papa francesco darya dugina

L'UCRAINA HA SIGLATO UNA TREGUA (ALMENO CON IL PAPA) – IL VATICANO HA CERCATO DI PLACARE L'INCAZZATURA DEGLI UCRAINI PER LE PAROLE DI FRANCESCO, CHE AVEVA DEFINITO DARYA DUGINA “POVERA RAGAZZA INNOCENTE VITTIMA DELLA GUERRA” – DALLA SANTA SEDE FANNO SAPERE: “IL PAPA NON È EQUIDISTANTE MA EQUIVICINO” – E, DOPO AVER CONVOCATO IL NUNZIO APOSTOLICO, IL MINISTRO DEGLI ESTERI DI KIEV CORREGGE IL TIRO E SOTTOLINEA L'“IMPORTANZA DELLE RELAZIONI CON IL VATICANO”…

Domenico Agasso per www.lastampa.it

 

darya dugina funerale

Nelle ultime 48 ore lungo la via del dialogo Vaticano-Kiev si è registrato un «incidente diplomatico» con conseguenti forti tensioni e polemiche culminate con la convocazione del rappresentante della Santa Sede.

 

Tutto è cominciato all’ultima udienza generale di papa Francesco, mercoledì 24 agosto, quando il Pontefice è tornato a pregare per l’Ucraina a sei mesi dall'inizio dell'invasione russa e nella Giornata dell'Indipendenza dell’Ucraina. Il Vescovo di Roma ha rinnovato l’invito «a implorare dal Signore la pace per l’amato popolo ucraino che patisce l’orrore della guerra».

 

Davanti al Papa c’erano gruppi di profughi ucraini, soprattutto giovani, accompagnati da Caritas italiana. Jorge Mario Bergoglio ha auspicato che «si intraprendano passi concreti per mettere fine alla guerra e scongiurare il rischio di un disastro nucleare a Zaporizhzhia».

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 9

Francesco ha dedicato un pensiero ai «prigionieri, soprattutto quelli che si trovano in condizioni fragili, e chiedo alle autorità responsabili di adoperarsi per la loro liberazione»; porta nel cuore «i bambini, tanti morti, poi tanti rifugiati - qui in Italia ce ne sono tanti - tanti feriti, tanti bambini ucraini e bambini russi che sono diventati orfani e l’orfanità non ha nazionalità, hanno perso il papà o la mamma, siano russi siano ucraini.

 

Penso a tanta crudeltà, a tanti innocenti che stanno pagando la pazzia, la pazzia di tutte le parti, perché la guerra è una pazzia e nessuno in guerra può dire: “No, io non sono pazzo”. La pazzia della guerra».

papa francesco con la bandiera ucraina di bucha

 

Poi, ecco il passaggio che ha innescato gli attriti: le parole per Darya Dugina, la figlia dell'ideologo russo rimasta vittima di un attentato il 20 agosto: «Penso a quella povera ragazza volata in aria per una bomba che era sotto il sedile della macchina a Mosca. Gli innocenti pagano la guerra, gli innocenti!». Francesco ha esortato a riflettere su «questa realtà e diciamoci l’un l’altro: la guerra è una pazzia. E coloro che guadagnano con la guerra e con il commercio delle armi sono dei delinquenti che ammazzano l’umanità.

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 5

 E noi pensiamo ad altri Paesi che sono in guerra da tempo: più di 10 anni la Siria, pensiamo la guerra nello Yemen, dove tanti bambini patiscono la fame, pensiamo ai Rohingya che girano il mondo per l’ingiustizia di essere cacciati dalla loro terra.

 

Ma oggi in modo speciale, a sei mesi dall’inizio della guerra, pensiamo all’Ucraina e alla Russia, ambedue i Paesi ho consacrato all’Immacolato Cuore di Maria, che Lei, come Madre, volga lo sguardo su questi due Paesi amati: veda l’Ucraina, veda la Russia e ci porti la pace! Abbiamo bisogno di pace!». «Abbiamo bisogno di pace», ha ribadito poi twittando l'appello in russo e ucraino.

 

Le affermazioni papali su Dugina hanno suscitato l'immediata protesta di Kiev. Il primo portavoce è l'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash: «Il discorso di oggi del Papa è stato deludente e mi ha fatto pensare a molte cose: non si può parlare con le stesse categorie di aggressore e vittima, stupratore e stuprato».

