putin xiaomi lenovo

L'ISOLAMENTO DI PUTIN E' ANCHE TECNOLOGICO - I DUE COLOSSI CINESI "LENOVO" E "XIAOMI" ABBANDONANO LA RUSSIA - VIA ANCHE 150MILA GIOVANI SPECIALISTI IN SOFTWARE: ORMAI NON E' PIU' UN PROBLEMA DELLE COMPETENZE CHE SI PERDONO CON QUESTO ESODO DI TECNICI QUALIFICATI, MA DI MATERIE PRIME - LA RUSSIA E' RICCA DI LITIO, MA FINORA HA PREFERITO IMPORTARLO - ADESSO PERO' NON ARRIVA PIU' NULLA. E PER SVILUPPARE I GIACIMENTI SERVONO TECNICI...

Marco Imarisio per il "Corriere della Sera"
 

LENOVO

Non c'è alcuna comunicazione ufficiale, come per tutti i caduti russi dell'Operazione militare speciale. Ma anche la tecnologia dell'informazione può essere considerata una vittima della guerra che non può essere definita come tale.
 
Se ne vanno i lavoratori del settore, ragazzi giovani che hanno capito per primi a cosa condurrà l'autarchia. «Torneremo indietro di trent'anni - racconta Maksim, giovane laureato in informatica deciso a lasciare il suo Paese -. E nel 1992 non c'erano ancora Internet e le fibre ottiche».
 
Alla fine di marzo, durante un'audizione alla Duma dai toni accorati, Sergey Plugokarenko, capo dell'Associazione russa per le comunicazioni elettroniche (Raec) aveva detto che erano già partiti cinquantamila tecnici e programmatori di software ai quali entro la fine di aprile se ne sarebbero aggiunti settantamila. La ragione è semplice, aveva detto. Non vedono più alcuna prospettiva.
 

Xiaomi Logo

Plugokarenko si sbagliava, per difetto. Secondo le stime dello stesso istituto, a oggi hanno abbandonato il Paese altri centomila lavoratori del settore. Tutti giovani sotto i 35 anni di età, nessuno dei quali convinto a restare dalle facilitazioni per l'acquisto della prima casa che Vladimir Putin in persona aveva messo sul tavolo per tamponare l'emorragia di questo comparto così importante. E forse, hanno solide ragioni per compiere questo passo.
 
Nonostante gli annunci all'insegna dell'ottimismo che sventolano come prova della buona salute dell'economia russa la stabilità del rublo, tenuto su dal capillare controllo dei capitali e da 47 miliardi di euro pompati sul mercato dalle riserve di Stato, se ne stanno andando anche i colossi dell'alleato più importante, e ingombrante, che rimane alla Russia.
 

lavoro tecnologia

Senza dirlo, di soppiatto, Lenovo e Xiaomi, le due più grandi aziende cinesi di Information Technology si stanno ritirando, azzerando le consegne di materiale e richiamando i propri tecnici in patria. Tra la fedeltà alla linea del proprio governo, che aveva più volte invitato le compagnie IT presenti in Russia a resistere, e l'unico modo di evitare le sanzioni promesse dagli Usa per chi collabora con Mosca, ha vinto la logica del minor danno.
 

lavoro tecnologia

Ormai non è più solo un problema delle competenze che si perdono con questo esodo di tecnici qualificati, ma di materie prime. Perché nella tecnologia le sanzioni stanno creando un effetto da cane che si morde la coda.
 
Chiamiamolo pure il paradosso del litio, il metallo solido più leggero necessario alle batterie impiegate nel campo dell'elettronica. La Russia ne possiede enormi giacimenti, che non ha mai sfruttato appieno perché era più conveniente l'importazione da diversi Paesi del Sudamerica. Adesso non arriva più nulla, fatta salva la Bolivia. Il ministero dell'Industria considera imminente la fine delle riserve. «Rischiano di bloccarsi tutti i produttori di batterie e i grandi stabilimenti siderurgici di fermarsi».
 

lavoro tecnologia

Norilsk Nickel e Rosatom, i due più grandi gruppi del ramo, hanno deciso di unire gli sforzi per accelerare lo sviluppo del giacimento di Kolmozerskoye, che rappresenta da solo il 18,9% delle riserve nazionali. Il 25 aprile l'annuncio, benedetto dal Cremlino. Al massimo entro il 2024 saremo pronti, dicono i due amministratori delegati. Gli esperti frenano l'entusiasmo. Ci vogliono almeno 7-9 anni, a fronte di un investimento equivalente a un miliardo di euro.
 

litio

Ma per cominciare a estrarre il litio, servono tecnici capaci. Che la Russia al momento non ha. La tecnologia e le competenze necessarie sono all'estero. E così il litio rischia di rimanere sottoterra. C'era una volta quel vecchio modo di dire su chi ha il pane ma non i denti, e viceversa. Forse si riferiva agli effetti collaterali dell'autarchia.

xiaomi mi 11 ultra 1Vladimir Putinxiaomi mi 11i

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…