donald trump kamala harris

L'EFFETTO KAMALA È GIÀ EVAPORATO? – NELLA NOTTE HARRIS SFIDERÀ TRUMP NEL PRIMO DIBATTITO TV. MA IL VENTO SEMBRA ESSERE GIA’ GIRATO VERSO THE DONALD: PER LA PRIMA VOLTA IN UN MESE, UN SONDAGGIO DEL “NEW YORK TIMES” DÀ TRUMP IN TESTA CON IL 48% CONTRO IL 47% – ESAURITA L'ONDA DELLA CONVENTION DEMOCRATICA, CON L’ENDORSEMENT DEGLI OBAMA, EMERGONO TUTTI I LIMITI DELLA VICE DI HARRS, REDUCE DA QUATTRO ANNI DI ANONIMATO – VOLANO STRACCI GIÀ PRIMA DEL DUELLO: “SONO PRONTA ALLE BUGIE DI TRUMP”, “HARRIS È UN’IPOCRITA”

1. TENSIONI E ACCUSE, L’ORA DEL DUELLO TV

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

donald trump kamala harris

L’ultima volta che i due sfidanti per la Casa Bianca hanno dibattuto in tv, il 27 giugno, si trattava di Joe Biden e Trump: la performance disastrosa del primo ha portato al suo ritiro dalla corsa. Nonostante i molteplici scontri virtuali, oggi al National Constitution Center di Philadelphia è la prima volta che Trump e Kamala Harris si incontrano faccia a faccia.

 

Con i sondaggi che li danno testa a testa, il dibattito trasmesso da Abc News alle 9 di sera locali sarà decisivo, non solo per il numero di spettatori sintonizzati ma per quanti lo vedranno attraverso i potenziali momenti «virali» diffusi il giorno dopo sui social.

 

preparazione dibattito tv tra kamala harris e donald trump

Harris si è preparata per i passati quattro giorni in un hotel a Pittsburgh, in Pennsylvania, con l’avvocata Karen Dunn, che la addestrò al dibattito vicepresidenziale contro Mike Pence nel 2020 e con l’ex consigliere di Hillary Clinton Philippe Reines a vestire (letteralmente, con tanto di abito blu e la cravatta) i panni di Trump. Harris ha studiato i precedenti dibattiti del rivale, in particolare contro Hillary.

 

Passeggiando con il marito Doug Emhoff durante una pausa, domenica, Harris ha detto ai giornalisti di sentirsi «pronta». «Pronta alle bugie», ha detto in un’intervista ieri. […]

 

IL TRUMP-OLINO DI KAMALA - VIGNETTA BY GIANNELLI

Ma Harris è anche la vice di Biden: cercherà da una parte di abbracciare i successi del presidente ma di prenderne le distanze sull’inflazione e il costo dei prodotti alimentari, temi che vedono gli elettori frustrati. Molti le consigliano l’approccio da «procuratrice». E punterà sui diritti riproduttivi, la principale vulnerabilità del rivale.

 

Trump dice che si prepara «da una vita» al dibattito e che «c’è poco che puoi fare: o sai le cose oppure non le sai». Allo stesso tempo ha messo in dubbio la correttezza di Abc News, affermando che potrebbero passare le domande in anticipo a Harris.

 

Il team che lo assiste include consiglieri come Mike Pompeo sulla politica estera e Stephen Miller sull’immigrazione, ma anche Tulsi Gabbard, ex democratica che mise in difficoltà Harris in un dibattito nelle primarie del 2020 contestandone i risultati da procuratrice e l’«ipocrisia» nel presentarsi come moderata o progressista a seconda della convenienza. […]

 

donald trump kamala harris

Lei spera che Trump esca fuori dalle righe, si lasci andare ad attacchi personali o accuse di brogli che possono alienargli gli elettori moderati. «Ci vorranno disciplina e concentrazione sovrumane per gestire Trump nel dibattito — avverte il ministro dei Trasporti Pete Buttigieg —. Non perché Trump sia un maestro nello spiegare le sue idee politiche, ma perché lo è nel trasformare ogni format televisivo in uno show su se stesso » .

