wuhan coronavirus

ALTRO CHE FUORI DALL’EMERGENZA: LA CINA HA ESULTATO TROPPO PRESTO. LE CITTA’ DI XIAOGAN E TIANMEN CHIUSE DI NUOVO - DOPO UN SOLO GIORNO DI RIAPERTURA, SI TORNA ALLA LINEA DURA. IN 24 ORE QUATTRO CONTAGI E 14 DECESSI DOMENICA A WUHAN NON È ANCORA SPENTO IL FOCOLAIO SCOPPIATO TRA NOVEMBRE E DICEMBRE

la famiglia rimasta nascosta al mercato di wuhan per due MESI

Patrizia Floder Reitter per “la Verità”

 

Altro che fuori dall' emergenza. Nella provincia cinese dello Hubei, quella più duramente colpita, il coronavirus è tornato a fare male. L' agenzia di stampa Xinhua ha dato la notizia di quattro nuovi casi di infezione sabato e di 14 decessi domenica a Wuhan, capoluogo di provincia ed epicentro dell' epidemia. La commissione sanitaria provinciale parlava anche di altri 18 casi sospetti.

 

Il sito As-Source News annunciava ieri che le città di Xiaogan e Tianmen sono state nuovamente chiuse dopo un giorno e riproponeva sul suo profilo Twitter il video pubblicato da un utente. Sono stati segnalati anche 14 casi di contagio di ritorno, quattro a Pechino, quattro nella provincia del Guangdong, due a Shanghai e uno, rispettivamente, nelle provincie dello Yunnan e del Gansu.

poliziotto wuhan

 

Una settimana fa, il presidente, Xi Jinping, faceva visita a Wuhan, dove tutto il male sarebbe nato dal mercato degli animali vivi o da laboratori militari, per annunciare al mondo che il peggio era ormai passato e che il Partito comunista era riuscito ad avere la meglio sul Covid-19.

 

Per dieci giorni consecutivi nell' Hubei non si erano verificati nuovi contagi, poi sabato la commissione sanitaria ha riferito di quattro nuovi casi di infezione in sole 24 ore, portando il totale dei positivi su quel territorio da inizio epidemia a 67.794, il numero più alto di contagiati di tutta la Cina (81.032 secondo i dati di ieri). I pazienti dimessi nella provincia dello Hubei sono 55.094, rimangono in ospedale 8.703 cinesi dei quali 2.403 ancora in gravi condizioni e altri 572 in condizioni critiche.

 

controlli sanitari al mercato di wuhan

La notizia del virus che riprende vigore in Cina è stata subito ridimensionata. Un rapporto di Citizen Lab, organizzazione di ricerca sulla censura di Internet con sede in Canada, ha rivelato infatti che a partire dallo scorso 31 dicembre, i censori del Web in Cina hanno introdotto un nuovo elenco di 45 parole chiave per bloccare la discussione online sull' epidemia di Covid-19. Secondo gli autori del rapporto, a febbraio sono state identificate altre 516 combinazioni di parole, bloccate su Wechat, l' app di messaggistica più diffusa in quel Paese.

 

I nuovi malati nello Hubei, però, significano una cosa sola: non è ancora spento il focolaio scoppiato tra novembre e dicembre nella metropoli di 11 milioni di persone nel cuore della Cina. Non si può ancora annunciare la vittoria sul Covid-19, malgrado il blocco messo in atto da Xi Jinping per un mese e mezzo.

 

coronavirus 2

In Italia, invece, c' è già chi si illude che il peggio sia passato. Che siamo prossimi a vedere la fine dell' emergenza. Nulla di più falso, da settimane i virologi stanno ripetendo che sono tante le variabili da tenere d' occhio per capire l' andamento dell' epidemia. Parlare di trend in ribasso o di calo costante dei contagi è pura incoscienza, quando non conosciamo ancora come si diffonderà il coronavirus al Sud e come si riuscirà a contenerlo al Nord.

 

«La violenza con cui è stata colpita l' Italia è apparsa finora unica, nell' ambito dei Paesi sviluppati. Altri Paesi occidentali sembrano tuttavia ad altissimo rischio di intraprendere lo stesso percorso, se non anticiperanno l' attuazione di misure restrittive», affermava qualche giorno fa il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). E metteva in guardia: «Di tale pandemia l' Italia è in questi giorni il Paese più colpito. Il superamento della Cina in termini di numero ufficiale di decessi appare imminente. Altri Paesi, soprattutto in Occidente, sembrano avviati sulla stessa strada». El o stesso Dragone torna ad avere paura.

coronavirus 1un dottore visita una paziente a wuhan

 

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