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LE ALTRE VITTIME DELLA PANDEMIA - SECONDO LA UNICEF SONO CIRCA 160 MILIONI I MINORI SOTTRATTI ALLA SCUOLA E COSTRETTI A LAVORARE - IL NUMERO DEI BIMBI TRA I 5 E I 17 ANNI SCHIAVI È CRESCIUTO DI 8 MILIONI ANNI NELL’ULTIMO – I BAMBINI SONO COSTRETTI A LAVORARE IN CONDIZIONI PERICOLOSE E MOLTE VOLTE VENGONO DROGATI PER POTER SOSTENERE I RITMI INFERNALI 

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Letizia Tortello per “la Stampa”

 

Archie si sveglia ogni mattina alle 5, si veste e fa colazione, prima di andare a piedi al lavoro. Ha 7 anni e non ha tempo di giocare. Condivide il nome con il figlio dei duchi di Sussex, ma la sua infanzia è ben diversa: è un minatore. Le sue gambe smilze e le sue mani già forti vengono sfruttate per scavare e cercare alla cieca l' oro in un pozzo sotterraneo in Burkina Faso. Respira attraverso un tubo attaccato a un compressore.

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Va avanti per dieci o dodici ore, su e giù dal giacimento. È uno dei 160 milioni di minori nel mondo vittime di sfruttamento, costretti a rischiare la vita per permettere alla propria famiglia di sopravvivere.

 

Presi tutti i giovanissimi della Terra, uno su dieci ha in sorte questo destino: 63 milioni di ragazze, più dell' Italia intera, e 97 milioni di ragazzi. Lo racconta un report pubblicato insieme dall' Ilo (International Labour Organization, l' agenzia Onu per il Lavoro) e dall' Unicef, il più drammatico degli ultimi vent' anni, perché per la prima volta i dati sono in peggioramento.

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La pandemia ha ricacciato nel baratro un trend che stava migliorando: il numero dei bimbi schiavi del lavoro è cresciuto di 8 milioni di individui tra i 5 e i 17 anni, dal 2016. Sono ingranaggi «necessari» nelle economie di molti Paesi dell' Africa subsahariana, dell' Asia e dell' America Latina.

 

E non si parla solo degli Stati più poveri del globo: un esempio per tutti è la Cina, ma anche Perù ed Egitto. Il dato più impressionante, però, è proprio a Sud del Sahara: la maxi regione conta più lavoratori minori che tutto il resto del mondo. Obbligati a sporcarsi le mani nei campi, nelle cave, nelle fabbriche, a setacciare e lavare il cobalto senza mascherine e senza guanti, esposti ad un elevato rischio di malattie.

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Sono 87 milioni, il 24% della popolazione di quell' età. Mentre in Asia e in Sudamerica, le iniziative al contrasto della povertà, quelle educative e gli aiuti ai governi hanno prodotto risultati significativi. I bimbi sfruttati sono diminuiti, ma certo non abbastanza e comunque nell' arco di più di un decennio.

 

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Il pericolo di morire

Allo stesso modo, è salito il numero assoluto dei bambini costretti a svolgere mansioni pericolose e dannose per la salute: sono sei milioni e mezzo in più. Resistono abusando di alcol, cannabis, e anfetamine, un' iniezione di coraggio per affrontare una vita completamente ingiusta. «Stiamo perdendo terreno nella corsa per porre fine a questo sfruttamento», spiega il capo dell' Unicef, Henrietta Fore, sottolineando che «la crisi del Covid-19 sta peggiorando ulteriormente la situazione».Le scuole chiuse sono state fatali e «ora è molto difficile riportare sui banchi bimbi sottratti all' educazione», continua l' Unicef.

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Nelle zone rurali

L' impiego dei minori nel mondo del lavoro è più alto tra i maschi under 17 (l' 11,2% dei ragazzi del mondo) che tra le femmine (7,8%), ma molto spesso non si considera che le bambine, se anche riescono a frequentare la scuola, sono sottoposte a vessanti obblighi tra le mura domestiche. Il grosso dei baby schiavi è legato all' economia agricola. E qui l' età si abbassa di molto: dai bimbi e bimbe che raccolgono le foglie di té in Ruanda, a quelli che battono le piante di ulivo nel Maghreb, a quelli che raccolgono le rose in Kenya - gli stessi fiori che finiscono nel gigantesco mercato europeo -, ai piccoli che assemblano prodotti tecnologici in Cina, uno scandalo confermato da recenti inchieste dei media britannici.

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Secondo gli studiosi di Ilo e Unicef, servirebbero 18 volte gli sforzi impiegati oggi per ridurre a zero il lavoro minorile entro il 2025. «Senza interventi urgenti - è la previsione dei ricercatori - nei prossimi due anni post-pandemia» i piccoli schiavi del lavoro potrebbero crescere fino a 206 milioni. Pari a un sesto della popolazione cinese.

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