erdogan egeo

ACQUE BOLLENTI NEL MEDITERRANEO - PERCHÉ L’EGEO È DIVENTATO UN LUOGO DI TENSIONI? L’AMMIRAGLIO CEM GURDENIZ PARLA DELLA STRATEGIA NAVALE DI ANKARA: “LA GRECIA E CIPRO CERCANO DI PRIVARE LA TURCHIA DELLA SOVRANITÀ E DEI DIRITTI MARITTIMI. IL PROBLEMA CON ATENE NON È NÉ POLITICO NÉ LEGALE: È GEOPOLITICO. MA NON CI SARANNO SCONTRI ARMATI PERCHÉ SE LA GRECIA ATTACCASSE LA TURCHIA, SAREBBE LA FINE DELL’ALLEANZA ATLANTICA - LA NATO HA ABUSATO DELLA TURCHIA NEGLI ULTIMI 70 ANNI. ORA LA GUERRA FREDDA È FINITA E…"

Lorenzo Vita per https://it.insideover.com/

 

erdogan egeo

Le acque bollenti del Mediterraneo orientale hanno riportato la Turchia al centro delle attenzioni. Quello che sta avvenendo nel quadrante che va dall’Egeo fino ai fondali di Cipro è un susseguirsi di eventi dai lati ancora oscuri. Il governo di Ankara che ha spedito la nave Oruc Reis e la sua scorta di mezzi militari per la ricerca nei fondali marini.

 

La Grecia ha reagito con una serie di manovre militari e attivando un vero e proprio blocco anti turco nel Mare Nostrum che vede nella Francia uno dei partner di primo piano.

 

Una sfida che vede un dispiegamento di forza aeronavali in continua crescita con il rischio che anche una piccola scintilla possa far deflagrare un incendio di cui è difficile prevede i contorni e le conseguenze. Ma quello che conta è capire come mai si sia giunti a questa escalation. Perché l’Egeo e il Levante si sono trasformati in un luogo di tensioni e perché oggi è possibile vedere in azioni navi greche, turche, francesi, italiane e americane fino ai caccia degli Emirati Arabi Uniti?

marina militare turca

 

Per comprenderlo bisogna partire dalla Turchia, Paese che in questi ultimi anni ha visto crescere la sua spinta propulsiva e che ha deciso di dirigere il proprio sguardo al di fuori dei propri confini verso tutte le direzioni per estendere la propria rete di influenza. Prima ha sfruttato e concretizzato la “profondità strategica” ideata di Ahmet Davutoglu.

 

nave turca per perforazioni petrolifere yavuz 3

Ora, invece, con la spinta che dalla terra si sposta verso il mare, questo ritorno della Turchia sullo scacchiere internazionale ha un nome che riecheggia con sempre maggiore forza: Mavi Vatan, la Patria Blu. Ne abbiamo discusso con Cem Gürdeniz, ammiraglio della Marina turca, che ha coniato e studiato per primo questo nome, Mavi Vatan, diventato oggi il simbolo delle mosse di Ankara nel Mediterraneo.

 

“Mavi Vatan si fonda su tre pilastri. Il primo pilastro è il simbolo di una marittimizzazione della Turchia nel ventunesimo secolo. La Turchia ha avuto una visione marittima che purtroppo è stata rimossa nel corso dei secoli. Ataturk provò a rivitalizzarla, ma dopo di lui nessuno si è concentrato davvero sullo sviluppo di una marina capace.

 

l'offensiva turca contro i curdi in siria

Noi dipendiamo dal mare per le risorse, per il commercio, per il sostentamento dello Stato. Il governo e il popolo turco hanno cambiato idea solo negli ultimi anni rendendosi conto di come abbiano bisogno del mare. Ecco perché questa dottrina è un simbolo”.

 

Ma dalla simbologia si passa alla prassi, e sotto questo profilo, gli altri due pilastri sono fondamentali per comprendere cosa vuole la Turchia. Gurdeniz continua la sua disamina. “Il secondo pilastro di Mavi Vatan è una definizione – ci spiega Gurdeniz. Definisce le aree di giurisdizione marittima, ovvero le acque territoriali, la piattaforma continentale e la ZEE. In questo ambito Mavi Vatan è un approccio difensivo per proteggere le nostre aree di giurisdizione marittima, in particolare contro la Mappa di Siviglia preparata per l’UE e imposta alla Turchia”.