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 4

 

Il diplomatico ucraino insiste: «Come è possibile citare una degli ideologi dell'imperialismo russo come vittima innocente?». Reazione piccata che giunge qualche settimana dopo il colloquio Oltretevere con lo stesso Papa, che aveva espresso la volontà di una visita a Kiev, per la quale non c'è ancora una data.

 

Ieri lo scontro diplomatico è proseguito e si è accentuato. Il Ministero degli Affari esteri di Kiev ha convocato il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Visvaldas Kulbokas. Lo ha reso noto lo stesso ministro Dmitro Kuleba: «Abbiamo studiato attentamente la citazione completa di Papa Francesco e abbiamo deciso di convocare il Nunzio Apostolico per esprimere il disappunto dell’Ucraina».

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 2

 

Kuleba ha osservato che convocare un nunzio è un caso senza precedenti e in quanto tale parla da sé; e in secondo luogo «dirò con franchezza che il cuore ucraino è lacerato dalle parole del Papa. È stato ingiusto».

 

L’Ambasciata ucraina presso la Santa Sede riferisce inoltre che il Ministero degli Esteri ha anche richiamato l'attenzione del Nunzio sul fatto che, «dall’inizio dell'invasione su vasta scala della federazione russa in Ucraina, il Pontefice non ha mai prestato particolare attenzione alle vittime specifiche della guerra, tra cui 376 bambini ucraini morti per mano degli occupanti russi.

 

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 10

 Il Ministero degli Affari Esteri ucraino ha espresso la speranza che in futuro la Santa Sede eviti dichiarazioni ingiuste che causano delusione nella società ucraina». A Kulbokas Kuleba ha evidenziato anche che «l’Ucraina è profondamente delusa dalle parole del Pontefice, che confrontano ingiustamente l'aggressore e la vittima. Allo stesso tempo, la decisione di Papa Francesco di menzionare nel contesto della guerra russo-ucraina la morte di una cittadina russa sul territorio della Russia, con la quale l'Ucraina non c'entra niente».

 

Oggi l’ambasciata ucraina ha corretto leggermente il tiro, sottolineando «quanto siano importanti» le relazioni tra Kiev e la Santa Sede. Yurash ha twittato alcune foto in Ucraina con il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, risalenti alla sua visita nella Capitale di un anno fa: «È trascorso esattamente un anno da quando sua eminenza il cardinale Pietro Parolin ha visitato l’Ucraina e ha partecipato alla celebrazione storica del 30° anniversario dell'Indipendenza.

 

il papa udienza settimanale in vaticano 5

È stata la seconda visita del Segretario di Stato vaticano dall'inizio dell'invasione russa nel 2014 che ha mostrato per entrambe le parti quanto siano importanti le relazioni tra Ucraina e Santa Sede».

 

E sempre oggi è arrivata la replica vaticana alle polemiche ucraine: «Durante questi mesi il Papa non è mai stato “equidistante”: ha condannato con parole nette l'aggressione perpetrata dalla Russia. È stato piuttosto “equivicino”, cioè vicino a tutti coloro che soffrono per le conseguenze della guerra, in primo luogo la popolazione innocente dell'Ucraina che muore sotto le bombe russe».

 

papa francesco con una bandiera ucraina proveniente da bucha

Così, in una dichiarazione rilasciata all’edizione ucraina di Vatican News, Andrea Tornielli, direttore editoriale dei Media vaticani, commenta per il popolo ucraino le parole di Francesco pronunciate durante l'udienza del 24 agosto. Il Papa «ha parlato della “pazzia” della guerra. Nell'enciclica Fratelli Tutti aveva già spiegato che non ci sono più ragioni per parlare di “guerra giusta”. Nessuna guerra oggi è “giusta”. E proprio riferendosi alla pazzia della guerra, che crea insicurezza per tutti, ha ricordato anche l'ultimo episodio di cronaca accaduto, l'attentato in cui è rimasta uccisa la Darya Dùgina. Ha parlato di lei definendola “povera ragazza”, per riferirsi alle circostanze drammatiche della sua morte per ribadire che mai niente può giustificare l'uccisione di un essere umano».

 

Il Pontefice «ha parlato con il cuore del pastore, non del politico. Voleva esprimere la pietà cristiana per i morti, per tutti i morti e non certo ferire i sentimenti della popolazione ucraina che sperimenta l'orrore della guerra e continua ad avere tante vittime innocenti, e tra queste molti bambini. Bambini per i quali il Papa ha pregato tante volte».

papa francesco bacia la bandiera ucraina di bucha papa francesco con la bandiera ucraina di bucha

PAPA FRANCESCO

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?