samanta e tommy, matrimonio trans a napoli

UN AMORE CHE NON CONOSCE GENDER – A NAPOLI SI È CELEBRATO IL PRIMO MATRIMONIO TRANSESSUALE D’ITALIA: A CONVOLARE A NOZZE SONO STATI SAMANTA E TOMMY, ENTRAMBI NATI “NEL CORPO SBAGLIATO” CHE, DOPO IL PERCORSO DI TRANSIZIONE, SI SONO INNAMORATI E ORA SPOSATI – SAMANTA ERA UOMO E SI È TRASFORMATA IN DONNA, MENTRE TOMMY HA SEGUITO IL PERCORSO INVERSO. LA SPOSA: “LA MIA FAMIGLIA NON È VENUTA NEANCHE A FARE GLI AUGURI…”

Alessandra Martino per www.ilmessaggero.it

 

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Napoli si conferma città della tolleranza e cosmopolita dove l’amore, in tutte le sue sfumature, trionfa sempre. Oggi negli uffici della VI Municipalità di San Giovanni a Teduccio, nell'area orientale, si è coronato il sogno di Samanta e Tommy. Samanta era uomo e si è trasformata in donna, mentre Tommy ha seguito il percorso inverso da donna a uomo.

 

Dovremmo liberarci dalla più grande zavorra che esiste, ossia i pregiudizi e gli stereotipi. Sono vecchie idee che non funzionano più. La sua felicità Samanta la dedica a tutte quelle come lei, «nate in un corpo sbagliato», e alle loro battaglie fisiche e legali per conquistare una vera identità. Una dedica speciale in un giorno speciale. A San Giovanni, Samanta ha sposato il suo compagno, Tommy amico del cuore e poi amore della vita, con cui convive da tre anni.

 

Il primo matrimonio transessuale in Italia

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Ma la particolarità di questa unione è il primo matrimonio transessuale in Italia. «Sulla carta d’identità sono ancora Giacinto ma sono sempre stata femmina dentro, fin da bambina», ripete Samanta. 

 

Una cosa che ogni figlio dovrebbe avere assicurato e l’appoggio dei propri cari, madre e padre in primis. Per Samanta non è stato così: in uno dei momenti più delicati, cruciali importanti della sua vita, quello della transizione di genere, non ha potuto contare sull'appoggio dei propri genitori. Non mi sono sentita accettata dalla mia famiglia. 

 

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«La mia famiglia è un tasto doloroso da affrontare - ha raccontato Samanta commossa - In questa giornata l’unica persona che mi manca è la mia mamma che non c’è più da sette anni, quando manca la mamma manca tutto. Ma sono sicura che oggi ci ha accompagnato in questo momento così magico. La mia famiglia non è venuta neanche a fare gli auguri ma non è un problema. Oggi sono circondata dall’amore della famiglia che ho creato negli anni: fatta di amici, colleghi e l’amore più importante, quello universale di Tommy».

 

Il rito civile

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Così, davanti al funzionario pubblico, che ha celebrato il matrimonio civile (da non confondersi con l’unione civile) c’era una coppia di sposi composta da un uomo e una donna. Non sono mancati anche gli auguri del presidente della VI Municipalità, Alessandro Fucito che subito dopo lo scambio delle fedi è andato a congratularsi con gli sposi: «La nostra è una municipalità giovane e dinamica, pronta al cambiamento. Dobbiamo cogliere questi eventi positivi per proporre un messaggio diverso rispetto al solito - ha sottolineato Fucito - questa zona è spesso ricordata per notizie poco piacevoli e fatti di cronaca».

 

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Pregiudizi sessuali e stereotipi di genere sono così diffusi nella nostra società, la paura e l’avversione nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità si basa sul pregiudizio e sfocia spesso in atteggiamenti discriminatori, di rifiuto ed emarginazione verso gli omosessuali. «Non mi sono mai sentita a disagio o giudicata per la mia diversità. Grazie alla mia ironia e simpatia sono riuscita a sfatare i tabù e a farmi volere bene», confessa Samanta. 

 

A testimoniare questa unione erano presenti Stefania Zambrano, organizzatrice di Miss Trans Europa, che ha fatto anche da Cupido. Infatti, un suo evento è stato galeotto per l’amore di Tommy e Samanta: «Da quel giorno è passato del tempo e oggi è stato detto quel fantastico “sì” che la comunità trans festeggia con grande emozione. - racconta Stefania - Gli auguro un bellissimo percorso e tanta felicità».

 

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«Mi fa molto piacere essere la madrina di questa coppia trans, si sposano un Ftm e un Mtf, da qui si capisce che l’amore è universale, non ha categorie, ha diverse sfaccettature, l’amore è un misto di emozioni e di sensazioni che questi sposi stanno provando e che anche noi invitati e testimoni stiamo vivendo con partecipazione e affetto - ha raccontato Loredana Rossi, fondatrice dell’associazione Trans Napoli - il sogno è diventato realtà, voglio ricordare che quest’anno avremmo dovuto festeggiare il Ddl Zan, ma il decreto legge è stato affossato da alcune forze politiche retrograde, che abbiamo nel nostro Paese. È stato vergognoso vedere tanti senatori che applaudivano per quello che avevano fatto». 

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Il progresso nonostante la bocciatura del decreto non è stato fermato. L’evento di oggi ne è la testimonianza. Oggi si applaude l’amore quello vero, che tutto vince.

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