 

erdogan 2

Definizione cui corrisponde poi il terzo pilastro, la dottrina. “Per proteggere, salvaguardare e sviluppare i diritti marittimi e gli interessi nazionali, Mavi Vatan sviluppa dottrine secondarie come l’utilizzo della marina, lo sviluppo dell’industria della difesa, l’uso di navi per la ricerca sismica e perforatrici, lo sviluppo di basi di supporto della flotta nazionale e all’estero e strumenti legali e argomenti per la firma accordi di delimitazione con altri Stati rivieraschi”.

 

Il riferimento è al memorandum con la Libia del 27 novembre 2019. Questo è un profilo su cui l’ammiraglio tornerà spesso: la questione del buon vicinato. “Questa dottrina mira ad avere buoni rapporti con i vicini basati su una quota equa del dominio del mare. Mavi Vatan non presuppone necessariamente conflitti, ma piuttosto avere buoni rapporti con altre potenze come l’Egitto, Israele, Malta o l’Italia”.

cem gurdeniz

 

La domanda a questo punto sorge spontanea, soprattutto per quello che sta avvenendo nel Mediterraneo orientale con Atene.

 

Ammiraglio Gurdeniz, come ritiene che una dottrina come Mavi Vatan possa coesistere con gli interessi degli altri Paesi e con il diritto internazionale?

“Il problema di oggi con l’Unione europea e gli Stati Uniti è un problema di percezione. Per secoli la Turchia è stata vista come una potenza terrestre. La ragione principale di ciò che accade ora è che con Mavi Vatan questa percezione cambia. Siamo rivolti al mare senza alcuna voglia di tornare indietro. Il problema principale per ora è la carta di Siviglia. Se siamo privati di centinaia di migliaia di chilometri quadrati di acque sovrane – secondo questa mappa – con confini che strangolano la Turchia e la escludono dal mare è un problema.

 

ERDOGAN A SANTA SOFIA

 Il sistema atlantico impone un sistema che costringe la Turchia a rimanere in Anatolia. Questa mappa impedisce alla Turchia di raggiungere gli oceani. È intenzionalmente progettato per togliere la Turchia dal suo ruolo nel Mediterraneo e nella geopolitica mediterranea. È impossibile per la Turchia accettare la seconda versione del Trattato di Sevres, soprattutto ora che si stanno scoprendo risorse energetiche e le frontiere non lo autorizzano”.

Queste parole, questi concetti, ricordano molto alcuni discorsi del presidente Recep Tayyip Erdogan…

“Io sono un kemalista. Mavi Vatan è qualcosa che protegge gli interessi dello Stato ed è assolutamente estraneo alle visioni neo-ottomane, all’espansionismo e all’islamismo. Mavi Vatan è una dottrina difensiva contro le richieste e le imposizioni dell’Ue e degli Stati Uniti basata sulla mappa di Siviglia.

 

cem gurdeniz

Difende le regole internazionali, le giurisprudenze della Corte internazionale di giustizia e della Corte permanente di arbitrato con le precedenti decisioni sui conflitti di delimitazione marittima. Mavi Vatan è al di là della politica, non ha nessun collegamento diretto con qualsiasi partito politico. Tuttavia fornisce indicazioni sulla politica statale…”

 

Siamo oltre la politica, quindi anche oltre lo Stato e oltre la Turchia

“La Turchia non è sola nel Mediterraneo” spiega Gurdeniz.” La Turchia rappresenta anche il mondo turco: rappresenta i popoli dal Kazakistan ai Balcani che non hanno coste. La Repubblica Turca è l’unico Paese per questo mondo a essere una potenza marittima e consente a questi popoli di collegarsi al mare e ad altre parti del mondo.

 

Dobbiamo pensare a tutti questi popoli e stati. Esiste un’area di interesse, cooperazione e coordinamento che arriva fino al Golfo Persico, Aden e tutto il Mediterraneo fino agli oceani.

