selfie stick

ARRESTATA LA “BANDA DEL SELFIE STICK” – A ROMA, TRE UOMINI DI ORIGINE CUBANA SONO STATI ARRESTATI PER AVER COMMESSO DIVERSI FURTI AI DANNI DI TURISTI – IL MODUS OPERANDI ERA SEMPRE LO STESSO: SCEGLIEVANO UN TAVOLO ACCANTO A QUELLO DELLA PREDA DI TURNO, POI USAVANO IL SELFIE STICK PER SGANCIARE LE BORSE DALLE SPALLIERE DELLE SEDIE E...

Emiliano Bernardini per "il Messaggero"

 

selfie stick

Si sedevano in uno dei tanti tavolini del centro storico, adocchiavano la preda di turno, poi prendevano l'asta allungabile per i selfie e con questa agganciavano le borse appese alle sedie. Così tre cubani, tutti di età compresa tra i 20 e i 34 anni, terrorizzavano le vie del turismo. L'ultimo colpo però ha fatto scattare le manette. Ora i tre, una vera e propria banda, dovranno rispondere di furto aggravato. Da qualche giorno i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina li stavano pedinando e così li hanno colti in flagranza di reato.

 

carabinieri banda selfie stick

L'ultimo colpo la banda del selfie stick l'ha messo a segno in un ristorante di via delle Muratte, a due passi da Fontana di Trevi, ai danni di una turista belga. Il copione era sempre lo stesso: adocchiavano la preda, aspettavano che si sedesse al tavolo del bar e poco dopo anche loro, fingendosi turisti, sceglievano un tavolo proprio accanto a quello della preda di turno. Il tempo di una ordinazione ed ecco spuntare l'asta allungabile, l'accessorio più in voga negli ultimi tempi per scattare fotografie con i telefoni cellulari.

 

selfie stick

Talmente in voga da non far sospettare nulla. Invece che agganciarci lo smartphone con grande maestria lo usavano per sganciare le borse dalle spalliere delle sedie. Ed è stato così anche domenica. Agganciata la borsa della malcapitata, con una banale scusa hanno lasciato il tavolo del bar e si sono allontanati. Stavolta però a tenerli d'occhio c'erano i Carabinieri che, notata la scena, li hanno bloccati recuperando l'intera refurtiva. I 3 cittadini cubani arrestati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza dell'Arma in attesa del rito direttissimo.

selfie stick

 

I tre cittadini cubani di età compresa tra i 20 e i 34 anni, tutti domiciliati a Roma e incensurati, dovranno rispondere di furto aggravato. I militari sospettano che quello messo a segno l'altro giorno sia l'ultimo di una serie di furti messi a segno in questi ultimi mesi nel centro storico. «Con la zona bianca e il ritorno del turismo abbiamo notato un grande incremento di borseggiatori. Stiamo tenendo d'occhio vecchie conoscenze che sono tornate ad agire nella zona del Centro» sottolinea il maggiore Fabio Valletta del compagnia dei Carabinieri di Roma Centro.

 

DATI ALLA MANO

SELFIE STICK

E a conferma ci sono i dati: stando al numero di interventi - su chiamata e non solo - nel mese di giugno ci sarebbe stato un aumento del 30% rispetto allo scorso anno quando le restrizioni indotte dalla pandemia del Covid erano state comunque allentate. Nel dettaglio, nel mese di giugno di quest' anno risultano essere stati denunciati 4.100 furti: 1.200 aggravati, 650 con destrezza, circa 50 scippi e 240 in abitazione.

 

Attenzione: si tratta di dati parziali e non consolidati, perché non tengono conto completamente di tutte le denunce registrate dai distretti di polizia o dalle stazioni dei carabinieri che potrebbero dunque essere deficitari, senza contare poi tutto il sommerso ovvero i borseggi e i furti subiti ma non denunciati.

OBAMA CON SELFIE STICKselfie stick 1selfie stick 2selfie stick 3selfie stick 5selfie stick 6selfie stick 8selfie stick 9SELFIE STICK 1

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?