alberica filo della torre giallo olgiata

L'ORRORE TIRA SEMPRE - È IN VENDITA ALL’ASTA LA VILLA DELL'OLGIATA, DOVE 33 ANNI FA LA CONTESSA ALBERICA FILO DELLA TORRE FU UCCISA DAL DOMESTICO MANUEL WINSTON REYES - LA BASE D'ASTA PER ACQUISTARE LA MAGIONE È DI UN MILIONE E MEZZO DI EURO – GRANDE 886 METRI QUADRATI, LA DIMORA È COMPOSTA DA 18 VANI, 7 BAGNI, UN GARAGE, LA CANTINA, IL GIARDINO PRIVATO E UNA PISCINA...

Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa e Clemente Pistilli per www.repubblica.it

https://roma.repubblica.it/cronaca/2024/10/04/news/delitto_olgiata_villa_alberica_filo_della_torre_in_vendita_asta_winston_reyes-423534501/?rss&ref=twhl

 

pietro mattei contessa alberica filo della torre

All’asta la villa dell’omicidio dell’Olgiata. Sono trascorsi 33 anni e 3 mesi dall’uccisione della contessa Alberica Filo della Torre. Strangolata poche ore prima della festa per l’anniversario delle sue nozze con l’imprenditore Pietro Mattei.

 

E sono stati necessari ben venti anni per scoprire che quel delitto, che tante sofferenze ha causato alla famiglia della vittima, era stato compiuto a scopo di rapina dal domestico filippino Manuel Winston Reyes, già libero dall’11 ottobre 2021. La lussuosa dimora, a lungo tra i simboli dei grandi gialli italiani, è in vendita e l’asta è fissata per il prossimo 24 ottobre.

 

ALBERICA FILO DELLA TORRE E MANUEL WINSTON

Fonti vicino alla famiglia della contessa fanno trapelare che «gli immobili dopo il Covid e dopo le note vicissitudini con alcuni inquilini, hanno subito un forte deperimento conservativo e conseguentemente una grave diminuzione del loro valore». Ancora: «Ad oggi sicuramente il valore è sotto i prezzi in asta.

 

Purtroppo non si è riusciti a trovare un accordo transattivo con i creditori, considerando soprattutto che l’Olgiata, purtroppo, non ha più l’appetibilità e l’appeal di mercato di un tempo, avendo perso da anni il prestigio del passato».

pietro mattei marito di alberica filo della torre con i figli domitilla e manfredi

 

La villa si sviluppa su tre livelli, per un totale di 886 metri quadrati, e l’offerta minima per partecipare all’asta è di quasi un milione e mezzo. Per l’esattezza 1.437 mila euro. Sono inoltre previsti rialzi di 10 mila euro. Una procedura esecutiva seguita dal giudice del Tribunale di Roma, Miriam Iappelli.

 

Una dimora lussuosa, composta da un seminterrato, il piano terra e il primo piano: diciotto vani, sette servizi, l’autorimessa, la cantina, il giardino privato e la piscina.

 

La contessa venne uccisa in camera da letto. Si era sposata esattamente dieci anni prima con l’amministratore delegato della Vianini e, dopo aver sofferto per la rottura del precedente matrimonio con il principe Alfonso de Liguoro, con cui si era unita proprio nella villa materna all’Olgiata, era finalmente una donna felice. […]

 

alberica filo della torre

Niente più party scintillanti. La villa divenne la scena del crimine, setacciata dagli investigatori e al centro di mille sospetti che troppo a lungo hanno impedito alla contessa di avere giustizia.

 

Pietro Mattei, fino al giorno della sua morte, non si è mai arreso e alla fine è riuscito a veder arrestare l’assassino della moglie. Una determinazione che l’ha portato anche a finire indagato dalla Procura di Perugia con l’accusa di diffamazione nei confronti di un magistrato, avendo presentato degli esposti al Consiglio superiore della magistratura sostenendo di essere indignato «per la superficialità con cui, per 20 anni, sono state svolte le indagini, costellate di errori di ogni genere» e bollando come frettolose le richieste di archiviazione formulate prima nel 2006 e poi nel 2008.

la villa dell olgiata in cui fu uccisa alberica filo della torre

 

Dodici anni fa su iniziativa dell’imprenditore e dei figli Domitilla e Manfredi è stata costituita la Fondazione Alberica Filo della Torre, con lo scopo di ricordare la lotta per la verità e la giustizia.

 

E ora la villa, in cui per un periodo dopo il delitto ha vissuto un ambasciatore, è all’asta. Su quell’orrore consumatosi all’Olgiata alla fine del secolo scorso si sta voltando definitivamente pagina. […]

PIETRO MATTEI MARITO DI ALBERICA FILO DELLA TORREALBERICA FILO DELLA TORREManfredi Mattei il figlio di Alberica Filo della Torremanuel winston assassino di alberica filo della torreManfredi Mattei il figlio di Alberica Filo della Torre

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…