 

cem gurdeniz

L’Italia ha portaerei, ad esempio, ed è un’arma fondamentale perché significa che la marina protegge gli interessi economici e politici nazionali. In Italia è stato coniato il concetto di Mediterraneo allargato, che indica il desiderio di proiettarsi al di là delle proprie coste. La Turchia deve estendere la sua area di operazione e in caso di emergenza deve avere basi operative all’estero per far operare la Turchia, come Libia, la Repubblica di Cipro Nord, Gibuti, Albania, Qatar”.

 

Un concetto che l’ammiraglio Gurdeniz ci sottolinea più volte: “La Marina turca deve espandersi e questa è una reazione naturale alla crescita di un potere regionale e arrivare a un punto di svolta. La Turchia sta crescendo come stato membro del G20, con 83 milioni di abitanti, una grande industria della difesa.

 

Un passaggio fondamentale che non può essere trascurato perché i vicini come la Grecia e Cipro cercano di privare la Turchia della sovranità e dei diritti marittimi. Il mondo sta cambiando, ci sono nuovi poli e ci stiamo muovendo verso il multipolarismo. Cina e Russia stanno cambiando il mondo unipolare basato sulla pax americana. L’Italia stessa ha firmato un accordo con la Cina per la Via della Seta”.

ERDOGAN A SANTA SOFIA

 

Ecco, ammiraglio, parlando dell’Italia, come ritiene che siano o debbano essere i rapporti tra Italia e Turchia? Alcuni episodi negli ultimi tempi hanno dimostrato fratture tra i due Paesi ma anche forti sinergie in alcuni ambiti

“Parlando dell’Italia, è possibile che la Turchia sia partner o concorrente dell’Italia. Dal punto di vista geopolitico, l’Italia e la Turchia possono essere concorrenti. Sono due paesi fortemente marittimi che hanno o vogliono avere il controllo del Mediterraneo o di parte di esso.

 

L’Italia ha un doppio fronte, il Mediterraneo occidentale e orientale, e si trova in una posizione molto critica e particolare, che ne è anche la sua forza. Francia e Germania premono per un’Italia posizionata in un certo modo, ma il problema parte dal sistema atlantico. L’Italia ha una forte cultura atlantica ma allo stesso tempo ha in sé una spinta eurasiatica e ha la capacità di avere interessi diversi da quelli del sistema che fa capo a Washington.

 

kyriakos mitsotakis recep tayyip erdogan 1

Cosa che la accomuna alla Germania. La Turchia aveva al suo interno una scuola legata a Gulen che era istigata dalla Nato e dal sistema atlantico. Ma una parte del paese non è d’accordo perché la presenza militare statunitense e la politica strategica americana è vista come un problema.

 

La Turchia è vicina alla politica eurasiatica così come sembra essere l’Italia, che è l’unica potenza del G8 sulla Via della Seta e abbiamo interessi comuni in Libia e Nord Africa. Questo è qualcosa che la Francia non vuole e preme per avere una propria forza autonoma nel Mediterraneo, come è accaduto e sta accadendo in Libano”.

kyriakos mitsotakis recep tayyip erdogan

 

La partecipazione alle esercitazioni “Eunomia” con la Grecia indica che l’Italia sembri più legata al blocco occidentale. Anche se c’è stato un Passex con la Marina turca

“Per quanto riguarda le esercitazioni, la Turchia le fa continuamente ed è una politica di equilibrio: non dobbiamo sorprenderci delle esercitazioni. Possiamo farle con chiunque e tutti le fanno con diverse potenze”.

 

A proposito di Grecia, di Eunomia e di quello che sta avvenendo tra Atene e Ankara, cosa ne pensa lei, Cem Gurdeniz, ideatore di Mavi Vatan e stratega dell’espansione turca nel mare?

“Il problema tra Grecia e Turchia non è né politico né legale: è geopolitico. La Grecia si comporta come ‘procuratore’ del sistema euro-atlantico che la Turchia ritiene non rispettoso del sistema internazionale e del diritto del mare. La mappa di Siviglia dà l’intera piattaforma continentale dell’Egeo alla Grecia. Kastellorizo (l’isola al centro dell’attuale escalation ndr) prende 40mila chilometri quadrati dalla piattaforma continentale turca nonostante abbia 20 chilometri di costa: la penisola anatolica ne ha 1600. Quindi è contrario alla realtà voluta dal diritto internazionale, è una mappa dettata, calata dall’alto e che la Turchia non potrà mai accettare”.