 

2. L’ONDA DI KAMALA SI È GIÀ ESAURITA

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

KAMALA HARRIS

A luglio, quando la vicepresidente Kamala Harris ha preso il posto di Joe Biden in corsa per la Casa Bianca, nessuno ignorava le sue vulnerabilità: una campagna fallimentare nelle primarie del 2020; da vicepresidente (come spesso accade) si era parlato poco di lei, ma quando se ne era parlato era stato in negativo, per interviste poco convincenti sull’immigrazione o per la tendenza del suo staff ad abbandonarla.

 

Gli americani l’hanno riscoperta da candidata, ma l’entusiasmo generato dal sollievo per la sostituzione di Biden e dalla sensazione di poter battere Trump mostra ora alcuni limiti.

KAMALA HARRIS A UNA CONVENTION COMUNISTA - FOTO MANIPOLATA PUBBLICATA DA TRUMP

Già nelle scorse settimane era chiaro che l’«onda» di Kamala Harris, il cosiddetto «convention bump» registrato nei sondaggi subito dopo la convention democratica era lieve e i dati erano stati accompagnati da mille corollari sulla capacità o meno di mantenere il vantaggio.

 

[…] Ora un sondaggio nazionale del New York Times /Siena College ha ridimensionato l’esuberanza dei democratici perché è il primo da un mese circa a dare Trump in testa: con il 48% contro il 47% (e di due punti se si considerano i candidati indipendenti). È solo un sondaggio — la media dei sondaggi vede ancora Harris in vantaggio di 1-3 punti — ma è molto rispettato.

 

[…]

 

donald trump bacia kamala harris immagine fake generata dall ia

La campagna di Harris dice di non essere stupita. «Trump otterrà il 46-48% dei voti, non scenderà al 42 o al 44%», diceva già a margine della convention David Plouffe, stratega di Harris (e prima di Obama). «Niente panico», commenta lo stratega democratico Dan Pfeiffer: «Il messaggio di tutti i sondaggi è che la sfida sarà di strettissima misura».

 

E Steven Shepherd del sito Politico : «Lo slancio di Harris si è arrestato ma non rovesciato: sta ancora acquistando popolarità e gli elettori democratici sono tuttora molto più motivati di quando il candidato era Biden. È un testa a testa, come dimostrano i sondaggi negli Stati in bilico».

 

Al di là della distanza tra i due rivali, che è all’interno del margine di errore, i problemi principali di Harris sono due. Primo: il 28% degli elettori dice che ha bisogno di saperne di più della candidata (solo il 9% dice lo stesso di Trump).

[…]

 

barack e michelle obama convention nazionale democratica di chicago 5

Inoltre, quasi la metà afferma che è «troppo a sinistra», l’accusa principale che le rivolge Trump. E due terzi degli interpellati la ritiene in parte responsabile per i problemi al confine con il Messico, altra linea d’attacco del rivale. «Nonostante il suo discorso alla convention fosse centrista e mirasse agli uomini (una buona idea) nel suo passato ci sono indubbiamente posizioni molto progressiste sia nella campagna del 2019 che al Senato», osserva un altro influente sondaggista, Nate Silver (dice pure che in quanto «donna nera», anche se presentasse le stesse esatte politiche di Biden, verrà giudicata più di sinistra).

 

kamala harris

Trump ha molte debolezze: l’aborto, il Project 2025, gli attacchi alla democrazia. Eppure solo il 55% nel sondaggio dice che eleggere lui è più rischioso che eleggere Harris (il 52% pensa che sia più un rischio lei). Il secondo problema della candidata è che in un’elezione in cui il «cambiamento» è una priorità (il 60% degli interpellati vuole voltare pagina rispetto a Biden), è Trump ad essere percepito come il candidato del cambiamento (dal 53%). Solo il 25% dice che Harris rappresenta il cambiamento, mentre il 55% vede in lei «more of the same» (un ripetersi del passato), slogan affibbiato a John McCain da Obama nel 2008. […]

barack obama convention nazionale democratica di chicago KAMALA HARRIS DONALD TRUMP

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…