housing sociale roma 3

ANCHE "L'HOUSING SOCIALE" È TUTTO UN MAGNA MAGNA - ALLA FACCIA DELLE CASE PER I POVERI: IL PIANO DEL COMUNE DI ROMA PREVEDE CHE LE IMPRESE ASSEGNINO IN AFFITTO CALMIERATO A PERSONE IN DIFFICOLTÀ IL 30% DELLE ABITAZIONI COSTRUITE, PECCATO CHE 1.368 APPARTAMENTI SIANO SOTTO INCHIESTA PERCHÉ FINITI NELLE MANI SBAGLIATE - TROPPE LE ABITAZIONI AFFIDATE AD AMICI, PARENTI E COLLEGHI DEI 90 IMPRENDITORI CHE LE HANNO REALIZZATE. MENTRE CHI HA DAVVERO BISOGNO ATTENDE INVANO QUATTRO MURA...

Lorenzo d’Albergo per “la Repubblica – ed. Roma

 

truffa dei palazzinari

L'housing sociale ridotto a un'etichetta. Un contenitore vuoto. Peggio, riempito con affittuari fuori dai parametri previsti dalla legge. Pensato per venire incontro alle famiglie che non possono acquistare o affittare una casa ai prezzi del costosissimo mercato immobiliare capitolino, per cercare di risolvere l'appartemente irrisolvibile piaga dell'emergenza abitativa, lo strumento imposto ai costruttori dalla Regione per l'edilizia sociale è finito fuori controllo.

 

I canoni calmierati, pensati per mettere un tetto sopra la testa di chi non se lo può permettere, alla fine sono stati applicati ai parenti e agli amici del palazzinaro di turno. È questa la grande truffa ai danni delle fasce fragili della città raccontata dai documenti riservati del Campidoglio: ci sono 1.386 appartamenti sotto inchiesta.

 

housing sociale roma 5

Presto scatteranno le prime sanzioni. A ricostruire punto per punto l'inghippo è il report della direzione Emergenza alloggiativa del Comune, guidata da Massimo Ancillotti, uno dei comandanti più esperti dei vigili urbani.

 

Si parte dal 2012 e dal regolamento regionale, poi rivisto nel 2015, che determina i criteri per l'accesso all'edilizia sociale. Il sistema è semplice: seguendo i dettami del Piano casa (demolizione e ricostruzione) a fronte di un aumento di superficie edificabile il costruttore si impegna a cedere almeno il 30% degli alloggi che realizzerà seguendo le norme dell'housing sociale.

 

housing sociale roma 2

Le case sarebbero quindi dovute essere cedute in affitto (tra i 4 e i 5 euro al metro quadrato) a chi risiede o lavora a Roma, non possiede già almeno il 50% di un appartamento adeguato al proprio nucleo familiare e non ha un reddito superiore alle fasce previste per l'accesso all'edilizia agevolata.

 

Favorite famiglie numerose, over 65, coppie under 35, studenti fuorisede, sfrattati, disabili, reduci da divorzi e separazioni, appartenenti alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco o all'Esercito. Uno spettro piuttosto ampio.

 

housing sociale roma 6

Un bersaglio difficile da mancare, ma comunque accuratamente snobbato da buona parte dei costruttori coinvolti nell'indagine del Comune. Si va dagli imprenditori che hanno realizzato il palazzone che affaccia su via del Porto Fluviale e sul Tevere, fronte ponte di Ferro, a quelli che hanno investito sulle villette a schiera disseminate da Ostia alle periferie Est, Ovest e Nord della capitale.

 

housing sociale roma 1

Qui gli alloggi per l'housing sociale, annota la direzione Emergenza alloggiativa, sono stati assegnati in barba alle regole: «I soggetti beneficiari, nella maggioranza dei casi, non appaiono economicamente fragili e/o bisognosi». Nuclei familiari spesso «vicini o legati al soggetto attuatore (dell'intervento, il costruttore, ndr) per rapporti di lavoro, parentali o amicali».

 

housing sociale roma 4

Una pratica piuttosto diffusa: sui primi 301 contratti verificati sono state individuate 104 violazioni. Più di un terzo degli affittuari degli alloggi di edilizia sociali è sicuramente abusivo. Altri 63 casi sono ancora sotto inchiesta, mentre 24 posizioni risultano «dubbie» e quindi richiederanno ulteriori approfondimenti.

 

housing sociale roma 3

Verifiche anagrafiche, reddituali, catastali. Richieste di dati e informazioni ai comuni di residenza di costruttori e locatari. Insomma, il comandante Lancillotti non vuole lasciare nulla di intentato. Perché, durante la prima tornata di verifiche, «raramente si sono riscontrati casi con reali fragilità sociali».

 

Pochi i nuclei numerosi, gli anziani ultrasessantacinquenni, i disabili e chi suo malgrado è reduce da uno sfratto. Troppi gli appartamenti affidati ad amici, parenti e colleghi dei 90 imprenditori che li hanno realizzati. Mentre chi ha davvero bisogno attende invano quattro mura.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…