Ma pensa che possa essere il preludio a una guerra?

recep tayyp erdogan

“Penso che non ci saranno scontri armati perché se la Grecia, con o senza altri partner dell’Ue e della Nato, attaccasse la Turchia, sarebbe la fine dell’Alleanza atlantica. E senza Turchia ci sarebbe un’accelerazione del nuovo ordine mondiale, con Ankara che si sposta ad est. Penso che il mondo dovrebbe persuadere i greci a rinunciare alle loro affermazioni inaccettabili, irrealistiche e irrazionali sia nell’Egeo che in tutto il Mediterraneo. Lo ripeto: se la Grecia minaccia o compie atti di guerra, ci sarebbero ripercussioni sull’ordine mondiale, non solo sulla regione”.

 

A proposito di Nato in crisi, questa escalation nell’Egeo e il dinamismo francese riportano alla mente le parole di Emmanuel Macron che definì l’Alleanza in uno stato di “morte cerebrale”. La realtà sembra dargli ragione. Che cosa succederà tra Nato e Turchia?

“La Nato ha abusato della Turchia negli ultimi 70 anni. Allora eravamo il principale baluardo contro la spinta sovietica a sud. Ora la Guerra fredda è finita e la Turchia ha riconfigurato una nuova geopolitica che non si adatta alla visione euroatlantica. Ed ecco che si è arrivati allo scontro.

Erdogan Fayez al-Sarraj

 

Vogliono il ritiro delle truppe turche da Cipro, vogliono che la Turchia accetti la mappa di Siviglia e imponga uno stato curdo fantoccio nel sud con accesso al mare, hanno utilizzato i gulenisti nell’ultima fase per spezzare la volontà della Turchia di perseguire una nuova geopolitica. Il colpo di stato del 15 luglio 2016 è stato il colpo finale, ma hanno fallito. I gulenisti sono stati perseguiti in Turchia ma alcuni sono andati in America o nei paesi occidentali dove hanno trovato protezione e rifugio”.

 

Il suo è un attacco importante: ma la Turchia, la nuova Turchia di Mavi Vatan può coesistere con la Nato? Può esserci ancora effettivamente una potenza turca interna all’Alleanza atlantica?

Recep Tayyip Erdogan

“La Nato è in crisi in questo momento per quanto sta accadendo nel Mediterraneo orientale e non credo che la strategia turca possa coesistere troppo a lungo con il Patto atlantico. Il Mediterraneo sta passando da una pax americana a pax sinica, portata e creata dalla Cina. È un processo molto lungo ma è chiaro che la pax americana, che è venuta dopo la pax britannica, non accetterà l’inevitabile cambiamento senza confronto. Spero che questo cambiamento si concluda senza spargimento di sangue. Ma è chiaro che queste due pax stanno cambiando il Mediterraneo o potrebbero cambiare in futuro”.

 

 

GIUSEPPE CONTE CON ERDOGAN

Gurdeniz, su questo punto, sembra avere molte certezze. “Le relazioni tra Nato e Turchia non saranno più così forti come prima perché l’Ue e la Nato agiscono in modo diverso dagli interessi nazionali turchi”, chiosa il militare. “La visione del sistema euroatlantico nei confronti della Turchia dovrebbe cambiare. Devono nascere nuove alleanze. Dobbiamo fare nuovi accordi e cercare nuovi alleati, ad esempio con la Russia che è sotto assedio e con la quale facciamo accordi in Siria e Libia.

 

mike pompeo recep tayyip erdogan

Potremmo anche riconoscere la sovranità sull’Abkhazia se Mosca riconosce quella di Cipro del Nord. C’è un equilibrio dei rispettivi interessi. Se l’Ue e gli Usa vogliono privare la Turchia delle risorse di cui ha bisogno per il suo futuro, non c’è possibilità di un compromesso che ci porterà a perdere tutto. Gli americani e alcune nazioni della Nato si stanno alleando con il Pkk e le Ypg per un Kurdistan indipendente che è contro gli interessi turchi. In che modo gli alleati terrestri di un membro della Nato mirano a destabilizzare e fratturare un altro alleato?”

PUTIN ERDOGANPUTIN ERDOGAN

 

Ultimi Dagoreport

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...