrebbe essere la talpa: si tratta di una maestra di un asilo comunale, che abita in uno degli appartamenti del palazzone occupato. Gli agenti della Digos e i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sono arrivati a lei incrociando la lista degli occupanti con i dati di Equitalia: dagli accertamenti è emerso che la donna percepiva redditi dal Comune di Roma, circostanza che è subito sembrata sospetta.

 

LE INFORMATIVE

Ora, gli investigatori stanno ultimando due informative. Una, che si focalizza sul danno erariale milionario per le casse pubbliche, legato alla mancata percezione dei canoni di affitto, verrà consegnata ai magistrati contabili, che hanno anche disposto nuovi accertamenti sul Miur - il dicastero che ha in carico l' edificio - e sul Demanio, che nel 2004 aveva respinto la richiesta del Ministero di riconsegnare il palazzo per cessate esigenze istituzionali.

casapound

 

L' altra, quella sulla rivelazione di notizie, verrà invece depositata a piazzale Clodio e finirà al vaglio della magistratura penale. Il sospetto di chi indaga è che la donna possa avere avuto dritte direttamente dall' interno degli uffici comunali, da qualcuno che ha accesso alle banche dati capitoline e che ora dovrà essere individuato.

 

GLI EPISODI

L' ultimo episodio sospetto è dell' 8 aprile, quando nel quartiere di Casal Bruciato i residenti di un complesso Erp, fomentati da CasaPound e Fratelli d' Italia, hanno protestato - impedendo l' accesso - per l' assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia montenegrina proveniente dal campo rom di La Barbuta. Pochi giorni prima i leader del movimento erano intervenuti a Torre Maura, protestando per l' arrivo di alcuni nomadi in un centro della zona. Ma ci sarebbero altri precedenti, legati a diversi movimenti di estrema destra, come Forza Nuova.

sede casapound 1

 

Il sospetto è che notizie tempestive sulle direttive comunali siano arrivate anche a loro, sempre dall' interno del Campidoglio. Nel gennaio 2017, per esempio, una trentina di militanti agevolarono l' occupazione di un appartamento per bloccare l' assegnazione a una famiglia nordafricana, mentre nel settembre dello stesso anno, a Montecucco, venne invece impedito l' ingresso in una casa di una famiglia italo-etiope.

 

DANNO MILIONARIO

casapound

Intanto, prosegue l' inchiesta contabile. I magistrati di viale Mazzini ipotizzano un danno erariale milionario, legato all' occupazione dell' immobile demaniale e, quindi, di proprietà dello Stato: 18 unità abitative per le quali non è mai stato pagato un canone di affitto. L' edificio di via Napoleone III, oltretutto, è inserito nella lista della Prefettura di Roma che comprende 88 palazzi occupati da liberare.

 

rave casapound

Uno sgombero che, per il momento, è sempre stato considerato non prioritario. Nell' ottobre dello scorso anno, il blitz della Finanza nell' edificio. Un accesso che, viste le resistenze degli occupanti, era stato addirittura concordato dagli investigatori con i leader del movimento.

 

Davide Di Stefano, leader romano di CasaPound, replica: «Prima di tutto vorrei chiarire che questa signora - la maestra d' asilo, ndr - non ha privilegi, perché comunque pur avendo uno stipendio fisso si deve fare carico della famiglia». Quando gli si chiede se, come sospettano gli inquirenti, la donna possa essere la talpa in grado di ottenere notizie riservate, dice:

rom torre maura

 

«Non è così, come farebbe una maestra d' asilo ad accedere a questi dati?». Forse perché ha un contatto in Campidoglio. Ma la risposta è ancora netta: «Pensate che non ci siano simpatizzanti di CasaPound in Campidoglio? Nessuno però ci ha mai fornito le graduatorie, magari le avessimo. Noi veniamo avvertiti dalla gente, dai cittadini dei quartieri che abitano in quei palazzi. Partono le proteste spontanee di qualcuno, poi arriviamo noi. Nessuna talpa».

casapound di stefano

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…