antonio de marco daniele de santis eleonora manta

''VOLEVO UCCIDERLI GIÀ DA AGOSTO, QUANDO VIVEVO CON LORO”- POTREBBERO ESSERE STATE DUE DELUSIONI D'AMORE A SCATENARE LA RABBIA CHE HA PORTATO ANTONIO DE MARCO AD UCCIDERE CON 60 COLTELLATE ELEONORA MANTA E DANIELE DE SANTIS - I VERBALI DELL’INTERROGATORIO: “MI SENTIVO SOLO, COME VUOTO, A VOLTE VENIVO ASSALITO DA CRISI DI RABBIA E C’ERANO MOMENTI IN CUI DESIDERAVO FARMI DEL MALE. HO ANCHE PENSATO DI UCCIDERMI”

ansa.it

 

ANTONIO DE MARCO

Potrebbero essere state due delusioni d'amore a scatenare la rabbia che ha portato Antonio De Marco ad uccidere barbaramente a Lecce l'arbitro Daniele De Santis e la sua fidanzata Eleonora Manta. E' quanto si evince da un passaggio dell'interrogatorio reso dall'assassino reo confesso davanti al gip, nel quale comunque non spiega il movente delitto.

    

ANTONIO DE MARCO

Alla domanda del giudice se avesse avuto una delusione amorosa, un amore non corrisposto, il 21enne aspirante infermiere risponde "Sì, un paio di mesi fa qui a Lecce. Una compagna di corso. Non ci sono uscito, ci frequentavamo nell'ambito universitario, ma lei mi ha detto che dovevano restare amici". Alla domanda del gip se l'essere stato in qualche modo respinto possa essere un "ingrediente della tua rabbia": De Marco risponde "Si".  

 

 

Francesco Oliva per www.repubblica.it

ANTONIO DE MARCO

 

Meditava il duplice omicidio già da agosto, senza sapere cosa lo spingesse a pianificarlo. Questo emerge dagli stralci dell'interrogatorio di Antonio De Marco, il giovane studente di Scienze Infermieristiche, omicida reo confesso di Eleonora Manta e Daniele De Santis, uccisi con oltre 60 coltellate nel condominio di via Montello il 21 settembre scorso.

 

ELEONORA MANTA E DANIELE DE SANTIS

Un delitto apparentemente senza un movente, compiuto da una persona che si sentiva sola e insicura rispetto al resto del mondo: "È stato un mix di tante cose, non so neanche io. Molta rabbia e ogni tanto avevo, non lo so, come delle crisi in cui scoppiavo a piangere all'improvviso. Mi sentivo solo. Come vuoto e solo. E questo mi procurava tristezza e rabbia". Una persona chiusa in se stessa, che interagiva con difficoltà con il prossimo, che usava poco i social ed estremamente riservata. Pronta ad esplodere, improvvisamente, in un'azione violenta.

L ASSASSINO DI DANIELE DE SANTIS E ELEONORA MANTA RIPRESO DALLE TELECAMERE DI VIDEOSORVEGLIANZA

 

"Mi sentivo solo, a volte non riuscivo a controllare i pensieri. A volte venivo assalito da crisi di rabbia". Davanti al gip Michele Toriello, alla pm Maria Consolata Moschettini e ai suoi avvocati difensori Andrea Starace e Giovanni Bellisario, De Marco ha raccontato di aver avuto degli impulsi autolesionistici mostrando agli inquirenti una cicatrice all'altezza della caviglia destra che si sarebbe procurato da solo con una lama incandescente. "C'erano dei momenti in cui desideravo farmi del male, non so esattamente il motivo", ha raccontato il giovane studente di Scienza Infermieristiche.

 

antonio de marco

"Ci sono stati dei momenti in cui magari sono stato tentato di... non lo so, di rubare magari qualche farmaco dall'ospedale, ma non l'ho fatto. Anche se ho preso una scatola di Xanax per utilizzarlo io. Forse per uccidermi, per farmi del male". Il male in cui sembrava trovare rifugio alle difficoltà di ogni giorno, in particolare quella di interagire con gli altri. Primi tra tutti i suoi ex coinquilini: in cima a una black list che avrebbe compreso altri nomi, stando alle indicazioni degli inquirenti.

IL DESIDERIO DI VENDETTA DI ANTONIO DE MARCO

 

Quando Daniele gli ha comunicato per telefono che avrebbe dovuto lasciare casa si sentiva "più arrabbiato del solito". "Sarà stato dettato tutto da delle crisi che ho avuto quel giorno e mi sono deciso a farlo, alle volte riuscivo a fermare i miei pensieri, sia quelli autolesionistici che quelli magari rivolti ad altri".

 

"Quel giorno no?"; "Quel giorno no". De Marco ha così sfogato un rigurgito di violenza represso nei confronti di Daniele ed Eleonora senza nessun movente ma pianificando la sua azione omicida. In maniera certosina "già da agosto quando vivevo con loro". "Non ho fatto sopralluoghi, utilizzavo Google Maps. Le telecamere si vedono anche da lì. Basta indirizzare l'omino vicino alle pareti".

ANTONIO DE MARCO

 

Poi l'omicidio e l'intenzione di lasciare un messaggio "forse contro la società, forse un passo biblico che mi veniva in mente in quel momento". Infine la fuga verso casa. A piedi disseminando per strada indizi del suo passaggio che, di fatto, lo hanno inchiodato: residui di guanti, pezzi di bigliettini, la sua sagoma ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza.

 

"Non ho visto se qualcuno si era affacciato perché ero praticamente senza fiato e confuso. Ho pensato che mi avrebbero preso. Lo pensavo la sera stessa. Non credevo che l'avrei fatta franca". "Quando sono tornato a casa c'erano i miei inquilini. Sono andato subito in camera, anche l'altro era in camera. Mi sono tolto i pantaloni e la felpa e mi sono poggiato sul letto, poi ho vomitato un po'. Mi sono fatto la doccia. Il giorno dopo ho buttato i vestiti chiusi in sacchetto nei bidoni di un condominio. Non sono andato al lavoro".

ELEONORA MANTA E DANIELE DE SANTIS

 

Ed è rimasto il pensiero di costituirsi, che per giorni gli è balenato in mente. Intanto i carabinieri hanno prelevato un campione di saliva di De Marco nel carcere di Lecce per estrapolare il Dna nel corso di un accertamento che prevedeva il consenso del giovane.

 

Subito dopo è stato riaccompagnato nella sua cella dove è stato trasferito dopo otto giorni trascorsi in isolamento. Nella giornata dell'8 ottobre, intanto, gli avvocati difensori avranno un colloquio con il ragazzo e potrebbe arrivare la richiesta al gip di una perizia psichiatrica per stabilire le condizioni psicofisiche del 21enne al momento del duplice delitto.

antonio de marco daniele de santis eleonora manta daniele de santis eleonora manta antonio de marco 2de santisDE SANTIS E LA COMPAGNAde santisDANIELE DE SANTIS ELEONORA MANTADE SANTIS COMPAGNA IDENTIKIT ASSASSINO 1DANIELE DE SANTIS E ELEONORA MANTA ANTONIO DE MARCO 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…