zoya svetova 5

L'INFORMAZIONE IN TEMPO DI GUERRA - ZOYA SVETOVA, LA GIORNALISTA DELLA "NOVAJA GAZETA", IL PERIODICO RUSSO COSTRETTO A CHIUDERE LE PUBBLICAZIONI: "CONTINUO AD INFORMARE I RUSSI CON I MIEI PODCAST" - "NE STO FACENDO UNO CON LA GEORGIA: E' LA STORIA DI TRE PERSONE CHE SE NE SONO ANDATE ALL'INIZIO DELL'OPERAZIONE SPECIALE" - "SECONDO I DATI UFFICIALI 25-30 MILA RUSSI HANNO ATTRAVERSATO LA FRONTIERA. TBILISI E' LA PRIMA TAPPA"...

Cesare Martinetti per "La Stampa"
 

Zoya Svetova

«Il giornale riprenderà quando l'operazione speciale in Ucraina sarà terminata». Ma Zoya Svetova, giornalista della Novaja Gazeta, non ha paura di continuare il suo lavoro, come si può, in un paese dove vige una legge che può condannare fino a 15 anni di prigione chi pubblica un'informazione ritenuta «fake» dalle autorità.
 
Zoya, 63 anni, figlia di noti dissidenti in Urss, è una sperimentata attivista dei diritti umani, operatrice volontaria nelle carceri, una delle sue inchieste sulla giustizia russa è stata pubblicata anche in Italia (Gli innocenti saranno colpevoli, editore Castelvecchi).
 
Ci risponde al telefono dalla sua casa di Mosca, raccontando ciò che non si può dire attraverso le testimonianze di persone che in questi giorni hanno lasciato la Russia. La sua voce è limpida e ferma, come sempre. La sua è una testimonianza di vita, di passione e di mestiere.
 

Zoya Svetova 2

Zoya, come sta lavorando in questi giorni?
«Sto facendo un podcast con la Georgia, dove vivono i miei figli, che sono giornalisti e che sono partiti dalla Russia all'inizio di marzo. La serie si intitola Cronache dell'esodo da Mosca. Sono le storie di tre persone che se ne sono andate all'inizio dell'operazione speciale in Ucraina».
 
Chi sono i protagonisti di queste storie?
«Il primo è un ragazzo di 16 anni, studente della classe numero 9. Si chiama Aleksandr, è un attivista politico, ha partecipato a molte manifestazioni e quando sono cominciate a girare le voci che sarebbe entrata in vigore la legge marziale, la famiglia l'ha convinto a lasciare Mosca. I suoi genitori sono due intellettuali, la mamma, poetessa, gli ha comprato un biglietto per Tbilisi e il 4 marzo è partito con i suoi due fratelli. Nel podcast racconta come ha fatto le valigie mettendoci le foto dei suoi amici, il viaggio e il suo progetto di diventare politologo».
 

Zoya Svetova 3

La seconda storia?
«È quella di una giornalista famosa della rete tv indipendente Dozhd che è stata chiusa il 2 marzo. Si chiama Anna Mongayt ed era l'animatrice di una trasmissione politica molto popolare. Aveva paura di essere arrestata perché aveva parlato dell'operazione speciale e criticato il potere russo. Temeva molto la legge contro le fake: non si possono mostrare immagini con i cadaveri. Avete visto cos' è successo con i corpi ritrovati a Bucha, i russi dicono che non sono dei veri cadaveri ma sono dei fake. Lei ora si trova a Tbilisi, dove si sente sicura e fa la sua trasmissione in streaming, su Youtube, dice quello che vuole e si può vedere anche a Mosca».
 
La terza storia?
«Protagonista è un'attrice molto conosciuta che era stata arrestata con il figlio di 16 anni perché aveva deposto i fiori sul ponte di Mosca dove è stato ucciso il politico Boris Nemtzov nel giorno dell'anniversario. Le avevano detto che se avesse continuato con questo suo attivismo sarebbe stata messa su una lista nera e non avrebbe più potuto recitare. E allora anche lei ora si trova in Georgia».
 
Come ha scelto queste storie e perché a Tbilisi?
«Ho scelto personaggi diversi provenienti da ambienti differenti per mostrare che ci sono giovani, giornalisti, attori che compiono questo esodo. Secondo i dati ufficiali dall'inizio dell'operazione speciale 25-30 mila persone hanno attraversato la frontiera georgiana. Tbilisi per molti è la prima tappa».
 

Zoya Svetova 4

E questi podcast dove vengono pubblicati? Si possono ascoltare anche a Mosca?
«Si possono pubblicare su Apple, non in Russia, ma in Russia si possono ascoltare. Io non ho problemi a farlo. Li pubblico io stessa. È il modo per continuare il mio mestiere anche se non ho più uno stipendio. Ci ho investito, pago il montatore con i miei soldi, lo faccio per il mio piacere».
 
È un mezzo diverso di fare informazione rispetto al giornale. Ma come si informano i russi?
«Ci sono quelli che si interessano e cercano l'informazione su internet. Si può guardare YouTube, ci sono gli streams della radio Eco di Mosca e della tv Dozhd che son chiuse, ma i giornalisti lavorano dalla Georgia, fanno 3-4 ore al giorno di informazione. Poi ci sono i canali social Telegram, il giornale Meduza che è di base a Riga, in Lettonia. Alla televisione russa c'è solo propaganda, io non la guardo mai. Chi vuole informarsi, può farlo. Io leggo la BBC e FrancePresse e poi attraverso la VPN si può accedere a Facebook dove si trovano molte informazioni».
 

Zoya Svetova 5

Ma veramente come dicono gli ultimi sondaggi l'80 per cento dei russi approva la politica di Putin?
«Non sono in grado di dirlo perché non si può aver fiducia dei sondaggi fatti in uno stato piuttosto totalitario, dove si vive tra l'autocrazia e la dittatura. Quelle cifre non significano niente. Io parlo molto con i tassisti come fanno i giornalisti in tutto il mondo e ce ne sono che dicono che gli ucraini sono fascisti, altri che sono contrari all'operazione speciale».
 
Nei giorni scorsi il capo redattore della Novaja Gazeta, Dmitry Muratov, premio Nobel per la pace, è stato aggredito in treno da uno sconosciuto che gli ha buttato della vernice rossa addosso. Che cosa sa di questa aggressione?
«Stava andando a Samara dalla mamma. È stato attaccato da una persona che gli ha lanciato addosso dell'acetone che poteva fargli molto male agli occhi. Speriamo che la sua vista non sia compromessa. Quell'uomo l'ha insultato dandogli del traditore e urlandogli di lasciare la Russia. È stato arrestato uno, ma pare fossero in due. Pensiamo che Muratov fosse controllato dalla polizia o dai servizi segreti che sapevano su quale treno doveva salire».
 

Zoya Svetova 6

In questi giorni ci sono manifestazioni di protesta a Mosca? Lei partecipa?
«Ci sono, ma con poche persone che arrivano e vengono subito arrestate e passano notti e notti negli uffici di polizia. Penso che siano degli eroi, ma non ci vado e non mi vergogno di dirlo perché io faccio il mio lavoro di giornalista e piuttosto mi vergogno del mio paese che fa l'operazione speciale, per i soldati russi che muoiono e per le vittime civili. Se anche andassi in piazza con 5 mila persone, non cambierebbe niente. E dunque io continuo a fare il mio lavoro».

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...